Un weekend dedicato alla scoperta del patrimonio
Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, l’iniziativa che ogni anno permette al pubblico di visitare luoghi storici, artistici e paesaggistici spesso non accessibili. L’evento, arrivato alla 34ª edizione, coinvolgerà centinaia di siti in tutta Italia, con visite guidate organizzate grazie ai volontari e agli apprendisti ciceroni.
Tra i circa 780 luoghi aperti nel Paese, la Campania partecipa con diversi siti di particolare interesse, offrendo ai visitatori la possibilità di riscoprire edifici storici, spazi artistici e anche uno dei simboli dello sport italiano.
Lo Stadio Diego Armando Maradona apre le porte ai visitatori
Tra i luoghi più attesi c’è lo Stadio Diego Armando Maradona, che sarà eccezionalmente visitabile durante il weekend dell’iniziativa. L’impianto di Fuorigrotta, casa del Società Sportiva Calcio Napoli, rappresenta uno dei templi del calcio italiano e proprio quest’anno coincide con le celebrazioni per il centenario del club, fondato nel 1926.
La visita permetterà di scoprire non solo la storia dello stadio e del quartiere, ma anche alcuni spazi solitamente riservati agli addetti ai lavori. I partecipanti potranno infatti osservare il terreno di gioco da bordo campo e percorrere il cosiddetto “Miglio Azzurro”, il percorso che comprende spogliatoi della squadra ospite, aree di preparazione pre-gara con la mini piscina per gli atleti, la sala stampa e gli spazi dedicati alle interviste.
L’impianto fu inaugurato il 6 dicembre 1959 con il nome di Stadio del Sole. Nel 1963 divenne Stadio San Paolo, mentre nel 2020 ha assunto la denominazione attuale in omaggio al campione argentino Diego Armando Maradona, soprannominato “El Pibe de Oro”.
Storia e trasformazioni dell’impianto
Il progetto originario dello stadio fu affidato all’architetto Carlo Cocchia e prevedeva inizialmente un solo anello di tribune. In seguito venne aggiunto un secondo anello sotto il livello stradale, con spalti in travertino affacciati sul campo e su una pista di atletica a sei corsie.
Nel corso dei decenni la struttura è stata più volte rinnovata, in particolare in occasione degli Campionato Europeo di calcio 1980 e dei Campionato Mondiale di calcio 1990, quando furono realizzate la copertura e la nuova tribuna stampa. In seguito venne aggiunto un terzo anello, chiuso però nel 2004 a causa di vibrazioni registrate nell’area circostante. Ulteriori interventi di restyling e miglioramento energetico sono stati completati nel 2019.
Palazzo d’Avalos del Vasto, una residenza storica
Tra i siti visitabili a Napoli figura anche Palazzo d’Avalos del Vasto, edificio storico costruito tra il 1489 e il 1525 dal condottiero e marchese di Pescara Francesco Ferdinando d’Avalos.
Nel corso dei secoli il palazzo è diventato una vera e propria reggia urbana, abitata da esponenti illustri della famiglia d’Avalos. Tra questi il cardinale Innico d’Avalos d’Aragona e il principe Tommaso d’Avalos, che promossero i primi interventi di restauro.
L’edificio, rimasto proprietà della famiglia fino al 2023, conserva stratificazioni architettoniche di epoche diverse. Nel Settecento subì importanti modifiche sotto la direzione dell’architetto Ferdinando Fuga, mentre nell’Ottocento fu aggiunto un corpo di fabbrica che gli conferì l’attuale forma a U.
Dopo un lungo restauro della facciata durato circa vent’anni, oggi il palazzo sta vivendo una nuova fase di recupero che riguarda gli interni e il giardino. Durante le Giornate FAI i visitatori potranno accedere eccezionalmente ad alcuni ambienti, tra cui lo scalone monumentale e diverse sale affrescate.
Dalla tradizione artigiana alla scultura contemporanea
Nel programma campano rientra anche la Fonderia Nolana, realtà nata negli anni Settanta grazie a Pasquale Del Giudice. L’azienda si inserisce nella storica tradizione metallurgica dell’area nolana, famosa per la fusione dei bronzi che ha dato origine al termine “nolae”, utilizzato per indicare le piccole campane.
Nel tempo la struttura è passata da bottega artigiana a polo internazionale per la produzione scultorea, dove il metodo della cera persa convive con tecnologie digitali avanzate. Qui hanno preso forma opere di artisti contemporanei come Mimmo Paladino, Igor Mitoraj e Jan Fabre.
Durante le visite sarà possibile osservare da vicino gli spazi di lavoro, tra calchi in gesso, prototipi tridimensionali e grandi crogioli utilizzati per la fusione. Tra le opere più spettacolari presenti nella struttura c’è anche la riproduzione della Madonnina del Duomo di Milano, realizzata in occasione dell’Expo 2015.
Arte contemporanea e panorama della Costiera
Tra i luoghi più suggestivi dell’edizione campana figura anche Casa l’Orto, dimora storica costruita nel Settecento nei pressi di Torre a Mare. La casa è legata alla figura dell’artista americano Sol LeWitt, tra i fondatori dell’arte concettuale.
Quando iniziò a frequentarla negli anni Settanta, l’artista rimase colpito dalla tranquillità del luogo e decise di restaurarla insieme alla moglie Carol LeWitt, creando anche un orto biologico. LeWitt immaginava di trasformare l’area in uno spazio aperto agli artisti e progettò perfino un’installazione di sculture lungo i tredici terrazzamenti che circondano la casa, progetto che però non fu realizzato per via dei vincoli paesaggistici.
All’interno dell’abitazione sono presenti due grandi murali dell’artista, completati il giorno della sua morte nel 2007 a New York. Oggi la struttura ospita un programma di residenze artistiche e attività di ricerca dedicate all’arte contemporanea.
Un’occasione per riscoprire il territorio
Le Giornate FAI di Primavera rappresentano ogni anno un’opportunità per avvicinare il pubblico al patrimonio culturale e paesaggistico italiano. In Campania, tra architettura storica, impianti sportivi simbolo e spazi dedicati all’arte contemporanea, il weekend del 21 e 22 marzo offrirà un viaggio attraverso secoli di storia e creatività.
Grazie alle visite guidate e al lavoro dei volontari, i partecipanti potranno scoprire storie, curiosità e luoghi spesso poco conosciuti, contribuendo allo stesso tempo alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.
