La libertà come conquista dell’età
“A 57 anni sono un uomo libero”. Federico Zampaglione non lo dice come uno slogan, ma come una constatazione maturata col tempo. Il leader dei Tiromancino presenta Quando meno me lo aspetto, nuovo album in uscita venerdì 6 febbraio, nato lontano da strategie e pressioni. Undici brani scritti seguendo un ritmo personale, senza obiettivi prefissati, come a voler ribadire una distanza consapevole da certi meccanismi dell’industria musicale.
Un disco senza ansie né aspettative
Il nuovo lavoro arriva “inaspettatamente, senza aspettative, solo assecondando i miei ritmi”. È un disco che osserva il mondo circostante senza indulgenza, raccontando una società che, dice Zampaglione, “supera ogni fantasia perversa”. Il riferimento è all’attualità, ma soprattutto a un clima generale fatto di velocità, giudizi e schieramenti continui. “Sui social e non solo si respira fretta: di mettersi addosso etichette, di idolatrare, di attaccare. Non fa per me”.
Rallentare per restare fedeli a se stessi
La risposta è una scelta netta: rallentare. “Crescendo do più valore a ogni secondo: mi godo tutto, vivo alla giornata”. Un atteggiamento che attraversa l’intero disco e che sembra essere diventato una bussola personale, lontana dalle ansie di prestazione e dalla necessità di inseguire il consenso immediato.
Tra fragilità e nuova consapevolezza
Nella tracklist spicca Il cielo, brano nato dopo un intervento alla colecisti che ha avuto complicazioni serie. “In cui ho visto la morte in faccia e riconsiderato le mie priorità”. Accanto a questo c’è Sto da dio, scritto con Franco126, più giovane di vent’anni. “Perché la musica di oggi non è tutta da buttare, anzi”. Zampaglione guarda al presente senza nostalgia, forte di una carriera che gli ha insegnato a gestire anche il successo: “Ho le spalle coperte da altri 13 album e ho imparato a gestire il successo. C’è ansia di farsi rubare il posto al sole? Prendetelo pure, il mio”.
Cinema, fama e disincanto
Parallelamente alla musica, Zampaglione continua il suo percorso nel cinema horror. Il prossimo film, The nameless ballad, in uscita entro il 2026, è un thriller sulle conseguenze della notorietà. “È autobiografico: ci s’innamora della bella vita e si perde di vista la musica. A me è successo negli anni Zero. Ma il pubblico non è scemo, smaschera gli imbrogli. Mi sono fermato in tempo”.
Famiglia, cadute e rinascite
Il racconto si fa più intimo quando parla della sua vita privata. In Gennaio 2016 ricorda l’incontro con l’attrice Giglia Marra, sposata nel 2021. Da una relazione precedente con Claudia Gerini è nata la figlia Linda, nel 2009. “Oggi siamo una di ‘famiglia allargata’, ma dieci anni fa ero giù”. Un periodo difficile, segnato da problemi professionali e personali: “Avevo trascurato tutto, anche la musica. Non avevo contratti ed era morta mia madre”. Da lì la risalita, fondata su una nuova consapevolezza: “La vita è fatta di cicli e sfide: bisogna meritarsi ciò che si ha, sporcarsi le mani”.
Sanremo, un palco troppo emotivo
Nonostante il nuovo album, Sanremo resta lontano. Zampaglione ci è stato due volte: nel 2000 con Strade, senza pressioni, e nel 2008, all’apice del successo, con esiti opposti. “La seconda, nel 2008, fu un disastro, proprio perché c’era attesa”. Ogni anno l’idea ritorna, poi svanisce. “Poi arriva l’autunno e mi ricordo che sono troppo emotivo per quel palco. Non fa per me”. Anche una promessa pesa ancora: “Nel 2008, dopo il disastro, mia madre mi aveva visto talmente stressato da obbligarmi a prometterle che non sarei più andato. Chissà, forse ha ragione”.
