Intelligenza artificiale e libri, un rapporto sempre più contraddittorio: mentre le persone leggono sempre meno, le macchine hanno una fame crescente di volumi da analizzare. Da una parte Singapore introduce incentivi per stimolare la lettura quotidiana, dall’altra Anthropic investe milioni di dollari per acquistare e digitalizzare libri da utilizzare nell’addestramento dei propri modelli. Due fenomeni apparentemente lontani che raccontano come sta cambiando il nostro rapporto con la conoscenza.
Il paradosso è evidente: mentre si cerca di convincere gli esseri umani a dedicare più tempo alle pagine di un libro, le grandi aziende tecnologiche utilizzano quantità enormi di testi per sviluppare sistemi sempre più avanzati. Ma cosa sta succedendo davvero? E quanto vale oggi il patrimonio editoriale nell’economia dell’intelligenza artificiale?
Intelligenza artificiale e libri: cosa dicono i dati Istat sulla lettura in Italia
In Italia l’abitudine alla lettura continua a incontrare diverse difficoltà. Secondo i dati Istat relativi al 2024, il 57,1% della popolazione dai sei anni in su ha letto almeno un libro nei dodici mesi precedenti. Una percentuale che corrisponde a circa 32 milioni di persone e che evidenzia un calo rispetto al 60% registrato nel 2000.
Il quadro diventa ancora più significativo quando si considerano le condizioni economiche delle famiglie. Tra quelle con redditi più bassi, la quota di lettori si ferma al 43,9%, mentre raggiunge il 72,5% tra i nuclei economicamente più agiati. Emergono anche differenze territoriali: nel Mezzogiorno legge il 47% della popolazione, contro percentuali superiori al 60% nel Centro-Nord.
La lettura, quindi, non rappresenta soltanto una scelta individuale o un’attività da svolgere nel tempo libero. L’accesso ai libri e alle opportunità culturali risente anche delle condizioni economiche e del livello di istruzione. Una disparità che rischia di ampliare ulteriormente le distanze sociali.
Singapore incentiva la lettura: premi per 15 minuti al giorno
Per contrastare la perdita dell’abitudine alla lettura, Singapore ha lanciato un’iniziativa attraverso il National Library Board. Il progetto, denominato ReadSG Challenge, invita i cittadini a dedicare almeno quindici minuti al giorno ai libri, introducendo un sistema di obiettivi e ricompense.
Il meccanismo ricorda quello delle applicazioni dedicate al fitness. I partecipanti possono monitorare i propri progressi, mantenere una serie di giorni consecutivi di lettura e accumulare punti e monete virtuali da utilizzare per ottenere premi.
L’obiettivo non è distribuire grandi somme di denaro, ma rendere la lettura un’abitudine quotidiana. La soglia dei quindici minuti punta proprio a questo: trasformare un’attività che può sembrare impegnativa in un appuntamento facilmente inseribile nella giornata.
La sfida si confronta con un’epoca dominata da notifiche, social network e video di pochi secondi. Il problema, infatti, non è soltanto la quantità di parole che incontriamo ogni giorno tra messaggi, e-mail e post, ma la capacità di fermarsi su un testo, comprenderlo e approfondirlo.
Anthropic e intelligenza artificiale: milioni di libri trasformati in dati
Mentre Singapore prova a riportare le persone davanti ai libri, negli Stati Uniti si sviluppa un fenomeno opposto. Le aziende che lavorano sull’intelligenza artificiale hanno bisogno di enormi quantità di testi per addestrare i propri modelli linguistici.
Tra i casi più significativi c’è quello di Anthropic, la società statunitense che ha sviluppato Claude. Nel 2024 l’azienda ha avviato un progetto interno, denominato Project Panama, per acquistare milioni di libri cartacei e convertirli in documenti digitali.
Il procedimento prevedeva diverse fasi: acquisto dei volumi, rimozione delle copertine e delle rilegature, taglio delle pagine e successiva scansione. Una volta completata la digitalizzazione, gli originali cartacei venivano eliminati.
La vicenda è emersa anche nell’ambito delle controversie giudiziarie sull’utilizzo delle opere protette dal diritto d’autore per addestrare i sistemi di intelligenza artificiale. Anthropic ha successivamente raggiunto un accordo da 1,5 miliardi di dollari in una causa relativa all’impiego di copie pirata di libri, senza ammettere responsabilità.
Il caso dimostra quanto i contenuti editoriali siano diventati una risorsa strategica per lo sviluppo tecnologico. I libri non vengono più utilizzati soltanto per la formazione e la cultura delle persone, ma rappresentano anche una materia prima per le grandi aziende digitali.
Intelligenza artificiale e libri: la crescita economica di Anthropic
La dimensione economica del fenomeno emerge anche dai risultati finanziari della società. Anthropic ha registrato ricavi per circa 386 milioni di dollari nel 2024 e 4,6 miliardi nel 2025. Nei primi sei mesi del 2026, secondo i dati finanziari riportati, il fatturato ha raggiunto 16,3 miliardi di dollari.
Una crescita particolarmente rapida, che testimonia il valore assunto dal mercato dei servizi basati sull’intelligenza artificiale.
Non è possibile stabilire quale quota di questi ricavi dipenda direttamente dai libri acquistati e digitalizzati. Il fatturato deriva infatti dalla vendita di prodotti e servizi tecnologici, mentre l’acquisizione dei volumi rappresenta una delle attività legate allo sviluppo dei modelli.
Resta però un interrogativo interessante: quanto vale la conoscenza contenuta nei libri nell’economia delle macchine? E quale ruolo avranno gli autori e gli editori in un mercato nel quale i contenuti diventano sempre più importanti per le aziende tecnologiche?
Chi legge di più, gli esseri umani o le macchine?
Il confronto tra intelligenza artificiale e libri porta a una riflessione che va oltre il numero di pagine consultate. Per una persona, leggere significa interpretare, sviluppare capacità critica, approfondire un argomento e costruire una propria opinione. Per un modello di intelligenza artificiale, i testi costituiscono invece materiale da elaborare durante il processo di addestramento.
Da una parte ci sono Paesi che cercano nuove strategie per riportare i cittadini alla lettura. Dall’altra, aziende che investono risorse ingenti per permettere alle macchine di elaborare quantità sempre maggiori di informazioni.
È proprio questo il paradosso: mentre gli esseri umani rischiano di perdere l’abitudine alla lettura approfondita, le tecnologie diventano sempre più dipendenti dai contenuti prodotti dalla conoscenza umana.
Il tema sarà approfondito sabato mattina durante Economia per Tutti, su Radio Kiss Kiss, con Luca Iovine e Raoul. Una riflessione che parte dai libri e arriva a interrogativi più ampi sul futuro della conoscenza, sul ruolo dell’intelligenza artificiale e sulla capacità delle persone di conservare il piacere e l’abitudine di leggere.