La rapper italiana BigMama, all’anagrafe Marianna Mammone, si trova attualmente bloccata a Dubai a causa della chiusura dello spazio aereo seguita all’escalation militare in Medio Oriente. La cantante ha raccontato la sua esperienza sui social, definendo la situazione “un vero incubo” e lanciando un appello per poter rientrare in Italia.
BigMama ha spiegato di essere partita dall’aeroporto di Malè, con il volo successivamente dirottato nel deserto nei pressi di Dubai. In un secondo momento è stata trasferita in un hotel della città, dove le autorità hanno invitato tutti a rimanere al chiuso e a prestare la massima attenzione. “Noi continuiamo a sentire i missili sulla testa, io sono terrorizzata, siamo tantissime persone in questa situazione. Vi prego, occhi su di noi, massima attenzione su di noi, noi siamo qui, siamo in tantissimi e vogliamo tutti tornare a casa. Io voglio solo tornare a casa”, ha dichiarato.
La realtà raccontata da chi vive negli Emirati
Mentre alcuni italiani esprimono forte preoccupazione per la situazione negli Emirati Arabi Uniti, altri residenti descrivono una quotidianità diversa. Valentina Baldini, art advisor e moglie di Andrea Pirlo, oggi allenatore dell’FC United of Dubai, ha raccontato che la sua giornata “scorre normalmente”.
Secondo Baldini, mentre in Italia qualcuno immagina scenari catastrofici, a Dubai la situazione non si presenta nella forma drammatica in cui viene descritta. Pur ammettendo momenti di paura legati al rumore di esplosioni e al passaggio di missili, ha spiegato che la vita quotidiana prosegue senza particolari disagi.
563 italiani bloccati sulla Msc Crociere Euribia
Non solo viaggiatori aerei. Sono 563 i turisti italiani attualmente bloccati a bordo della nave Msc Crociere Euribia, ferma da tre notti nel porto di Dubai dopo l’avvio delle operazioni militari nel Golfo Persico. Si tratta della più alta concentrazione di connazionali in difficoltà nella regione in questo momento.
La compagnia ha confermato che la nave rimarrà in porto “fino a nuovo avviso”, in linea con le indicazioni delle autorità di sicurezza nazionali e internazionali. A bordo, fanno sapere, la situazione è sotto controllo: ospiti ed equipaggio sono assistiti e i servizi proseguono regolarmente. Tuttavia, l’incertezza sull’evoluzione dello scenario militare alimenta la preoccupazione.
Un passeggero ha dichiarato: “Ci dicono di stare sereni, ma nessuno ci indica delle date o ci dà garanzie per il ritorno”. I crocieristi sono stati invitati a registrare i propri dati sull’app “Viaggiare Sicuri” del Ministero degli Affari Esteri, su richiesta dell’ambasciata e del consolato.
Paura per missili ed esplosioni
Alcuni passeggeri hanno riferito di aver sentito nella notte rumori di missili ed esplosioni. “Difficile anche dormire”, raccontano, mentre una delegazione ha incontrato il comandante della nave per avere informazioni su un possibile rientro.
Si attendono indicazioni legate alla disponibilità di voli in partenza soprattutto da Abu Dhabi, distante circa un’ora e mezza da Dubai. Intanto i familiari in Italia si sono messi in contatto con l’unità di crisi per avere aggiornamenti.
L’intervento dell’associazione Codici e le crociere cancellate
L’associazione Codici ha avviato la raccolta delle segnalazioni dei viaggiatori italiani per fornire assistenza legale in vista del rientro. Il segretario nazionale Ivano Giacomelli ha chiesto aggiornamenti continui e tempestivi, sottolineando la necessità di una comunicazione puntuale per garantire sicurezza e un rapido ritorno in Italia.
La crisi militare che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran ha avuto un impatto immediato anche sul traffico aereo, con voli soggetti a restrizioni e continui aggiornamenti.
Alla luce del contesto, sono state cancellate le prossime partenze della Msc Euribia previste il 7 marzo da Dubai, l’8 marzo da Doha e l’11 marzo da Abu Dhabi. La compagnia ha fatto sapere di essere in contatto con le compagnie aeree e con le ambasciate per monitorare la situazione e valutare eventuali piani di rimpatrio.
Un rientro difficile ma non impossibile
Nel frattempo, alcuni italiani bloccati a Dubai sono riusciti a rientrare in patria grazie all’organizzazione di voli speciali e all’intervento delle autorità italiane. Un gruppo di studenti torinesi, rimasti bloccati per la chiusura dello spazio aereo, è tornato a casa: “Ci siamo fatti coraggio tra di noi”, ha raccontato uno di loro.
Resta alta l’attenzione su una crisi che continua a evolversi e che sta mettendo in seria difficoltà migliaia di viaggiatori nell’area del Golfo Persico.