Beyoncé, all’età di 44 anni, è stata ufficialmente inserita nella lista dei miliardari stilata dalla rivista Forbes. La cantante si unisce così a un ristretto gruppo di artisti che hanno raggiunto questo traguardo, tra cui il marito Jay-Z, Taylor Swift, Bruce Springsteen e Rihanna.
La costruzione di un impero musicale e imprenditoriale
Nel 2010, Beyoncé ha fondato la Parkwood Entertainment, una società di gestione e produzione che le ha permesso di controllare quasi tutti gli aspetti della sua carriera. Questa strategia le ha consentito di gestire direttamente la produzione della sua musica, dei documentari e dei concerti, anticipando i costi di produzione per ottenere una quota maggiore dei profitti finali. Oltre alla musica, Beyoncé ha diversificato le sue attività imprenditoriali lanciando il marchio di prodotti per capelli Cécred, l’etichetta di whisky SirDavis e la linea di abbigliamento Ivy Park, sebbene quest’ultima sia stata interrotta nel 2024. Nonostante queste iniziative, la maggior parte della sua ricchezza proviene dalla musica, grazie al controllo dei diritti del suo catalogo e agli ingenti guadagni derivanti dai tour mondiali.
Successi discografici e tour da record
Dopo la separazione dalle Destiny’s Child agli inizi degli anni Duemila, Beyoncé ha intrapreso una carriera solista di grande successo. Nel 2023, il suo Renaissance World Tour ha incassato quasi 600 milioni di dollari, mentre nel 2024 ha pubblicato l’album country “Cowboy Carter”, che le ha valso il suo primo Grammy per l’album dell’anno. Il successivo Cowboy Carter Tour ha incassato oltre 400 milioni di dollari in biglietti venduti e circa 50 milioni dai profitti del merchandising, diventando il tour con il maggior incasso mondiale nel 2025.
Un’icona culturale e accademica
Oltre ai successi musicali e imprenditoriali, Beyoncé è diventata un’icona culturale. Nel 2024, l’Università di Yale ha dedicato un corso intitolato “Beyoncé sta scrivendo la storia: lo studio di tradizioni afroamericane, cultura e teorie politiche attraverso la sua musica”. Il corso, parte del Dipartimento di Scienze Umane e Discipline Artistiche, analizza gli album dell’ultimo decennio, da “Beyoncé” del 2013 fino a “Cowboy Carter”. La professoressa Daphne Brooks, che tiene il corso, ha dichiarato: “Non vedo l’ora di ripercorrere tutto il suo repertorio per cogliere come, tra le altre cose, la sua musica sia stata in grado di veicolare la memoria storica, la politica di liberazione e molti altri temi legati agli afroamericani e in particolare modo alle donne afroamericane”.
