Festival di Cannes 2026, il programma di oggi 22 maggio: ultimi film in concorso e clima da verdetti

Ultimi film in concorso, grandi attese e pronostici sul palmarès: il Festival di Cannes 2026 entra nella sua fase decisiva con una giornata chiave prima della chiusura.

La 79ª edizione del Festival di Cannes entra nelle sue ore decisive. Venerdì 22 maggio rappresenta il penultimo giorno prima della chiusura ufficiale e porta sullo schermo gli ultimi grandi appuntamenti del concorso. È una giornata in cui i riflettori non sono puntati soltanto sulle nuove proiezioni, ma anche sulle discussioni che da giorni animano critici, addetti ai lavori e pubblico, tra giudizi, sorprese e pronostici sul palmarès finale.

Gli ultimi titoli della competizione

La giornata al Grand Théâtre Lumière si apre con uno degli ultimi film chiamati a giocarsi le proprie possibilità nella corsa ai riconoscimenti più importanti. Alle 15.00 è previsto Das geträumte Abenteuer (The Dreamed Adventure) di Valeska Grisebach, uno dei lavori più attesi dell’ultima parte del festival.

In serata, alle 19.00, spazio invece a Histoires de la nuit (The Birthday Party) di Léa Mysius, pellicola che richiama particolare attenzione anche per la presenza nel cast di Monica Bellucci.

Con questi appuntamenti si chiude di fatto il quadro delle opere in competizione, completando un percorso che nelle ultime giornate ha alimentato dibattiti e interpretazioni molto diverse.

La proiezione fuori gara in chiusura di giornata

La programmazione prosegue anche alle 22.00 con L’Objet du délit (Crescendo) di Agnès Jaoui, altro appuntamento inserito nel programma della giornata.

Un ultimo sguardo cinematografico prima dell’attesa per la cerimonia finale, in un momento in cui il festival si avvia verso il suo epilogo.

I film che hanno composto il concorso

L’edizione 2026 ha presentato una selezione ampia e internazionale, con titoli che hanno attraversato linguaggi e sensibilità differenti. Tra i film in gara figurano Minotaur di Andrej Zvjagintsev, Paper Tiger di James Gray, El ser querido di Rodrigo Sorogoyen, The Man I Love di Ira Sachs, 1949 di Paweł Pawlikowski e Moulin di László Nemes.

Nella selezione anche Fjord di Cristian Mungiu, Notre salut di Emmanuel Marre, Gentle Monster di Marie Kreutzer, Nagi Notes di Koji Fukada, Hope di Na Hong-jin, Sheep in the Box di Hirokazu Kore’eda e Garance di Jeanne Herry.

Completano il concorso L’Inconnue di Arthur Harari, All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi, Coward di Lukas Dhont, La bola negra di Javier Calvo e Javier Ambrossi, A Woman’s Life di Charline Bourgeois-Tacquet, Parallel Tales di Asghar Farhadi e Amarga Navidad di Pedro Almodóvar.

Una giornata che può cambiare gli equilibri

Le ultime proiezioni arrivano in un momento delicato, quando il festival ha già costruito gerarchie, favorito alcuni film e acceso confronti tra chi ha convinto in modo unanime e chi invece ha diviso pubblico e critica. Il 22 maggio diventa così una sorta di spartiacque: l’occasione per consolidare impressioni già emerse o per regalare un colpo di scena dell’ultimo momento prima della consegna dei premi.

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