Arriva nelle sale italiane il 5 agosto 2026 Hokum, il nuovo film horror scritto e diretto da Damian McCarthy, regista già apprezzato per Caveat e Oddity. La pellicola porta ancora una volta al centro del racconto il rapporto tra paura, mistero e traumi personali, costruendo un’atmosfera gotica e inquietante.
Il film ha ricevuto riscontri positivi dalla critica internazionale, che ha sottolineato in particolare la capacità di McCarthy di creare tensione senza affidarsi esclusivamente agli effetti più espliciti dell’horror.
Un viaggio per salutare i genitori
Protagonista della storia è Ohm Bauman, scrittore americano interpretato da Adam Scott. L’uomo raggiunge una remota locanda irlandese per spargere le ceneri dei genitori nel luogo in cui avevano trascorso la luna di miele.
Quello che dovrebbe essere un viaggio legato al lutto prende però rapidamente una direzione diversa. La struttura nasconde infatti una stanza nuziale chiusa da anni e una leggenda locale racconta della presenza di una strega che infesta il piano superiore.
Le visioni inquietanti e una sconvolgente scomparsa spingono Ohm a confrontarsi con gli aspetti più oscuri della propria storia.
Il folklore diventa paura
La componente soprannaturale è strettamente legata al folklore irlandese. La locanda sembra sospesa nel tempo, mentre i suoi corridoi, gli spazi isolati e l’ambiente circostante contribuiscono a creare una sensazione di costante disagio.
Il film non si limita però alla classica storia di una casa infestata. Il folklore e le superstizioni diventano il punto di partenza per affrontare temi come il lutto, la colpa, la depressione e i ricordi che vengono rimossi o rifiutati.
L’idea centrale è quella di una paura che non arriva soltanto dall’esterno, ma che può essere legata alle ferite che ogni persona porta con sé.
Un horror costruito sull’atmosfera
Uno degli elementi più apprezzati della pellicola è proprio la costruzione della tensione. La fotografia di Colm Hogan sfrutta i boschi irlandesi, la nebbia e l’architettura invecchiata della locanda per creare un ambiente fuori dal tempo.
Anche il comparto sonoro ha un ruolo importante. Scricchiolii, passi lontani, rumori improvvisi e lunghi silenzi contribuiscono a mantenere alta l’attenzione dello spettatore.
Gli spaventi presenti nel film vengono così inseriti all’interno di una tensione costruita progressivamente, invece di essere utilizzati soltanto come espediente.
Adam Scott al centro del film
Adam Scott interpreta un protagonista lontano dal classico eroe dell’horror. Ohm Bauman è arrogante, egoista, scontroso e poco incline a mostrare le proprie emozioni.
Proprio questa caratterizzazione permette all’attore di costruire un personaggio complesso, la cui corazza viene progressivamente messa in discussione dagli eventi della locanda.
Accanto a Scott ci sono David Wilmot, Peter Coonan e Florence Ordesh. Nel cast figurano inoltre Michael Patric, Will O’Connell, Brendan Conroy e Austin Amelio.
Le riprese in Irlanda
La produzione ha coinvolto Image Nation Abu Dhabi, Team Thrives, Spooky Pictures, Tailored Films e Cweature Features, con il supporto di Screen Ireland.
Le riprese principali si sono svolte nella contea di Cork, in Irlanda, tra febbraio e marzo 2025. Gli ambienti naturali e le caratteristiche architettoniche della zona hanno contribuito a rafforzare la dimensione gotica e soprannaturale del film.
Dalla première internazionale alle sale italiane
Hokum ha debuttato al South by Southwest Film & TV Festival il 14 marzo 2026, dove ha ottenuto recensioni positive. Negli Stati Uniti è arrivato nelle sale il 1° maggio 2026, distribuito da Neon.
In Italia la distribuzione è affidata a Lucky Red e l’appuntamento con il pubblico è fissato per il 5 agosto 2026.
Un horror tra fantasmi e traumi
Il film di Damian McCarthy utilizza quindi la storia della strega e della locanda come porta d’accesso a una vicenda più personale. Il soprannaturale si intreccia con il dolore di Ohm e con ciò che il protagonista ha cercato di lasciare nel passato.
Hokum si presenta così come un horror nel quale i fantasmi non rappresentano soltanto una minaccia esterna, ma anche il riflesso di ricordi e ferite difficili da affrontare.
