Napoli e Pompei diventano lo scenario di un viaggio attraverso le inquietudini dell’adolescenza, i desideri inespressi e il bisogno di trovare la propria voce. È questo il cuore de “La Gradiva”, primo lungometraggio della regista francese Marine Atlan, in arrivo nelle sale italiane il 12 novembre 2026 con Fandango Distribuzione. Girato tra Napoli, Pompei e Torre del Greco, il film ha già ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, conquistando il Grand Prix della Semaine de la Critique al Festival di Cannes. Dopo l’anteprima italiana del 22 ottobre ad Alice nella Città, la cineasta ha presentato il progetto anche al Cinema Metropolitan di Napoli, incontrando giornalisti e studenti.
La Gradiva, la trama del film ambientato tra Napoli e Pompei
La storia segue una classe di studenti francesi dell’ultimo anno di liceo che parte per un viaggio d’istruzione in Italia, accompagnata dalla propria insegnante di latino. La destinazione è Pompei, dove i ragazzi si confrontano con le testimonianze di una civiltà improvvisamente cancellata dall’eruzione del Vesuvio.
Nel corso di sei giorni, quella che inizialmente appare come una normale esperienza scolastica assume un significato molto più profondo. Le rovine, i corpi pietrificati e il paesaggio circostante diventano il punto di partenza per una riflessione sulla vita, sulle relazioni e sui cambiamenti che accompagnano il passaggio all’età adulta.
Le tensioni all’interno del gruppo iniziano progressivamente a emergere, insieme a sentimenti e desideri difficili da controllare. Il confronto tra l’immobilità del passato e l’energia dei giovani conduce così i protagonisti verso una frattura destinata a modificare i loro equilibri.
Marine Atlan racconta i giovani attraverso uno sguardo lontano dagli stereotipi
Per il suo debutto alla regia di un lungometraggio, Marine Atlan, già attiva come direttrice della fotografia, ha scelto di combinare elementi narrativi e osservazione della realtà.
La preparazione del film è stata preceduta da oltre cinque mesi di ricerca all’interno di un liceo di periferia francese, lo stesso frequentato dalla regista durante la propria adolescenza. Questo lavoro ha contribuito alla costruzione dei personaggi e alla definizione delle dinamiche tra gli studenti.
Una particolarità della produzione riguarda la scelta di affidare i ruoli dei ragazzi a venti interpreti non professionisti. La sceneggiatura è stata inoltre arricchita dalle loro improvvisazioni, che hanno contribuito a modellare i caratteri dei protagonisti.
Napoli e Pompei tra memoria storica e inquietudini contemporanee
L’ambientazione assume un ruolo fondamentale nel racconto. Le stratificazioni storiche di Napoli e l’immobilità delle rovine pompeiane si contrappongono ai sentimenti di una generazione che cerca nuovi spazi di espressione.
Durante la presentazione napoletana, Marine Atlan ha sottolineato anche la dimensione politica del film, collegando il percorso dei protagonisti alla volontà dei giovani di far ascoltare la propria voce.
Il passato, dunque, non viene utilizzato soltanto come sfondo suggestivo, ma diventa parte integrante di una storia che mette in relazione memoria, desiderio e trasformazione personale.
Il significato del titolo e il personaggio di Toni
Il titolo richiama “Gradiva”, la novella pubblicata nel 1903 da Wilhelm Jensen e successivamente analizzata da Sigmund Freud. Al centro dell’opera letteraria si trova un archeologo affascinato dall’immagine di una donna raffigurata in un antico bassorilievo romano.
Il riferimento alla memoria, al sogno e ai desideri rimossi trova spazio anche nel film di Atlan, soprattutto attraverso Toni, interpretato da Colas Quignard. Il ragazzo cerca di ricostruire le proprie origini familiari, muovendosi in una dimensione nella quale fantasia e realtà finiscono per sovrapporsi.
Accanto a lui compaiono James, interpretato da Mitia Capellier-Audat, Suzanne, interpretata da Suzanne Gerin, e la professoressa Mercier, alla quale presta il volto Antonia Buresi. Attraverso questi personaggi, il racconto affronta anche le disuguaglianze sociali, il rapporto tra insegnanti e studenti e le difficoltà del sistema scolastico.
La Gradiva premiato a Cannes: i riconoscimenti internazionali
Prima dell’uscita italiana, “La Gradiva” ha già ottenuto risultati significativi nel circuito dei festival cinematografici. Il riconoscimento più importante è il Grand Prix Ami Paris, assegnato nell’ambito della Semaine de la Critique alla 79ª edizione del Festival di Cannes.
Il film ha conquistato anche il premio per il miglior lungometraggio e quello del pubblico alla trentesima edizione del Queer Lisboa, consolidando il percorso internazionale dell’opera prima.
La produzione è firmata da Les Films du Poisson, con la coproduzione italiana di Bibi Film e il sostegno della Film Commission Regione Campania.
Quando esce La Gradiva al cinema
L’uscita nelle sale italiane è fissata per giovedì 12 novembre 2026. Il lungometraggio, della durata di 145 minuti, sarà distribuito da Fandango.
Prima dell’arrivo nei cinema è prevista anche una proiezione speciale sabato 31 ottobre alle 18 al Cinema Massimo di Torino, con la partecipazione di Marine Atlan. Un altro appuntamento è in programma il 1° novembre al Cinema Godard della Fondazione Prada di Milano, dove la regista incontrerà il pubblico insieme alla programmatrice Daniela Persico.
Per Marine Atlan, “La Gradiva” segna così il passaggio dalla direzione della fotografia alla regia cinematografica, attraverso un racconto che intreccia la ricerca delle proprie origini, le contraddizioni dell’adolescenza e il rapporto tra le nuove generazioni e la memoria del passato.