Fatherland, il ritorno di Thomas Mann nella Germania del dopoguerra nel film di Pawel Pawlikowski

Fatherland di Pawel Pawlikowski racconta il ritorno di Thomas Mann nella Germania del 1949, tra le ferite della guerra, la divisione del Paese e il difficile confronto con il passato.

Arriva nelle sale italiane venerdì 16 ottobre Fatherland, il nuovo film di Pawel Pawlikowski, regista polacco premiato per la miglior regia al Festival di Cannes 2026. Ambientato nell’estate del 1949, il film segue Thomas Mann e la figlia Erika durante un viaggio attraverso una Germania ancora segnata dalle devastazioni della Seconda guerra mondiale e già divisa dalle tensioni della Guerra Fredda.

Thomas ed Erika Mann al centro della storia

A interpretare lo scrittore Premio Nobel è Hanns Zischler, mentre Sandra Hüller veste i panni di Erika Mann, attrice, scrittrice e pilota di rally. I due percorrono il Paese a bordo di una Buick nera, spostandosi dalla Francoforte sotto influenza americana fino alla Weimar controllata dai sovietici. Per Thomas Mann è il ritorno nella patria lasciata sedici anni prima, dopo l’esilio negli Stati Uniti.

Il viaggio non è soltanto geografico. Il protagonista si trova davanti a un Paese profondamente cambiato, nel quale le macerie materiali si accompagnano alle fratture politiche e morali lasciate dal nazismo. Il rapporto con Erika diventa così parte integrante del racconto, insieme alle tensioni che attraversano la stessa famiglia Mann.

Una patria divisa tra due mondi

Il percorso del film attraversa due realtà ormai contrapposte. Da una parte c’è la Germania occidentale legata agli Stati Uniti, dall’altra quella orientale sottoposta all’influenza sovietica. In questo scenario Thomas Mann deve confrontarsi con le reazioni suscitate dal suo ritorno e con una società che sta cercando, non senza difficoltà, di fare i conti con il proprio passato.

La vicenda prende spunto dal reale viaggio compiuto da Mann nel 1949 in occasione delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Johann Wolfgang von Goethe. Il film, però, introduce una modifica importante: nella realtà lo scrittore non viaggiò con Erika, ma con la moglie Katia, mentre la figlia aveva scelto di non partecipare alla visita in Germania.

Pawlikowski torna al bianco e nero

Con Fatherland, Pawlikowski prosegue la ricerca cinematografica già sviluppata con Ida e Cold War, tornando a un cinema storico caratterizzato dal bianco e nero e da una particolare attenzione alla memoria, all’identità e alle conseguenze della Storia sulle persone. La fotografia è affidata ancora una volta a Łukasz Żal, già collaboratore del regista nei precedenti lavori.

Il film dura 82 minuti ed è una coproduzione tra Italia, Polonia, Francia e Germania. Nel cast figurano anche August Diehl, Anna Madeley, Devid Striesow e Joanna Kulig.

Le riprese tra Polonia e Germania

Nonostante la storia sia ambientata principalmente nella Germania del 1949, gran parte delle riprese è stata realizzata in Polonia, in località come Legnica, Cieszyn, Bielsko-Biała e Varsavia. Alcune sequenze sono state invece girate a Weimar, nella casa natale di Goethe, mentre altre sono ambientate negli spazi legati alla famiglia Mann a Los Angeles. La scelta delle location ha permesso di ricostruire il paesaggio della Germania appena uscita dalla guerra.

Un racconto storico che guarda al presente

Il film non si limita alla ricostruzione di un preciso momento storico. Attraverso il ritorno di Mann e il confronto tra le diverse anime della Germania, Pawlikowski porta sullo schermo anche il tema della contrapposizione ideologica e della difficoltà di sottrarsi alle divisioni. Il regista ha sottolineato le risonanze contemporanee della storia, soprattutto davanti a un dibattito pubblico nel quale le posizioni contrapposte possono finire per imporre una scelta netta tra due schieramenti.

Il riconoscimento ottenuto a Cannes

La presentazione sulla Croisette ha portato a Pawlikowski il premio per la miglior regia, assegnato ex aequo nel concorso del Festival di Cannes 2026. Il film si presenta ora al pubblico italiano dopo l’accoglienza ottenuta al festival e con una particolare attenzione riservata alla regia, alla fotografia e alle interpretazioni di Hanns Zischler e Sandra Hüller.

Fatherland è inoltre stato scelto per rappresentare la Polonia nella corsa ai 99esimi Academy Awards, dove è candidato nella categoria dedicata al miglior film internazionale.

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