Tempesta solare del 5 febbraio: cosa sta succedendo e quali rischi ci sono per la Terra

Il giornalista scientifico Luigi Bignami spiega in diretta su Radio Kiss Kiss gli effetti della tempesta solare del 5 febbraio, tra rischi per le comunicazioni e spettacolari aurore boreali.

Una tempesta solare di classe G1 è stata annunciata dagli esperti a partire da oggi 5 febbraio, con possibili effetti sulle telecomunicazioni e la possibilità di osservare aurore boreali anche a latitudini insolite. Per chiarire la situazione, Radio Kiss Kiss ha intervistato il giornalista scientifico Luigi Bignami durante il programma “Good Morning Kiss Kiss”.

Tempesta solare del 5 febbraio: cosa sta succedendo secondo gli esperti

Durante la trasmissione, Luigi Bignami ha spiegato cosa sta accadendo sul Sole e quali potrebbero essere le conseguenze sulla Terra. “Ieri il Sole ha fatto veramente scintille, se così si può dire, perché non ne ha fatta una sola, ma ne ha fatte una ventina di esplosioni. Di queste ventina, 4 o 5 sono state piuttosto intense, anzi nel massimo della scala di queste tempeste”, ha dichiarato Bignami.

Il giornalista ha poi illustrato come queste esplosioni solari rilascino una grande quantità di radiazione che, arrivando sulla Terra, può causare alterazioni nell’atmosfera. “Le comunicazioni possono alterarsi, i satelliti possono subire delle influenze, però esiste tutto un sistema per cui i satelliti vengono fatti ruotare in modo tale da esporre il meno possibile alle radiazioni solari le loro parti più delicate”, ha aggiunto.

Bignami ha sottolineato che questi fenomeni sono normali, ma il periodo attuale è caratterizzato da una frequenza particolarmente elevata di tempeste solari. “Quando non sono dirette verso la Terra sono un grande spettacolo da osservare. Quando invece sono dirette verso la Terra, allora qui dipende un po’, se sono violentissime c’è un pochino da preoccuparsi, non tanto per noi uomini quanto appunto per le comunicazioni”, ha spiegato.

Le aurore boreali e la macchia solare da record: cosa aspettarsi

Uno degli effetti più affascinanti delle tempeste solari è la possibilità di vedere aurore boreali anche a latitudini più basse del solito. “Già questa notte so di aurore, ho visto immagini spettacolari proprio negli Stati Uniti, veramente bellissime e quindi sono spettacoli della natura per cui vale la pena davvero di rimanere svegli”, ha raccontato Bignami.

Durante l’intervista si è parlato anche della grande macchia solare che sta attirando l’attenzione degli astronomi. “È una delle tante macchie che si sono formate in questo periodo, lunga ben 320.000 km, quasi la distanza dalla Terra alla Luna. Queste macchie cosa sono? Sono delle aree in cui i campi magnetici sono un po’ diversi dal resto”, ha spiegato il divulgatore.

Bignami ha descritto il Sole come una stella molto turbolenta, con una rotazione differente tra equatore e poli che porta i campi magnetici a contorcersi e a creare queste aree più scure “finché il campo magnetico si spezza e butta fuori tutte queste radiazioni. Ecco la tempesta magnetica”, ha aggiunto.

Rischi per la Terra e protezione: cosa dice Luigi Bignami

Molti ascoltatori si sono chiesti se la magnetosfera e l’atmosfera terrestre siano in grado di proteggerci da tempeste solari molto intense, come quelle di classe G5. Bignami ha rassicurato: “Siamo assolutamente coperti. Questo sicuramente sì. Più che il G5, il G5 è la conseguenza. Noi dobbiamo temere, tra virgolette, l’intensità della radiazione solare e lì vengono calcolate in X, M, cioè classe X, classe M, un po’ come i terremoti dove una classe è migliaia di volte superiore rispetto all’altra. E le ultime sono state proprio di classe X, cioè molto potenti, ma hanno sfiorato la Terra, quindi siamo stati fortunati”.

Infine, si è parlato anche della missione Artemis 2, il cui lancio è stato rimandato. Bignami ha spiegato che gli astronauti sarebbero comunque protetti in caso di tempesta solare: “L’Orion, che è questa navicella, ha una parte interna dove gli astronauti possono rifugiarsi in caso di tempeste solari. Quindi hanno un interno, una specie di rifugio che viene fatto al momento per potersi proprio proteggere”.

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