Puntata di Sabato 18 Aprile: Quando il calcio diventa inclusione! Parma – Napoli e il valore della responsabilità sociale.


Dalle maglie solidali per l’autismo alla costruzione di modelli organizzativi più umani: il calcio scopre il suo impatto sociale.


C’è un momento, nello sport, in cui il risultato passa in secondo piano. Succede quando smette di essere solo competizione e diventa qualcosa di più: uno strumento di inclusione, di cultura e di responsabilità sociale. È quello che è accaduto in occasione di Parma-Napoli, una partita importante per il campionato ma che portava con sé anche un messaggio più profondo. In campo, infatti, con i calciatori del Parma sono scese maglie speciali disegnate da bambini affetti da disturbi autistici. Una iniziativa che ha la finalità di sostenere l’associazione Always with Blue, impegnata nel supporto a persone con disturbi dello spettro autistico. I bambini che hanno disegnato sulle maglie dei calciatori delle farfalle sono anche scesi in campo durante l’intervallo della partita diventando i veri protagonisti di questa giornata di sport. Le maglie speciali dei calciatori indossate durante la partita saranno vendute in beneficenza per sostenere l’associazione Always with blue ed i bambini. Non beneficenza, ma modello! Queste iniziative rischiano spesso di essere lette come semplici azioni benefiche. In realtà, raccontano qualcosa di molto più importante. Raccontano un modo diverso di intendere il calcio. Nella stessa giornata di domenica 12 aprile, infatti, alcuni ragazzi autistici della Cooperativa Albatros, hanno svolto servizio presso il bar nelle hospitality allo stadio Tardini. La responsabilità sociale qui non è più solo reputazione: sta diventando organizzazione. Un calcio, dunque, che non si limita a comunicare valori, ma li integra nei propri processi, li rende parte della propria identità. È qui entra in gioco un concetto chiave anche dal punto di vista economico e manageriale. Le esperienze più avanzate nel mondo sportivo dimostrano che esiste un legame sempre più stretto tra: qualità dell’organizzazione, attenzione alle persone, impatto sociale, performance complessiva. Non è un caso che i club più evoluti stiano investendo sempre di più in sostenibilità, sicurezza, inclusione e cultura interna. Perché hanno capito una cosa semplice: la prestazione nasce da ciò che non si vede. Quando un club decide di sostenere una causa come quella dell’autismo, non sta solo raccogliendo fondi. Sta sensibilizzando migliaia di persone (compresi i suoi stessi collaboratori e calciatori), creando cultura e contribuendo a cambiare il modo in cui la società guarda a certe tematiche. Quello che vediamo oggi con iniziative come quella del Parma è solo l’inizio. Il calcio dei prossimi anni sarà sempre più chiamato a integrare sostenibilità e organizzazione, generare valore sportivo e sociale. Non sarà più sufficiente vincere. Sarà necessario rappresentare qualcosa. Sarà questo l’argomento della prossima puntata di Economia per Tutti, in onda sabato mattina alle 8:30 su Radio Kiss Kiss con Luca Iovine e Raoul: competitività e sostenibilità sociale nel calcio.

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