L’All-Star Game 2026 della NBA ha segnato una svolta storica, introducendo un format completamente rinnovato per rilanciare uno degli eventi più iconici del basket mondiale. A Los Angeles, all’Inuit Dome, la lega ha sperimentato una formula innovativa con tre squadre: due composte da giocatori statunitensi e una formata dalle stelle internazionali.
L’obiettivo era valorizzare il carattere globale della NBA, sempre più dominata da talenti provenienti da tutto il mondo. Tuttavia, nonostante le grandi aspettative, il “Team World” non è riuscito a interrompere il dominio degli Stati Uniti, che hanno conquistato la vittoria finale.
Anthony Edwards protagonista assoluto e MVP
Il grande protagonista della serata è stato Anthony Edwards, autore di una prestazione dominante che gli è valsa il premio di MVP, intitolato a Kobe Bryant. L’ala dei Minnesota Timberwolves ha guidato il suo team con intensità e leadership, dimostrando ancora una volta il suo spirito competitivo anche in una partita esibizione.
Edwards ha fatto la differenza soprattutto nei momenti decisivi, contribuendo sia nelle fasi iniziali del torneo triangolare sia nella finale, dove la sua squadra ha travolto gli avversari con un ampio margine. La sua energia e il suo talento hanno rappresentato il simbolo di un All-Star Game che ha finalmente ritrovato intensità e spettacolo.
Il Team World si arrende, non basta Wembanyama
Il Team World, nonostante la presenza di stelle del calibro di Victor Wembanyama, non è riuscito a imporsi. Il giovane fenomeno francese ha impressionato con 14 punti e una prestazione di alto livello, ma l’assenza di alcune superstar e il minor coinvolgimento di altri giocatori internazionali hanno pesato sull’esito finale.
Anche campioni come Nikola Jokić e Luka Dončić hanno avuto un impatto limitato, complice anche una condizione fisica non ottimale. Il risultato è stato l’eliminazione della squadra internazionale prima della finale, confermando il predominio degli statunitensi.
Kawhi Leonard e LeBron James tra i protagonisti
Tra le stelle più brillanti c’è stato anche Kawhi Leonard, autore di una prestazione straordinaria con 31 punti e sei triple, dimostrando di essere ancora uno dei giocatori più decisivi della lega. La sua prova è stata una delle più spettacolari dell’intera serata.
Presente anche LeBron James, simbolo della NBA e protagonista di uno degli ultimi All-Star Game della sua carriera. Nonostante la sconfitta del suo team nella finale, la sua presenza ha confermato il valore iconico dell’evento.
Un esperimento riuscito per il futuro della NBA
Il nuovo formato, voluto anche dal commissioner Adam Silver, rappresenta un tentativo concreto di rendere l’All-Star Game più competitivo e interessante per il pubblico. Dopo anni di critiche per la mancanza di intensità, l’edizione 2026 ha mostrato segnali incoraggianti.
Il dominio degli Stati Uniti continua, ma la crescente qualità dei giocatori internazionali lascia presagire che il Team World potrebbe presto colmare il divario. Nel frattempo, la NBA può dirsi soddisfatta: l’All-Star Game è tornato a essere uno spettacolo degno della sua storia.
