Radio Kiss Kiss ha trasmesso in diretta da Piazza Vittorio Veneto per raccontare la seconda edizione di CioccolaTò. Ospite speciale il maestro cioccolatiere Silvio Bessone ha condiviso la sua esperienza nella realizzazione di una straordinaria coppa di cioccolato e la sua visione sul futuro del cacao artigianale.
La coppa delle Final 8: un capolavoro di cioccolato artigianale
Durante la trasmissione “Non è Domenica senza Kiss Kiss”, Silvio Bessone ha raccontato la genesi della sua ultima creazione: una fedele riproduzione in cioccolato della coppa delle Final 8 di basket. L’opera, che sarà esposta il 17 febbraio, è identica a quella che verrà alzata dalla squadra vincitrice del torneo. Bessone ha spiegato: “Avevo stimato di metterci una cinquantina d’ore, sessanta per la coppa e in realtà ce ne ho messe novanta perché comunque non c’è nessuna parte che è simile, pensate che la coppa è composta da 18 livelli e ogni livello ha una diagonale, uno spessore, un’altezza completamente diversa. Pesa 12 kg”. Il maestro ha sottolineato la complessità del lavoro, dovuta alla necessità di rendere la scultura non solo bella, ma anche fedele all’originale. Bessone ha inoltre raccontato il percorso del cacao utilizzato: “Quando io ho incontrato quel cacao per quella coppa era un seme ed era in Camerun il mese di agosto, quindi l’ho processato, l’ho fermentato, l’ho seccato, l’ho tostato, l’ho processato nel cioccolato nel mio laboratorio di Vicoforte”.
La ricerca del cacao perfetto: missioni e innovazione
Silvio Bessone ha raccontato la sua lunga esperienza nella ricerca della materia prima migliore, viaggiando in tutto il mondo per selezionare il cacao direttamente nei paesi d’origine. “Io ho già fatto più di 45 missioni diverse con 168 viaggi in giro per le piantagioni, è stata una missione importante, 30 anni nel mondo del cacao per fare qualcosa, cambiare un paradigma, far capire che si può lavorare bene, che si può fare un cacao buono e soprattutto si può creare un’economia maggiore per i contadini”, ha spiegato. Bessone ha sottolineato l’importanza di valorizzare tutto il comparto agricolo del cacao, non solo il seme, e ha parlato del lavoro svolto con la società Cacao & Friend: “Stiamo facendo un lavoro importante proprio per la qualificazione del cacao in giro per il mondo, in particolar modo adesso in Camerun e invitiamo tutti i cioccolatieri, tutti quelli che si occupano di cioccolato a provare un cacao fermentato in maniera scientifica perché stiamo nei prossimi anni presenteremo qualcosa di veramente rivoluzionario anche in materia funzionale”. Il maestro ha anche accennato alle potenzialità ancora poco conosciute del cacao: “Il cacao contiene più di 300 sostanze psicotrope che possono agire sul sistema nervoso centrale quindi diciamo che conosciamo poco del cacao ma fortunatamente le università stanno lavorando”.
Dall’infanzia alla rivoluzione del cioccolato artigianale
Nel corso dell’intervista, Silvio Bessone ha ricordato le sue origini e la passione per il cioccolato nata da bambino: “Mio nonno mi diceva di fare quello che gli altri non fanno ancora e quello che gli altri non fanno più, quello che gli altri non facevano più quando io ero giovane era fare il cioccolato, non si usava più, si comprava il cioccolato industriale come si fa ancora per la maggior parte adesso”. Bessone ha ricordato il momento in cui ha deciso di aprire la sua fabbrica di cioccolato a Torino nel 2005: “Mi davano del pazzo le aziende di cioccolato e adesso siamo più di 20.000 che facciamo il bean to bar nel mondo, quindi aver dato la stura, aperto la stura a questa rivoluzione culturale, bè credo che quel bambino di 5 anni oggi se si guarda allo specchio dice: “Non l’abbiamo ancora fatto tutto ma come dico sempre io anche sui miei social dai che ce la facciamo”.