L’Accademia della Crusca aggiunge “ghostare” ai neologismi

"Ghostare" è tra le parole nuove registrate dall'Accademia della Crusca. Ce ne ha parlato il suo presidente Claudio Marazzini.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di neologismi dopo che ghostare è entrato tra le nuove parole della lingua italiana. È intervenuto con noi il presidente dell’Accademia della Crusca, il professor Claudio Marazzini.

Parliamo di parole straniere e lo facciamo col presidente dell’Accademia della Crusca, che tira dentro un’altra parola utilizzata soprattutto dai parlanti delle nuove generazioni. Buongiorno Presidente, allora questa nuova parola, “ghostare”.

«Buongiorno! Dobbiamo fare una precisazione: noi non tiriamo dentro la parola, nel senso che non siamo noi a inserirla nel vocabolario. Semplicemente, nella rubrica della Crusca dedicata ai neologismi, registriamo e diamo la spiegazione di questa parola.»

Però, Presidente, non è un mistero che tutti i migliori dizionari facciano riferimento a voi.

«Sì, ma infatti noi registriamo, ma chi la tira dentro sono gli utenti che la usano. La parola questa volta è “ghostare”, usata soprattutto dai giovani della Generazione Z, quelli che parlano questo gergo che si crea soprattutto in rete, sui social. Osservare questa parola è interessante perché ci dice qualcosa su quello che accade alla società, quindi sulla differenza tra giovani e anziani, sulle parole che entrano nell’uso; però noi non mettiamo una coroncina dicendo “adesso questa parola è italiana”. Poi dobbiamo spiegare cosa vuol dire credo, no?»

Beh, detta dal presidente dell’Accademia della Crusca! Diciamolo cosa vuol dire “ghostare”.

«È la sparizione improvvisa, in un rapporto con un’altra persona, generalmente con un partner, per cui improvvisamente rompi tutti i rapporti. Noi in italiano elegante potremmo dire “ignorare, abbandonare, trascurare”. Invece lì diventi un ghost, un fantasma, sparisci e non ci sei più.»

Noi abbiamo già tante parole in italiano, forse non c’è bisogno di andare a prendere quelle estere.

«No no, i giovani lo usano, hanno una bella circolazione internazionale, allora noi la mettiamo sul nostro sito, così quelli che non la conoscono e che la sentono pronunciare dai nipoti vanno sul sito della Crusca e leggono la spiegazione. Ci sono le fonti, la prima attestazione non è nemmeno tanto recente, è del 2015.»

Ci sono in arrivo altri neologismi utilizzati dalle nuove generazioni che voi state vagliando?

«Allora, a parte “cringe” di cui si è parlato già. Mi ha colpito che proprio nella spiegazione di “ghostare” salta fuori il “poser”. Certo che ne arrivano, saltano fuori tutti i giorni. La domanda curiosa, a cui la Crusca ovviamente non sa rispondere in anticipo, è: quanto durano? Dureranno anni, un anno, cinque minuti? “Ghostare” ha già cinque anni di anzianità, generalmente dopo cinque anni la parola viene registrata nei dizionari cartacei. Il tempo di osservazione per capire se è un occasionalismo è proprio di cinque anni.»

Grazie Presidente!

«Kiss Kiss a voi!»

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