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NON MI AVETE FATTO NIENTE: ECCO PERCHE’ MORO E META POSSONO REALMENTE VINCERE SANREMO

 6.2.2018 meta

ECCO PERCHE’ MORO E META POSSONO REALMENTE VINCERE SANREMO

Mancano poche ore alla prima serata della 68° edizione del Festival di Sanremo.

Come ogni festival che si rispetti anche quest’anno è scoppiato il toto-vincitore. Chi raccoglierà lo scettro di Francesco Gabbani e della sua indimenticabile “Occidentali’s Karma”?

Secondo i ben informati, i super favoriti per la vittoria finale sarebbero Fabrizio Moro ed Ermal Meta. L’inedito duo di cantautori si presenta al pubblico sanremese con “Non mi avete fatto niente”.

Saranno realmente loro a trionfare? Non c’è dato saperlo. Ma per provare a capirci qualcosa di più e, chissà, azzardare una previsione, noi di Kiss Kiss proveremo a studiare i testi delle canzoni di questa edizione attraverso il loro elemento più basilare e significativo: le parole.

ANALISI DEL TESTO

 parole generali non mi avete fatto niete

Il testo di “Non mi avete fatto niente” conta 289 parole, tra queste 145 sono presenti nel testo almeno una volta. Ma quali sono le parole più lunghe contenute nel brano? 


·       METROPOLITANE;

·       CONSAPEVOLE;

·       GRATTACIELI;

Volendo azzardare una prima interpretazione del testo, salta immediatamente all’occhio che due delle tre parole più lunghe utilizzate (1 sola volta) rimandano ad un contesto urbano e sociale. Metropolitane e grattacieli sono tra gli elementi simbolicamente più rappresentativi della società occidentale contemporanea.

Teniamo conto che inserire parole particolarmente lunghe all’interno di un testo musicale rende più complessa la costruzione della metrica. Ripetere 3 volte BAMBINO o inserire termini come GRATTACIELI potrebbe evidenziare la volontà degli artisti di focalizzare l’interesse di chi ascolta proprio su quel concetto. Sarà forse un brano di denuncia sociale? Procediamo nell’analisi…

 LE PAROLE PIU' UTILIZZATE

 parole top canzone meta

Dopo aver isolato le parole più lunghe ed aver provato a comprenderne più a fondo il contesto all’interno del quale sono inserite, proviamo ora ad interpretare il testo sulla base delle 5 parole di senso compiuto più utilizzate. 


1.     AVETE (15 VOLTE);

2.     NIENTE ( 15 VOLTE);

3.     GUERRE (8 VOLTE);

4.     INUTILI (8 VOLTE);

5.     VOSTRE (8 VOLTE);

L’attenzione è immediatamente catturata dalla parola GUERRE. Moro e Meta la utilizzano in ben 8 circostanze dando al brano un taglio semantico di grande impatto. Accostare la parola GUERRE ad aggettivi come INUTILI o VOSTRE enfatizza ulteriormente il concetto portante della canzone.

Con l’utilizzo di VOSTRE gli artisti sembrano indicare chiaramente la paternità dei conflitti alla base del testo, paternità che si rafforza ulteriormente nella coniugazione del verbo avere. AVETE è un vero e proprio grido d’accusa nei confronti del sistema e di tutti coloro chiaramente o occultamente responsabili di questi conflitti.

 

PERCHE’ POSSONO VINCERE?

Se da un lato le parole più frequenti (GUERRE, INUTILI, VOSTRE) rappresentano il vero e proprio DNA del testo, dall’altro, termini meno frequenti come METROPOLITANE o GRATTACIELI contestualizzano il concept centrale della canzone e ne dipingono più chiaramente i contorni.

Le vostre inutili guerre che denunciano Moro e Meta non si combattono al fronte. Sono guerre di quotidianità, di città. Più semplicemente, terrorismo.

Può un tema così attuale come il terrorismo (nota curiosa: la parola terrorismo non è mai stata citata nel testo) e vicino all’esperienza quotidiana delle persone non scuotere le coscienze di giuria e pubblico a casa? Staremo a vedere.

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