Magazine Radio

Mobile World Congress: le novità tech raccontate da Stefano di TechPrincess.it

Dalla Fira Gran Via di Barcellona, Stefano Ragazzi di TechPrincess.it svela le innovazioni più sorprendenti del Mobile World Congress 2026, tra smartphone robotici, intelligenza artificiale nativa e le prime anticipazioni sul 6G.

Il Mobile World Congress di Barcellona è il palcoscenico mondiale delle novità sulla telefonia mobile. In diretta dalla Fira Gran Via, Stefano Ragazzi, chief editor di TechPrincess.it, ha raccontato ai microfoni di Radio Kiss Kiss le innovazioni più sorprendenti della terza giornata della fiera, tra intelligenza artificiale, robotica e nuove frontiere della connettività.

Smartphone robotici e intelligenza artificiale: le novità che sorprendono

Durante l’intervista, Stefano ha subito sottolineato la novità che ha fatto più discutere al Mobile World Congress: “Sicuramente la novità di cui tutti hanno più discusso è il fatto che, visto che questo è l’anno dell’intelligenza artificiale della robotica, anche gli smartphone hanno deciso di diventare dei robot in questa fiera.” Il prodotto più curioso, ancora non disponibile sul mercato, è uno smartphone dotato di un piccolo braccio meccanico capace di sollevare la telecamera posteriore, ruotarla verso l’utente e persino muovere la “testa” per rispondere con cenni di sì o no. “

Il tema centrale della fiera, secondo l’esperto, è l’intelligenza artificiale nativa nei dispositivi. “La grande novità dell’ultimo anno è che l’intelligenza artificiale si sta spostando sempre di più direttamente nei dispositivi, ma non solo negli smartphone.” Questo significa che i telefoni e altri device stanno diventando sempre più autonomi, capaci di prendere decisioni e interagire con l’utente in modo naturale e immediato.

Intelligenza artificiale nei dispositivi: privacy e salute al centro

Un altro punto chiave emerso dall’intervista riguarda l’applicazione dell’intelligenza artificiale negli orologi smart. Stefano ha spiegato: “È stato annunciato un nuovo chip per gli orologi che permette di operare direttamente l’intelligenza artificiale sul polso e che è una cosa, se ci pensate, anche parecchio utile perché tutti quei dati sulla nostra salute in questo modo rimangono confinati all’interno dell’orologio e si riesce ad analizzare direttamente lì.” Questo significa che i dati raccolti dagli smartwatch, come battiti cardiaci e altri parametri vitali, possono essere analizzati senza doverli inviare a server esterni, aumentando la privacy degli utenti.

“Prende tutti questi dati che gli orologi riescono ad analizzare e invece di mandarli su un server per capire se stiamo correndo bene oppure no, riesce a farlo direttamente dall’orologio e a farci da coach,” ha aggiunto Stefano. Tuttavia, ha precisato che non tutte le operazioni di intelligenza artificiale possono essere gestite localmente: “Se chiedete per esempio al vostro telefono di creare un video di me che ballo, non riesce a farlo solamente con i chip del telefono, quindi deve collegarsi ai server.” L’intelligenza artificiale nativa, quindi, rappresenta un passo avanti importante, ma non sostituisce ancora del tutto la necessità di connessioni esterne per operazioni più complesse.

6G e futuro della connettività: cosa aspettarsi nei prossimi anni

L’intervista si è poi spostata sulle prospettive future della connettività mobile. Stefano ha introdotto il tema del 6G, la prossima generazione di reti mobili: “Si è iniziato a parlare del cosiddetto 6G, che dovrebbe arrivare fra parecchio tempo, ma l’idea è che l’intelligenza artificiale riesce a orchestrare le connessioni, in questo modo abbassare i tempi di risposta e permetterci di connetterci molto più velocemente a quello che ci serve quando ci serve.” Non si tratta solo di velocità, ma soprattutto di efficienza e copertura.

“In realtà più che in termini di velocità, si sta parlando molto in termini di efficienza, quindi di migliorare la copertura e di abbassare i tempi di risposta, ma siamo comunque, molti di noi probabilmente, il 5G lo vedono poche volte all’anno sul proprio telefono, quindi si inizieranno i primi test nei prossimi anni e pare che i primi prodotti commerciali saranno alla fine di questo decennio,” ha spiegato Stefano. La fiera di Barcellona, quindi, non solo mostra le novità già pronte per il mercato, ma anticipa anche le tendenze che caratterizzeranno il prossimo futuro della tecnologia mobile.

Per quanto riguarda la disponibilità delle novità presentate, Stefano ha concluso: “Ci sono alcuni annunci che sono già pronti, sono già preordinabili direttamente dal sito, però una delle tendenze è che effettivamente, rispetto al passato, dove le grandi novità erano tutti dei concept, quindi non dicevano che sarebbero arrivati. Invece quest’anno moltissime sono entro l’anno. Poi bisogna vedere se arrivano effettivamente entro l’anno”.

magazine Attualità