Alberto Angela promuove l’Odissea di Nolan: “Omero è stato il primo motivatore, il viaggio di Ulisse parla ai giovani di oggi”

Il divulgatore apprezza l'adattamento cinematografico del poema omerico, pur rilevando discrepanze come navi vichinghe e paesaggi nordici.

L’Odissea di Christopher Nolan continua a far discutere pubblico e critica, diventando uno dei film più commentati dell’estate 2026. A intervenire sull’adattamento cinematografico del celebre poema epico è stato Alberto Angela, che ha offerto una lettura ampia dell’opera, mettendo in evidenza tanto la capacità del regista di avvicinare un testo antico alle nuove generazioni quanto alcune scelte artistiche che hanno suscitato perplessità.

Il divulgatore, in un’intervista al Messaggero, ha definito Nolan “bravissimo” nel trasformare un’opera vecchia di oltre tremila anni in un racconto comprensibile e coinvolgente per il pubblico contemporaneo, soprattutto per i giovani.

Secondo Angela, l’Odissea rappresenta “la storia con la S maiuscola”, perché contiene tutti gli elementi fondamentali della grande narrazione: l’avventura verso l’ignoto, la lotta contro il destino, il confronto con le divinità e il desiderio di tornare alle proprie radici.

Omero come primo grande motivatore dell’umanità

Nel ragionamento di Alberto Angela, il poema attribuito a Omero non è soltanto un’opera letteraria antica, ma un racconto ancora capace di parlare alle persone di oggi.

“Credo che Omero sia stato uno dei più grandi motivatori dell’esistenza umana”, ha spiegato il divulgatore, sottolineando come sia straordinario che una storia nata nell’età del bronzo, ai tempi della guerra di Troia e di figure storiche come Ramses II, riesca ancora a coinvolgere il pubblico moderno.

Per Angela, il segreto della longevità dell’Odissea sta nei suoi temi universali, gli stessi che hanno reso immortali anche altre grandi opere come la Divina Commedia e I Promessi Sposi: il viaggio, la crescita personale, la ricerca di un senso e il bisogno di ritrovare il proprio posto nel mondo.

Il viaggio di Ulisse come metafora della vita dei giovani di oggi

Uno degli aspetti più interessanti dell’analisi di Angela riguarda il legame tra Ulisse e le nuove generazioni.

Secondo il divulgatore, Odisseo non è soltanto un eroe del passato, ma una figura molto vicina ai giovani contemporanei. Il suo viaggio verso Itaca diventa una metafora delle difficoltà affrontate ogni giorno.

Ulisse deve infatti affrontare l’ignoto usando intelligenza, coraggio e capacità di adattamento: caratteristiche che, secondo Angela, servono anche ai ragazzi di oggi alle prese con un mondo segnato da cambiamenti climatici, sviluppo tecnologico, intelligenza artificiale e un mercato del lavoro sempre più incerto.

“Il viaggio di Ulisse è il viaggio che tutti i giovani devono compiere con fatica ogni giorno per arrivare alla propria Itaca”, ha spiegato.

La casa, quindi, non rappresenta soltanto un luogo fisico, ma il raggiungimento dei propri valori e della propria identità.

Le critiche alle scelte storiche e visive di Nolan

Nonostante il giudizio positivo, Alberto Angela non ha nascosto alcune perplessità legate alla ricostruzione storica proposta nel film.

Il divulgatore ha raccontato di aver notato inizialmente alcune incongruenze: navi che ricordavano quelle dei vichinghi, ambientazioni dal sapore nordico e armature ed elmi non completamente coerenti con il periodo storico dell’Odissea.

Queste scelte, però, non hanno portato Angela a una bocciatura del film. Al contrario, ha spiegato di aver compreso la necessità di Nolan di creare un linguaggio cinematografico capace di rendere accessibile un testo antico di tremila anni.

“Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione”, ha dichiarato.

Nolan e la capacità di rendere moderno un classico

Angela ha apprezzato soprattutto la capacità del regista di affidarsi alla forza della storia originale, senza costruire il film esclusivamente attraverso logiche commerciali.

Secondo il divulgatore, il successo dell’opera dimostra che i grandi racconti del passato possono ancora conquistare il pubblico giovane quando vengono presentati con un linguaggio contemporaneo.

L’idea centrale è che una sceneggiatura nata da un testo antico possa essere più potente di qualsiasi strategia di marketing, proprio perché contiene emozioni e conflitti universali.

Elementi pop, cast e riferimenti cinematografici

Tra gli aspetti apprezzati da Angela ci sono anche alcune scelte stilistiche di Nolan, che ha inserito richiami alla cultura cinematografica moderna.

Il divulgatore ha notato, per esempio, similitudini tra alcuni personaggi e figure già presenti nell’immaginario pop: Agamennone con caratteristiche che ricordano Batman e Ulisse sulla zattera con richiami a Cast Away.

Anche la scelta del cast è stata considerata funzionale ad avvicinare il pubblico più giovane alla storia. La presenza di attori molto conosciuti permette infatti agli spettatori di identificarsi più facilmente nei personaggi.

Angela ha citato interpreti come Charlize Theron, nel ruolo di Calipso, e Zendaya, chiamata a interpretare Atena. Su Matt Damon, protagonista nei panni di Ulisse, il divulgatore ha espresso parole positive, descrivendolo come una persona umile e simpatica, “uno con cui faresti serate di risate”.

L’Odissea come simbolo dei valori europei

Nella parte finale della sua riflessione, Alberto Angela collega il viaggio di Ulisse anche a un significato più ampio legato all’Europa contemporanea.

Il ritorno a Itaca, secondo il divulgatore, non rappresenta un semplice ritorno alla comodità o alla sicurezza, ma un ritorno ai propri principi e ai propri valori.

Angela individua proprio nell’Europa il luogo in cui temi come diritti umani, tutela dell’ambiente e attenzione al clima assumono un ruolo centrale.

Per questo motivo, secondo il divulgatore, il film di Nolan può diventare “quasi una bandiera” per i giovani europei: un racconto antico capace di parlare delle sfide e delle speranze del presente.

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