Turismo invernale in Italia: boom di presenze e attesa per il riconoscimento UNESCO alla cucina

Il turismo invernale italiano registra numeri record, con una crescita trainata dalla componente estera e dalla valorizzazione dell'enogastronomia. Claudio Pica, vicepresidente nazionale FIEPET, racconta le prospettive del settore e l'importanza del possibile riconoscimento UNESCO alla cucina italiana.

Il turismo invernale in Italia sta vivendo una stagione da record, con un aumento significativo degli arrivi, soprattutto dall’estero. Le nuove tendenze premiano la qualità, l’esperienza autentica e la valorizzazione dell’enogastronomia. Claudio Pica, vicepresidente nazionale FIEPET, ha raccontato in diretta su Radio Kiss Kiss le prospettive del settore e l’attesa per il possibile riconoscimento UNESCO alla cucina italiana.

Turismo invernale: numeri in crescita e nuove tendenze

Durante la trasmissione su Radio Kiss Kiss, Claudio Pica ha confermato il momento positivo del comparto:
«Lo confermo, siamo entusiasti. Mancano ormai undici giorni al famoso countdown e potrebbe essere proclamata la cucina italiana patrimonio materiale dell’UNESCO. Sarebbe un riconoscimento molto importante per il nostro Paese, soprattutto per il turismo. Prevediamo oltre 18 milioni di presenze nei prossimi anni, con aumenti tra il 6 e l’8 per cento nei primi due anni e poi un assestamento al 2-3 per cento. È uno slancio davvero significativo per la nostra immagine e per l’economia: non solo per il turismo, ma anche per la nostra agricoltura e per quella produzione primaria che permette a noi ristoratori di realizzare piatti eccellenti.»

Il vicepresidente FIEPET ha spiegato come la crescita sia legata a un nuovo modo di viaggiare:
«Il turismo si è orientato verso la qualità più che verso la quantità: esperienza autentica, un approccio più lento e genuino, enogastronomia, arte, storia e così via.»

L’attesa per il riconoscimento UNESCO e il valore della cucina italiana

Uno dei temi centrali è stato il possibile riconoscimento UNESCO. Pica ha ribadito:
«Mancano ormai undici giorni al countdown e potrebbe essere proclamata la cucina italiana patrimonio materiale dell’UNESCO. Sarebbe un riconoscimento molto importante per il nostro Paese, soprattutto dal punto di vista turistico.»

Ha aggiunto come questa candidatura rappresenti l’intera Italia:
«Questo caso coinvolge tutto il Paese e le tantissime tipicità regionali. Abbiamo regioni straordinarie che realizzano piatti meravigliosi: dal brodetto marchigiano al risotto alla milanese, dalla cucina toscana ai piatti tipici di Napoli.»

Sulla varietà gastronomica italiana, Pica ha commentato:
«In Italia la cucina cambia praticamente ogni dieci metri: abbiamo una varietà e una qualità che altrove si sognano.»

E sul valore culturale del cibo:
«Con la cucina produciamo cultura e arte: raccontiamo le storie e le tradizioni delle nostre tipicità regionali, fondamentali per diffondere un’immagine autentica del Paese. Un lavoro che può aiutarci anche a contrastare l’Italian sounding, che penalizza i produttori locali.»

Lavoro nel turismo e formazione dei giovani: le sfide del settore

Nella parte finale dell’intervista, Pica ha affrontato il tema dell’occupazione:
«Questo è un punto dolente: dobbiamo formare sempre di più i giovani e abituarli a entrare nel nostro mondo, perché offre un mercato adeguato, con contratti giusti e tutele importanti. Ma serve fare di più. Chiediamo alle istituzioni maggiore sostegno, anche attraverso politiche formative: preparare i giovani in Italia, mandarli a formarsi all’estero e riportarli con nuove competenze. Dobbiamo investire di più, perché abbiamo bisogno di un ricambio generazionale di oltre un milione di addetti nei prossimi 10-15 anni e, se non iniziamo ora, le figure del futuro non potremo crearle.»

L’intervista si è conclusa con un auspicio positivo per l’enogastronomia italiana e un ringraziamento a tutti gli operatori del settore che ogni giorno accolgono i turisti.

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