Thailandia, addio a Bajrakitiyabha, la principessa amata che poteva diventare regina

La Thailandia è in lutto per la scomparsa della principessa Bajrakitiyabha, figlia maggiore del re Rama X. Dopo oltre tre anni di ricovero a seguito di un grave collasso cardiaco, la sua morte riapre il dibattito sulla successione al trono e segna una perdita significativa per la monarchia thailandese.

La Thailandia è in lutto per la morte della principessa Bajrakitiyabha Narendiradebyavati, primogenita del re Maha Vajiralongkorn, noto come Rama X. La principessa è deceduta all’età di 47 anni dopo oltre tre anni di ricovero ospedaliero in seguito a un grave collasso cardiaco avvenuto nel dicembre del 2022. La notizia è stata comunicata ufficialmente dalla Casa Reale thailandese, che ha annunciato che la principessa si è spenta serenamente presso l’Ospedale Chulalongkorn di Bangkok.

Un lungo calvario iniziato nel 2022

La tragedia che ha cambiato il corso della sua vita ebbe inizio il 15 dicembre 2022. Durante una sessione di addestramento dei suoi cani da competizione nella provincia di Nakhon Ratchasima, Bajrakitiyabha fu colpita da un improvviso malore causato da una grave patologia cardiaca. Le complicazioni che seguirono interessarono diversi organi vitali, costringendola a rimanere sotto cure intensive per oltre tre anni.

Nel corso del tempo, le informazioni sul suo stato di salute furono diffuse con estrema cautela dalla Casa Reale, alimentando numerose speculazioni. Tuttavia, era noto che la principessa dipendeva da sofisticati sistemi di supporto vitale per mantenere le funzioni essenziali dell’organismo.

Il peggioramento delle condizioni di salute

Nelle ultime settimane prima della sua morte, le condizioni cliniche della principessa si erano aggravate significativamente. Un’infiammazione del colon aveva provocato una grave infezione che si era diffusa nel sangue, compromettendo ulteriormente il funzionamento degli organi vitali.

I medici avevano intensificato le terapie con antibiotici, farmaci per stabilizzare la pressione arteriosa e trattamenti di dialisi a causa del progressivo deterioramento della funzione renale. Nonostante ogni tentativo di cura, il quadro clinico è peggiorato fino al decesso avvenuto l’11 giugno 2026.

Una figura rispettata dentro e fuori la Thailandia

La principessa Bajrakitiyabha era considerata una delle personalità più autorevoli e apprezzate della monarchia thailandese. Nata il 7 dicembre 1978, era figlia del re Vajiralongkorn e della principessa Soamsawali.

Il suo percorso accademico era particolarmente prestigioso. Dopo aver studiato Relazioni Internazionali, conseguì un dottorato in Giurisprudenza presso l’Università di Chicago, negli Stati Uniti. Questa solida formazione le permise di sviluppare una brillante carriera diplomatica e istituzionale.

Nel corso degli anni ricoprì incarichi di rilievo come ambasciatrice della Thailandia in Austria e collaborò attivamente con diverse agenzie delle Nazioni Unite. Si distinse soprattutto per il suo impegno nella tutela dei diritti delle donne e dei detenuti, ottenendo riconoscimenti anche a livello internazionale.

La principessa che avrebbe potuto diventare regina

Per molti osservatori, Bajrakitiyabha rappresentava la figura più preparata per assumere un giorno la guida della monarchia thailandese. Grazie alla sua esperienza, alla sua preparazione accademica e alla grande popolarità presso la popolazione, era considerata una possibile futura sovrana capace di garantire continuità e stabilità all’istituzione.

La sua morte riapre ora il dibattito sulla successione al trono. Nonostante il lungo regno di Rama X, non è stato ancora designato ufficialmente un erede. Tra i possibili candidati figura il principe Dipangkorn Rasmijoti, figlio del sovrano, ma nessuno dei membri della famiglia reale sembra possedere lo stesso profilo istituzionale e il medesimo consenso di cui godeva Bajrakitiyabha.

Il cordoglio internazionale

La scomparsa della principessa ha suscitato profonde reazioni sia in Thailandia sia all’estero. Tra i primi messaggi di condoglianze vi è stato quello del re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck e della regina Jetsun Pema del Bhutan, che hanno ricordato la sua dedizione al servizio pubblico e il suo instancabile impegno a favore del benessere dei cittadini thailandesi.

Numerose personalità politiche e istituzionali hanno espresso vicinanza alla famiglia reale, sottolineando il ruolo fondamentale che la principessa ha svolto nel promuovere la giustizia sociale e la tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Cento giorni di cerimonie e lutto nazionale

In conformità con la tradizione reale thailandese, il sovrano ha disposto solenni funerali di Stato e i massimi onori funebri. Le spoglie della principessa saranno collocate nel Salone del Trono Pimarn Rattaya, all’interno del Grande Palazzo Reale di Bangkok.

Le autorità hanno inoltre annunciato un periodo di lutto ufficiale di quindici giorni, durante il quale le bandiere saranno esposte a mezz’asta negli edifici pubblici, nelle scuole e nelle istituzioni governative. Le cerimonie religiose buddiste e gli omaggi ufficiali proseguiranno per almeno cento giorni, consentendo ai cittadini di rendere omaggio a una delle figure più amate della monarchia contemporanea.

magazine Attualità