Cesare Cremonini conquista il Circo Massimo: doppio sold out e una nuova svolta artistica all’orizzonte

Il cantautore bolognese ha entusiasmato il pubblico romano con un concerto ricco di emozioni, ospiti speciali e una scaletta che ha ripercorso i suoi 25 anni di carriera.

Cesare Cremonini ha inaugurato il suo tour estivo 2026 con due concerti evento al Circo Massimo di Roma, registrando il tutto esaurito in entrambe le date. L’area ha accolto circa 65 mila spettatori per serata, confermando ancora una volta il forte legame tra il cantautore bolognese e il suo pubblico.

Le due esibizioni saranno inoltre al centro di uno speciale televisivo che andrà in onda in prima serata il prossimo 2 settembre, ripercorrendo i momenti più significativi dei concerti romani.

Il debutto in un luogo simbolico

Per l’artista, l’esordio al Circo Massimo rappresenta una tappa particolarmente importante del proprio percorso professionale. Davanti a uno dei luoghi più iconici della capitale, Cremonini ha raccontato le sensazioni vissute alla vigilia dello spettacolo.

«Questo posto mi ha trasmesso subito una sensazione di calma e tranquillità. E soprattutto di sicurezza in me stesso, anche come performer, in un momento molto speciale della mia carriera. Sono grato del percorso che mi ha portato fin qui: significa costruire un rapporto con il pubblico bastato su chi sei e cosa dai quando sali sul palco».

Una passerella lunga cento metri collega il palco all’arena, creando uno spettacolo imponente per quello che rappresenta uno degli appuntamenti musicali più attesi dell’estate.

Un nuovo album entro la fine dell’anno

Se il presente è fatto di grandi concerti, il futuro è già scritto nelle nuove canzoni. Cremonini ha infatti rivelato di aver lavorato intensamente negli ultimi mesi a un nuovo progetto discografico.

L’album, previsto entro la fine del 2026, sarà profondamente diverso rispetto agli ultimi lavori pubblicati.

«Sarà molto rock’n’roll e segna un cambio di passo anche nella dimensione live. I live di questa estate mettono un punto e a capo per me».

Parole che anticipano una nuova fase artistica, destinata a modificare non soltanto il suono, ma anche il modo di concepire gli spettacoli dal vivo.

L’annuncio a sorpresa: «Basta stadi, basta lustrini»

La rivelazione più inattesa riguarda però il futuro dei concerti. Dopo anni di successi negli stadi italiani, Cremonini ha deciso di cambiare direzione.

«A sdoganare il pop negli stadi è stato Jovanotti – tra gi ospiti con me qui al Circo Massimo, insieme a Elisa e a Luca Carboni -, poi è arrivato Tiziano Ferro e infine io con una sfida, quella cantautorale e quindi intima, quasi da cameretta, che sembrava ancora più difficile da vincere».

Ripercorrendo la propria carriera, l’artista ha spiegato di aver attraversato ogni tipo di palcoscenico, dai club fino ai grandi impianti.

«Dal 1999 ad oggi, mi sono esibito in tutti gli spazi: sono partito dai club e sono arrivato al Circo Massimo. Ora questo album, al quale ho lavorato, interrompe questo percorso e l’ossessione per i numeri che funesta il mercato di oggi: vince la mia voglia di evolvermi dal punto di vista personale e professionale. Il prossimo disco mi mi porterà a suonare dove mi porterà, e non sarà negli stadi».

Il saxofono come chiave del cambiamento

Tra gli elementi che hanno contribuito alla trasformazione artistica di Cremonini c’è il saxofono, strumento al quale si è avvicinato nell’ultimo anno e che avrà un ruolo centrale nel nuovo progetto musicale.

«Me ne sono appassionato nell’ultimo anno. Non è stato semplice imparare a suonarlo, ma l’ho voluto portare anche su questi palchi. È il sax che mi ha trascinato a scrivere un certo tipo di musica e non c’entra con gli stadi. Voglio tornare a far comandare la musica e non i numeri. Basta lustrini».

Secondo il cantautore, oggi molti giovani artisti si trovano a inseguire percorsi sempre più standardizzati, spesso orientati esclusivamente ai grandi numeri e ai risultati immediati.

Lo strumento che lo ha aiutato nei momenti difficili

Il legame con il sax non è soltanto musicale. Cremonini ha raccontato come questo strumento abbia avuto un’importanza decisiva anche sul piano personale.

«Il sax mi ha soccorso in un momento complesso e delicato, in cui ero in difficoltà. Mi ha dato metodo e ossessione. E ha rubato la parte distruttiva: ho così iniziato a produrre, come non mi capitava da tempo. Mi ha portato nel futuro».

Da questa esperienza sarebbe nato un lavoro che lui stesso definisce fortemente rock’n’roll, richiamando per spirito il periodo degli esordi.

«Con il risultato di avere per le mani canzoni molto potenti, un disco rock’n’roll, nel senso più letterale del termine, come in parte fu Squerez, il disco del mio debutto a 17 anni. Un disco di rottura».

Guardare avanti senza paura

Pur accennando a un momento personale difficile che ha influenzato il processo creativo, l’artista ha preferito non entrare nei dettagli.

«Esiste sempre un incidente da qualche parte nel cammino di un artista: da lì partono i momenti più fertili. Scherzando con i miei amici, dico che ho ucciso Ziggy. Insomma, ho annegato il mio dolore, come fanno gli artisti nelle proprie opere».

Oggi, però, Cremonini racconta di vivere una fase diversa della propria vita.

«Non ho più paura di niente e la mattina non mi sveglio per controllare sui social se va tutto bene».

Il tour continua

Dopo le due date romane, il tour proseguirà nelle principali città italiane. Le prossime tappe porteranno il cantautore a Milano, all’Ippodromo Snai La Maura, quindi a Imola all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari e successivamente a Firenze alla Visarno Arena.

Un viaggio che segna la conclusione di un capitolo importante della sua carriera e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova fase artistica che promette di sorprendere il pubblico.

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