U2, Bono Vox critica se stesso e la band

Sorprendenti critiche da parte di Bono Vox, cantante degli U2, in merito alla sua stessa voce e alla band di cui fa parte dal 1976.
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Nel corso di un’intervista rilasciata per un podcast, Bono Vox, leader di una delle band più amate della storia, gli U2, ha dichiarato che quando alla radio passano le canzoni della band, spegne, perché non riesce ad ascoltare la sua voce.

Non è una novità, considerando che molti artisti non amano risentirsi o pensano che la loro voce non sia irresistibile. Riascoltare la propria voce e credere che non suoni in modo efficace è un pensiero diffuso, non solo per i cantanti.
Ma Bono è andato oltre, secondo il Times, che racconta del podcast Awards Chatter, non gli piace il nome della band, quello di un aereo spia della Lockheed degli anni ’50:
«Non mi piace. Nella nostra testa era come l’aereo spia, era futuristico. Poi è diventato una sorta di accettazione implicita di quello che quell’aereo significava. No, non mi piace quel nome. Ancora non mi piace molto il nome, anche se Paul McGuinness, il nostro primo manager, diceva “Guarda, è un bel nome, starà bene su una maglietta, una lettera e un numero”».

La seconda dichiarazione sorprendente è che non gli piacciono neppure le canzoni della band, tranne “Miss Sarajevo” con Luciano Pavarotti e “Vertigo”, il singolo di cui è più orgoglioso, per il modo in cui si connette con il pubblico.

Bono Vox, per le altre storiche produzioni, utilizza l’espressione “make me cringe”:
«Ero in macchina quando una delle nostre canzoni è passata alla radio e sono diventato di colore scarlatto, come si dice a Dublino. Ero così imbarazzato. Penso che gli U2 remino molto verso l’imbarazzo: forse questo è il posto dove stare come artista, proprio al limite del tuo livello di imbarazzo».

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