Carlo Verdone ha presentato a Napoli il suo nuovo film “Scuola di seduzione”, prodotto da Luigi e Aurelio De Laurentiis. Intervistato da Radio Kiss Kiss Napoli, l’attore e regista ha condiviso riflessioni sulla sua carriera, sulla coralità del film e sul ruolo della tecnologia nelle relazioni umane.
Una commedia sulle fragilità contemporanee
“Scuola di seduzione” è una commedia corale che racconta le insicurezze e le difficoltà affettive di sei personaggi, interpretati da Carlo Verdone, Lino Guanciale, Vittoria Puccini, Beatrice Arnera, Euridice Axen e Romano Reggiani. Tutti cercano aiuto da una love coach, interpretata da Karla Sofía Gascón Ruiz, per riorientare le proprie vite in un mondo in cui le relazioni possono essere mediate dall’intelligenza artificiale.
Il ritorno al cinema di Carlo Verdone
Dopo quattro stagioni della serie “Vita da Carlo”, Verdone ha deciso di tornare alla regia di un film corale. “Il film è corale proprio come reazione al fatto che ho fatto quattro stagioni di Vita da Carlo, dove io ero al centro dell’attenzione del racconto. Avevo bisogno di immergermi nel ritorno alla regia di un film con altri attori”, ha spiegato.
L’attore ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra: “Ho dato loro molto spazio, ma perché se lo meritavano, perché erano bravi. È stato un cast veramente magnifico, uno dei migliori cast che abbia mai avuto e questo mi riempie di gioia”.
La malinconia come cifra stilistica
Uno degli elementi distintivi del cinema di Verdone è la vena malinconica che accompagna la comicità. “C’è sempre un velo malinconico che chiude i miei racconti. La vita è fatta così, non riesco a buttarla tutta in risata. C’è un momento di malinconia, di riflessione, anche un po’ di solitudine”, ha raccontato.
Verdone ha spiegato come questa componente sia presente in film storici come Un sacco bello, Bianco, Rosso e Verdone e Borotalco, rendendo le sue storie autentiche e capaci di far ridere e commuovere allo stesso tempo.
Intelligenza artificiale e rapporti umani
Durante l’intervista, Verdone ha espresso la sua visione sull’uso dell’intelligenza artificiale: “Può fare molto nella scienza, nella medicina, nella farmacologia, ma se la utilizziamo per i sentimenti rischiamo di perdere autenticità. L’intelligenza artificiale imbroglia un po’ la persona”.
Ha aggiunto: “Affidarsi all’IA per scrivere sceneggiature o creare idee sarebbe un errore enorme. Si ucciderebbe un po’ la creatività umana”. Per Verdone, la tecnologia può essere uno strumento utile, ma non deve sostituire il contatto umano e la genuinità delle emozioni.
L’amicizia con Aurelio De Laurentiis
Verdone ha raccontato anche il suo rapporto con Aurelio De Laurentiis, produttore del film: “Oggi eravamo due amici che viaggiavano insieme e parlavano di qualsiasi cosa. Quando si parla di lavoro diventa un po’ gerarchico, ma lo considero un amico: fa il burbero, ma è molto generoso”.