La preparazione degli atleti per le Olimpiadi Invernali è un percorso lungo e complesso, fatto di sacrifici, allenamento e attenzione ai dettagli. Feliciano Di Blasi, preparatore atletico di fama internazionale, ha raccontato ai microfoni di Radio Kiss Kiss cosa significa davvero arrivare pronti all’appuntamento più importante della carriera sportiva.
Preparazione olimpica: quattro anni di lavoro e sacrifici
Durante l’intervista a “Good Morning Kiss Kiss”, Feliciano Di Blasi ha spiegato quanto sia impegnativo il percorso che porta un atleta alle Olimpiadi. “L’Olimpiade è l’obiettivo principale di un atleta. Quattro anni di lavoro, di sacrifici per arrivare al momento giusto con il più sistema preparato per poter affrontare le problematiche della prestazione”, ha dichiarato Di Blasi. Secondo il preparatore, tutte le componenti – tecniche, tattiche, fisiche e psicologiche – devono essere al massimo livello. Non basta allenare solo il corpo o solo la mente: “Tutto deve essere al top, quindi muscoli, testa, devono essere al top della situazione”.
Di Blasi ha sottolineato anche l’importanza dei cosiddetti “dettagli invisibili”, ovvero quelle piccole cose che spesso sfuggono all’attenzione ma che possono fare la differenza. “I dettagli invisibili sono le piccole cose, quelle cose che non sembrano importanti ma che poi alla fine decidono”. Un episodio curioso raccontato da Di Blasi riguarda un calciatore che, la notte prima di una partita importante, non riusciva a contattare la fidanzata.
La forza della mente: meglio la tranquillità mentale o la forma fisica?
Nel corso della trasmissione, Max e Max hanno chiesto a Di Blasi se preferirebbe portare in gara un atleta al massimo della forma fisica ma non convinto mentalmente, oppure uno meno preparato fisicamente ma con una mente forte e rilassata. La risposta del preparatore è stata chiara: “Io preferisco un atleta naturalmente preparato bene, ma che la sua mente sia calma, rilassata e pronta a affrontare i problemi”. Di Blasi ha aggiunto che, anche se un atleta non è al massimo della forma fisica, la forza mentale può fare la differenza: “Abbiamo delle riserve, delle componenti importantissime. Posso dirvi tantissimi casi dove l’atleta si sentiva malissimo e poi ha giocato benissimo. Perché ci sono delle forze dentro di noi che intervengono in questo momento”.
Secondo Di Blasi, la preparazione atletica e quella tecnico-tattica restano fondamentali, ma la mente può offrire risorse inaspettate nei momenti decisivi. “Sicuramente la preparazione atletica, la preparazione tecnico-tattica sono fondamentali. Non dimentichiamo, perché se non sei preparato, poi anche la mente non può reagire”.
Infortuni e convinzioni: il ruolo della fortuna nello sport
In chiusura di intervista, Max e Max hanno chiesto a Di Blasi un parere sugli infortuni che colpiscono le squadre di calcio durante la stagione. “Se una squadra di Serie A a metà stagione conta 25 infortuni di giocatori… Secondo te dipende solo dalla sfortuna o c’è anche altro?”. Di Blasi ha risposto senza esitazioni: “Io la componente sfortuna non la metto mai. Anche perché non mi piacciono gli alibi, la sfortuna, la traversa, l’arco. Gli alibi ti portano poi a prendere anche giustificazioni che non sono solo importanti”.
A proposito di convinzioni e riti scaramantici, Di Blasi ha raccontato un aneddoto vissuto quando lavorava in Spagna: “Eravamo ultimi in classifica, 8 punti dalla salvezza, mancavano 10 punti per salvarsi e dovevamo giocare col Barcellona, con Real Madrid, tutte queste squadre. Ci sono arrivati due tifosi da Lourdes e ci hanno portato l’acqua di Lourdes. I giocatori volevano assolutamente che prima della partita questa acqua venisse lanciata sui giocatori. Ce la portavamo anche in ritiro. Ora, io non so se è un caso, ma noi ci siamo salvati”. Di Blasi ha concluso: “Le convinzioni sono fondamentali e importantissime. Non è quello che tu fai, ma è quello che tu sei convinto di poter fare”.
