Addio a Peppino di Capri, ci lascia una delle grandi voci della musica italiana

Il celebre cantante Peppino di Capri è scomparso all'età di 86 anni nella sua amata Capri, lasciando un'eredità musicale che ha segnato intere generazioni.

La musica italiana dice addio a Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, morto sabato 11 luglio nella sua amata Capri, a Villa Castiglione, dopo una lunga malattia. Aveva 86 anni e avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 27 luglio. Con la sua scomparsa se ne va uno degli artisti più rappresentativi della canzone italiana del dopoguerra, capace di attraversare oltre sessant’anni di carriera mantenendo intatto il legame con il pubblico.

Lascia i figli Igor, nato dal primo matrimonio, ed Edoardo e Dario, avuti dalla seconda moglie Giuliana Gagliardi.

Un talento precoce nato sull’isola di Capri

Nato il 27 luglio 1939 a Capri in una famiglia di musicisti, Giuseppe Faiella dimostrò fin da bambino un talento straordinario. Nel secondo dopoguerra si esibiva davanti ai soldati americani presenti sull’isola, interpretando standard jazz e brani rock’n’roll, un’esperienza che contribuì a formare il suo stile musicale.

Nel 1958 adottò il nome d’arte Peppino di Capri e iniziò la sua avventura discografica insieme ai Rockers, pubblicando i primi singoli “Malattia” e “Nun è peccato”, quest’ultimo destinato a diventare il suo primo grande successo.

Il successo tra rock’n’roll e melodia italiana

Fu tra i pionieri nel portare il rock’n’roll americano nella musica italiana, senza però rinunciare alla tradizione melodica. Negli anni Sessanta conquistò il pubblico con brani destinati a diventare classici come “Roberta”, “St. Tropez Twist”, “Let’s Twist Again”, “E mo’ e mo’” e “Luna caprese”.

La sua popolarità superò presto i confini nazionali, trovando particolare successo anche in Brasile, dove fu accolto con entusiasmo dalla numerosa comunità italiana.

Le vittorie a Sanremo e il mito di “Champagne”

Il Festival di Sanremo occupa un posto centrale nella carriera dell’artista. Partecipò alla manifestazione quindici volte, conquistando due vittorie: nel 1973 con “Un grande amore e niente più” e nel 1976 con “Non lo faccio più”.

Tra tutti i suoi successi, “Champagne” è diventata la canzone simbolo della sua carriera. Il brano ha attraversato le generazioni trasformandosi in un autentico patrimonio della musica italiana, continuando a essere cantato e amato anche da chi è nato molti anni dopo la sua pubblicazione.

Gli ultimi riconoscimenti e l’ultimo saluto al pubblico

Nel 2023 ricevette il Premio alla Carriera al Festival di Sanremo, accogliendo il riconoscimento con la consueta ironia: disse di aspettare quel momento da tempo, aggiungendo che era arrivato “meglio tardi che mai”.

Negli ultimi anni la sua storia è stata raccontata anche nel biopic “Champagne – Peppino di Capri”, diretto da Cinzia TH Torrini.

L’ultima apparizione pubblica risale a circa un anno fa, durante una serata organizzata in suo onore. Accolto da una lunga standing ovation, chiese il microfono per cantare insieme ai Capri Rockers, la band guidata dal figlio Edoardo, interpretando “Champagne” e “Il sognatore”, regalando al pubblico un ultimo momento di grande emozione.

L’eredità di un protagonista della canzone italiana

Con la scomparsa di Peppino di Capri si chiude un capitolo importante della musica italiana. Pianista raffinato, interprete elegante e autore di brani entrati nella memoria collettiva, ha saputo raccontare con semplicità l’amore, l’estate, la nostalgia e la leggerezza, lasciando un repertorio che continua a far parte della storia culturale del Paese.

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