Susan Sarandon arrestata davanti all’ONU durante una protesta contro Israele

Susan Sarandon è stata arrestata a New York durante una protesta contro Benjamin Netanyahu, organizzata mentre il premier israeliano interveniva all’Assemblea generale dell’ONU.

Susan Sarandon è stata arrestata a New York durante una protesta contro la presenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, impegnato nello stesso momento nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’attrice premio Oscar era tra le persone che hanno preso parte a un sit-in nei pressi del Palazzo di Vetro, dove i manifestanti hanno bloccato una strada chiedendo la fine del sostegno militare statunitense a Israele. La polizia ha fermato almeno 30 persone secondo Reuters, mentre altre ricostruzioni successive hanno indicato un numero complessivo di arresti superiore a cento.

Susan Sarandon tra le persone fermate dalla polizia

La protesta si è svolta giovedì 24 settembre nei pressi della sede delle Nazioni Unite. Centinaia di persone hanno occupato parte della Prima Avenue, costringendo la polizia a intervenire dopo che alcuni manifestanti avevano bloccato la circolazione. Tra le persone arrestate figurano Susan Sarandon e Hannah Einbinder, attrice nota per la serie “Hacks”.

Le immagini diffuse dalla manifestazione mostrano gli agenti mentre accompagnano via Sarandon insieme ad altri partecipanti. Alla protesta hanno preso parte anche esponenti politici, candidati alle elezioni e diversi personaggi dello spettacolo.

La protesta durante il discorso di Netanyahu all’ONU

La mobilitazione è coincisa con l’intervento di Benjamin Netanyahu all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Mentre il primo ministro israeliano parlava, alcune delegazioni hanno lasciato l’aula e all’esterno centinaia di persone hanno manifestato contro la guerra a Gaza e contro il sostegno militare degli Stati Uniti a Israele.

Netanyahu ha utilizzato il proprio intervento per difendere l’azione del governo israeliano e delle forze armate, respingendo le accuse rivolte a Israele per la conduzione della guerra. Israele nega l’accusa di genocidio e sostiene di avere come obiettivo Hamas.

Sul piano giudiziario internazionale, sulla figura di Netanyahu pesa dal novembre 2024 un mandato d’arresto della Corte penale internazionale. La CPI gli attribuisce presunte responsabilità per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, tra cui l’uso della fame come metodo di guerra, omicidio, persecuzione e altri atti inumani. Il mandato non riguarda invece formalmente il reato di genocidio.

Le conclusioni della commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite

Sul tema del genocidio è intervenuta separatamente la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Nel 2025 la Commissione ha concluso che le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno commesso atti di genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza e ha indicato, tra gli altri, Netanyahu tra i leader le cui dichiarazioni sono state considerate rilevanti ai fini dell’incitamento. Si tratta delle conclusioni della Commissione, contestate dal governo israeliano, e non di una condanna pronunciata dalla Corte penale internazionale.

Arrestata anche Hannah Einbinder

Tra le persone fermate figura anche Hannah Einbinder. Prima della protesta, l’attrice aveva spiegato di considerare un dovere morale prendere posizione contro quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza.

Alla manifestazione erano presenti anche Cynthia Nixon, Elliot Page e altri volti noti, oltre a esponenti politici e candidati. L’iniziativa era stata promossa da Jewish Voice for Peace insieme ad altre organizzazioni favorevoli alla causa palestinese.

Politici e candidati tra gli arrestati

Gli arresti non hanno riguardato soltanto il mondo dello spettacolo. Tra le persone fermate c’è anche Darializa Avila Chevalier, candidata democratica alla Camera dei Rappresentanti, oltre ad alcuni amministratori ed esponenti politici locali.

Alla protesta hanno partecipato, tra gli altri, anche Brad Lander, Chris Rabb, Adam Hamawy e Melat Kiros. Secondo le informazioni raccolte durante la giornata, diversi rappresentanti politici e candidati sono stati fermati nel corso delle operazioni della polizia.

Le precedenti prese di posizione di Susan Sarandon

L’impegno di Susan Sarandon sul tema palestinese non è nuovo. L’attrice si è espressa pubblicamente in più occasioni sulla guerra a Gaza e sulle conseguenze personali e professionali delle proprie posizioni.

Anche Hannah Einbinder aveva già parlato pubblicamente della questione, sostenendo in passato che il silenzio sulla situazione palestinese avrebbe avuto, dal suo punto di vista, un costo maggiore rispetto alla scelta di esporsi.

Migliaia di persone in corteo a Manhattan

Il sit-in nei pressi dell’ONU non è stato l’unico appuntamento della giornata. Successivamente, una seconda manifestazione ha attraversato Manhattan dirigendosi verso l’area delle Nazioni Unite.

Le proteste hanno accompagnato così l’intera giornata del discorso di Netanyahu, in un clima di forte tensione politica. Da una parte i manifestanti hanno chiesto lo stop agli aiuti militari statunitensi a Israele e la fine delle operazioni a Gaza; dall’altra il governo israeliano ha continuato a respingere le accuse più gravi rivolte alla propria condotta militare.

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