Achille Lauro ha presentato il nuovo singolo In viaggio verso il Paradiso per la prima volta dal vivo durante le prime date del tour nei palazzetti. Il brano è uscito venerdì 20 marzo 2026. Proprio durante queste tappe, l’artista ha annunciato il suo primo grande tour negli stadi Per sempre noi, in programma nel 2027 con date già fissate: 11 giugno allo Stadio San Nicola di Bari, 15 giugno allo Stadio San Siro di Milano, 22 giugno all’Allianz Stadium di Torino, 26 giugno allo Stadio Euganeo di Padova e 30 giugno allo Stadio Olimpico di Roma.
Un passato difficile e la forza della famiglia
In un’intervista a ‘U” di La Repubblica, Lauro ha ricordato i momenti difficili della sua infanzia:
“Non c’era una bella aria in famiglia, ma non mi piace parlarne. Mia madre ha fatto mille lavori per mantenerci. Intanto accoglieva ragazzi presi dalla strada, venivano a stare da noi: vite difficilissime, ho dei ricordi molto nitidi di me bambino con tutti questi giovani che andavano e venivano, erano come sorelle, fratelli. Mamma ha una forza e una generosità formidabili. Poi le cose sono diventate ancora più difficili e lei ha fatto la scelta più ponderata e intelligente. Anche dolorosa, ma giusta. È tornata a Verona dalla sua famiglia e noi siamo rimasti qui. Si è affidata al destino. Il seme che hai piantato germoglierà, diceva. La vita è giusta da sé. Mamma ha molta fede, e anche io. Difatti sono molto felice di aver creato Fondazione Madre con don Giovanni Carpentieri, il prete di strada con cui lei collaborava allora: mi pare di portare avanti quello che ha iniziato. È una riconnessione col tempo di prima. Come se quel nucleo originario tornasse, ora che abbiamo attraversato tutto”.
La musica: una passione iniziata da bambino
Achille Lauro ha cominciato a scrivere canzoni a 10 anni, nascondendo la passione alla famiglia:
“Ho cominciato a scrivere a 10 anni. Scrivevo canzoni stando zitto, non lo dicevo a nessuno. Mia madre veniva a chiamarmi alle 7 di mattina e mi trovava già sveglio, pensava che mi fossi appena alzato e invece non avevo dormito. Ho scritto sempre, ma non le ho mai detto che volevo fare musica. Parlo poco di me: mi imbarazza. L’ha scoperto più di dieci anni dopo. Ha letto un articolo sul Venerdì dove c’era il mio nome. Il mio vero nome è Lauro De Marinis. Ho scelto Achille Lauro perché mi chiedevano sempre: Lauro come Achille? Intanto la ruota ha fatto tutto il giro. Sono stati dieci anni davvero turbolenti, da quando siamo rimasti soli a quando le cose hanno cominciato a funzionare. Non c’era niente di bello attorno a noi, arte cultura, niente. Non potevi nemmeno piangere: se piangi sei frocio, ti dicevano. Il bello lo dovevi trovare da solo, cercarlo da qualche parte dentro di te, nel sedile posteriore della macchina dove ti toccava quella notte dormire. Anni molto pericolosi. Tante delle persone di allora sono finite nei giri brutti, alcune in galera, alcune sono morte. Era un buco nero nel nulla”.
Il percorso verso il successo
Riguardo all’inizio della carriera musicale, Lauro racconta:
“Guardavo sempre mio fratello, ho capito da lui come funziona il mondo della musica, il business. L’unico modo era fare da soli. Così ho iniziato a produrre. La prima volta ho pagato io un locale, l’ho affittato, ho ingaggiato per una serata i nomi migliori della scena, i più bravi, e mi sono messo in scaletta”.
E aggiunge:
“Beh sì, passavano. Bisognava fare alla svelta. Investire, restituire. Generarne altri. Ho creato subito una società, avevo 22 anni, producevo la mia musica e organizzavo serate. Un giorno mi ha sentito Marracash e mi ha chiamato. Sono salito a Milano. Milano per me, da Val Melaina, era il punto d’arrivo. E invece, a 25 anni, è cominciata un’altra storia”.
