Gennaio è il mese dei buoni propositi e delle nuove sfide. Ma queste iniziative aiutano davvero a stare meglio? Su Radio Kiss Kiss, durante la trasmissione Good Morning Kiss Kiss, lo psicoterapeuta Pietro Bussotti ha risposto alle domande di Max e Max, offrendo consigli pratici e spiegazioni semplici su come affrontare il nuovo anno.
Buoni propositi di gennaio: tra benefici e rischi secondo Bussotti
Durante la diretta, i conduttori hanno chiesto a Pietro Bussotti se le sfide che partono a gennaio aiutano davvero a stare meglio o se rischiano di diventare una fonte di pressione. Bussotti ha spiegato:
“Le sfide in generale sono qualcosa che può aiutarci. Per esempio, alcune sfide legate al benessere: ce n’è una, per la quale c’è molta letteratura, che è quella del Dry January, cioè quando si tenta di non bere a partire da gennaio. È stato monitorato e genera alcuni benefici assolutamente reali: miglioramento dell’umore, del sonno, del senso di controllo del benessere generale e così via”.
Tuttavia, Bussotti ha anche sottolineato i possibili rischi:
“Certo, il lato critico può emergere quando la sfida viene vissuta come un test di valore personale. Quindi il mancato successo potrebbe essere eletto al contrario come un punto di debolezza, di vergogna, di autocritica. E poi il problema è se l’obiettivo non è realistico”.
Secondo lo psicoterapeuta, quindi, le sfide possono essere utili, ma bisogna fare attenzione a non trasformarle in una fonte di stress eccessivo o in un metro di giudizio troppo severo verso se stessi.
Cambiamenti radicali o graduali? Le strategie migliori per raggiungere gli obiettivi
Un altro tema affrontato durante l’intervista riguarda il modo migliore per porsi degli obiettivi: meglio essere radicali o procedere per piccoli passi? Bussotti ha risposto:
“Da un punto di vista psicologico, il cambiamento è più auspicabile che sia programmato con dei piccoli progressivi. Quindi ponendo degli obiettivi intermedi che ci portano, come una scaletta, a raggiungere poi il nostro obiettivo finale. Questo è quello che sarebbe meglio”.
Tuttavia, ci sono delle eccezioni. Bussotti ha spiegato che in alcuni casi, come nelle dipendenze, è più efficace un cambiamento netto:
“In alcune dipendenze, se stiamo parlando dell’obiettivo di toglierci delle dipendenze, sappiamo invece dalla letteratura che è più facile spegnerle piuttosto che ridurle gradualmente. Quindi passare da uno a zero”.
I conduttori hanno chiesto un esempio pratico:
“Se vogliamo smettere di fumare, bisogna essere draconiani, bisogna smettere e basta”.
Bussotti ha confermato:
“Esatto, non gradualmente: è meglio staccare e basta. Perché il graduale mantiene la dipendenza e aumenta il senso di frustrazione”.
Perché gennaio è il mese dei buoni propositi? Il valore simbolico del nuovo inizio
Max e Max hanno chiesto a Bussotti perché proprio gennaio sia il mese più scelto per i buoni propositi, rispetto ad altri mesi di transizione come marzo o settembre. Lo psicoterapeuta ha spiegato:
“Effettivamente i mesi di transizione possono essere scelti, però gennaio è quello che rappresenta un landmark temporale più evidente. È veramente una cesura molto chiara tra vecchio e nuovo, tra vecchio e nuovo te, e quindi può aumentare la motivazione al cambiamento, proprio per questa sua carica simbolica. Questo è un effetto noto come fresh start e quindi un modo per ricominciare”.
Bussotti ha aggiunto che il carico simbolico di gennaio aiuta molte persone a proiettare la propria motivazione e la voglia di migliorarsi.
