Il cortometraggio “Playing God”, realizzato dallo Studio Croma di Bologna, è stato selezionato nella shortlist dei 15 migliori corti animati per gli Oscar 2026. Questo traguardo rappresenta un importante riconoscimento per il cinema d’animazione italiano.
Un’opera artigianale di stop-motion
“Playing God” è un cortometraggio di 7 minuti realizzato interamente con la tecnica della stop-motion. Il regista Matteo Burani, bolognese classe 1991, ha lavorato al progetto insieme ad Arianna Gheller, responsabile dell’animazione, e Rodolfo Masedari. Il film racconta la storia di uno scultore tormentato che tenta di plasmare una figura umana dalle proporzioni ideali. Le sculture d’argilla prendono vita nel suo laboratorio, cercando disperatamente di raggiungere il loro creatore. Burani ha dichiarato: “Il Compianto sul Cristo morto nella chiesa di Santa Maria della Vita, in centro a Bologna, è una delle mie sculture preferite. Insieme ai miei compagni di liceo artistico, poi, siamo cresciuti con Wallace e Gromit, ‘Nightmare before Christmas’ e i primi film – fulminanti – dello studio fondato in Oregon da Travis Knight”.
Un percorso di successi internazionali
Prima di approdare alla shortlist degli Oscar, “Playing God” ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali. Il cortometraggio ha vinto il Tribeca Film Festival e l’Animayo Festival delle Canarie, due premi che lo hanno qualificato per la corsa alla statuetta. Da notare che il vincitore della precedente edizione del festival spagnolo, l’iraniano “In the Shadow of the Cypress”, ha poi vinto l’Oscar a marzo 2025.
L’importanza del sostegno locale
Il progetto ha beneficiato del supporto della Film Commission dell’Emilia-Romagna e ha ricevuto il premio del festival bolognese Cinevasioni.edu. Realizzato nel corso di sette anni, il cortometraggio è stato prodotto nel piccolo laboratorio dello Studio Croma sotto i portici di Bologna. Burani ha sottolineato: “L’idea nasce dal mio profondo legame con l’arte classica e dalla mia passione per il cinema, in particolare per il genere horror e body horror. Da pittore e scultore realista sono sempre stato affascinato dal processo di creazione artistica, dall’atto di dare vita a qualcosa di inanimato: il corto esplora proprio questo concetto”.