Sanremo, X Factor e il percorso negli stadi
Achille Lauro racconta il suo approccio al successo:
“È molto importante non disperdere l’origine, ricordare chi siamo. Conservare il fuoco. Avere chiara la meta. Il successo non è solo talento: è insistenza, ostinazione e metodo. È lavoro, ossessione”.
Riguardo alla rotta personale:
“No, lavoro solo su quello che amo. La mia rotta è la musica e la musica non mi lascia, perché scrivere è fotografare il momento e ogni momento è nuovo. Io sono dieci persone diverse nello stesso giorno, resto a parlare con tutte. E poi: ho la mania del controllo. Deve essere sempre tutto fatto bene. È un lavoro che non lascia tempo”.
Vita privata e legami familiari
Lauro parla della famiglia e della prospettiva sulla genitorialità:
“Certo che per l’amore c’è sempre posto, ma cosa diversa è creare una famiglia. Vivere insieme non deve diventare sedersi a tavola e non dirsi niente, trattarsi di merda, urlare, mentire, tradire, piangere di nascosto. Per decidere di costruire qualcosa di duraturo devi essere disposto a farlo, altrimenti non accogli. Sono cresciuto con l’idea di proteggere mia madre, ho sempre cercato di farlo. Essere genitori è molto difficile, una grandissima responsabilità. C’è tempo. Per i legami e per figli c’è tempo. Devo prima mettere a posto me stesso. E poi io ho già una famiglia bellissima, piena di bambini (…) Mamma ha cinque sorelle, ho moltissimi cugini. E nipoti, fra cui il figlio di mio fratello. Quando ci riuniamo siamo veramente tanti. Mi piace organizzare momenti dove possiamo stare insieme. Una casa per tutti”.
Riguardo alla propria casa:
“La mia casa è dove sono loro. Il mio posto nel mondo è dove sono i miei nipoti, i figli dei miei amici. Sono felice lì. Quando andiamo a San Martino di Castrozza, il paese dove andava mia nonna, io sto coi bambini e sono felice”.
Progetti sociali e Fondazione Madre
Achille Lauro ha parlato della sua fondazione:
“È anni che lavoro alla fondazione, tra i progetti c’è una casa di sostegno a Zagarolo per ragazzi fragili, che escono dal carcere, dalle droghe. Mi sembra la cosa più bella. Di recente una delle ragazze che abbiamo aiutato è stata in vacanza con noi, siamo famiglia. Mi sembra di poter dare qualcosa indietro. Sono uno che ha fatto tanti errori nella vita, tantissimi, e sono stato molto fortunato”.
Il rapporto con i giovani e il ruolo di giudice
Riguardo alla sua esperienza come giudice di talent show, Lauro spiega:
“Penso sempre a me da ragazzo. Penso che ti schianti dove ti vuoi schiantare, nessuno te lo può impedire, ma è meglio che ti schianti con la tua scelta e non con la mia. Io cerco di pormi così: come qualcuno che ha già fatto quell’esperienza. Ho preso cento porte in faccia e so che diventi quello che sei soprattutto grazie ai no”.
Visione della musica e del mondo
Sulla musica come luogo di bellezza:
“È l’unico posto dove stare, la bellezza. Soprattutto quando non c’è fuori la devi trovare dentro. So di cosa parlo. La musica salva la vita e un poco, forse, uno a uno, anche il mondo”.
Profilo e prossimi impegni
Nato a Verona l’11 luglio 1990, Achille Lauro (pseudonimo di Lauro De Marinis) è tornato nella sua città natale per la Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi invernali all’Arena. Attualmente è impegnato nel tour nei palazzetti e nel lancio del nuovo singolo per Warner Music Italy, In viaggio verso il Paradiso. Nel 2027 tornerà con il primo tour negli stadi, Per sempre noi, consolidando la sua carriera musicale e il suo impegno sociale con la Fondazione Madre.