Dal 7 aprile sono in vigore nuove regole per lo smart working. I datori di lavoro devono consegnare ai dipendenti e ai rappresentanti della sicurezza un’informativa dettagliata sui rischi legati al lavoro agile. In caso di mancato rispetto, sono previste sanzioni fino a 7.500 euro. Le novità riguardano tutte le aziende, comprese le piccole e medie imprese.
Obbligo di informativa sulla sicurezza
Dal 7 aprile i datori di lavoro sono tenuti a fornire un’informativa scritta che illustri i rischi generali e specifici legati allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile. L’obbligo riguarda anche i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. L’informativa deve essere aggiornata e consegnata prima dell’inizio dell’attività in smart working. Il Sole 24 Ore specifica che il documento deve contenere indicazioni sui rischi connessi all’uso di attrezzature informatiche, alla postazione di lavoro e agli aspetti psicosociali. La mancata consegna dell’informativa può comportare sanzioni amministrative che vanno da 500 a 1.800 euro per ciascun lavoratore, fino a un massimo di 7.500 euro complessivi.
Sanzioni e controlli
Le nuove regole prevedono controlli più stringenti da parte degli ispettori del lavoro. Le sanzioni amministrative sono applicate in caso di mancato rispetto dell’obbligo di informativa. Il Corriere della Sera sottolinea che la responsabilità ricade sul datore di lavoro, che deve dimostrare di aver consegnato il documento a tutti i dipendenti coinvolti nello smart working. Il Sole 24 Ore aggiunge che la sanzione può essere applicata anche se l’informativa non è aggiornata o non contiene tutte le informazioni richieste dalla normativa.
Cosa cambia per aziende e lavoratori
Le nuove regole si applicano a tutte le aziende, indipendentemente dal numero di dipendenti. L’obbligo di informativa riguarda sia i lavoratori già in smart working sia quelli che inizieranno in futuro. L’ANSA precisa che le aziende devono conservare una copia dell’informativa firmata dal lavoratore. Il Sole 24 Ore riporta che la normativa punta a garantire maggiore tutela della salute e sicurezza anche fuori dai locali aziendali. Alcune fonti segnalano che le imprese dovranno aggiornare periodicamente il documento in base ai cambiamenti delle condizioni di lavoro.

