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Chiello a Sanremo 2026: “Non me ne frega un cazzo della classifica”

Chiello ospite a Radio Kiss Kiss racconta la sua esperienza a Sanremo 2026, il suo rapporto con la competizione e il significato della sua musica.

Sanremo 2026 si arricchisce di nuove voci e personalità. Tra queste, Chiello si è raccontato ai microfoni di Radio Kiss Kiss, ospite della trasmissione “I Corrieri di Kiss Kiss” in diretta da Casa Kiss Kiss. L’artista ha parlato del suo approccio al Festival, del suo modo di vivere la musica e delle emozioni che lo accompagnano in questa esperienza.

Chiello a Sanremo 2026: tra adrenalina e sincerità

Alla domanda su come stia vivendo questi giorni intensi, l’artista risponde con sincerità: “Bene, bene, molto bene, devo dire. Sono stanco perché ho dormito poco, però…”. Nonostante la stanchezza, Chiello si mostra carico e pronto a godersi ogni momento della kermesse.

Quando gli viene chiesto se partecipa alle feste notturne tipiche del Festival, Chiello chiarisce: “No, sto con i miei amici, stiamo tra di noi…”. Il cantante preferisce la compagnia degli amici e un’atmosfera più raccolta rispetto ai grandi eventi mondani.

Sanremo, però, è anche un’occasione per riflettere sul senso della competizione. Chiello, infatti, aveva dichiarato di voler arrivare ultimo. Spiega così la sua provocazione: “Io ho detto, io forse voglio arrivare ultimo. Vuol dire che non me ne frega un cazzo”. Una risposta schietta che sottolinea il suo distacco dalla classifica e dalla pressione del risultato.

La musica come racconto personale: “Mi racconto nelle canzoni”

Durante l’intervista, si parla anche del brano presentato da Chiello a Sanremo, “Ti penso sempre”. Il pezzo affronta il tema dei vuoti interiori, un argomento che l’artista sente particolarmente vicino. “Io sono comunque in continuo mutamento, cerco di migliorarmi ogni giorno, quindi per forza di cose cambio. Mi racconto, mi racconto quelle canzoni”, afferma Chiello.

Il cantante sottolinea come la sua musica sia uno specchio delle sue emozioni e dei suoi cambiamenti. Non si tratta solo di scrivere canzoni, ma di condividere un percorso personale con il pubblico.

Quando gli viene chiesto se ci sono ancora vuoti interiori da esplorare nelle sue canzoni, Chiello risponde con onestà: “Eh, io sono comunque in continuo mutamento, cerco di migliorarmi ogni giorno, quindi per forza di cose cambio. Mi racconto, mi racconto quelle canzoni”. Un approccio autentico che sembra essere stato apprezzato anche dal pubblico di Sanremo.

Sanremo senza competizione: “Per me non è una gara”

Uno dei temi centrali dell’intervista è il rapporto di Chiello con la competizione: “Non è che non dovrebbe essere una gara, per me non è una gara, quindi io me la vivo così”. Questo atteggiamento gli permette di vivere il Festival con leggerezza e senza pressioni, concentrandosi solo sulla musica e sul rapporto con il pubblico.

Fuori dal palco, Chiello racconta di aver aperto un club a Sanremo, il “Club Agonia”: “Abbiamo aperto un club, il Club Agonia, perché qui a Sanremo mi piaceva ricreare un posto che parlasse di me, che parlasse di musica, infatti suonerò in queste serie, ho suonato in questi giorni”. Un luogo dove incontrare i fan e condividere la sua passione per la musica anche lontano dai riflettori del Festival.

Chiello conclude l’intervista invitando tutti a passare al Club Agonia e augurando buon ascolto del suo brano. La sua presenza a Sanremo 2026 si conferma così come una delle più autentiche e personali di questa edizione.

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