Il commento agli Oscar con Andrea Di Stefano

All'indomani degli Oscar, Andrea Di Stefano ha commentato l'assegnazione dei premi e ci ha presentato il suo nuovo "L'ultima notte di Amore".
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo commentato i risultati degli Oscar con il regista e attore Andrea Di Stefano, che ci ha parlato anche del suo ultimo film.

Buongiorno, benvenuto! Ti aspettavi la vittoria di “Everything Everywhere All At Once”, che ha fatto incetta di Oscar?

«Ciao, buongiorno! Non me l’aspettavo in queste proporzioni, ma secondo me a Hollywood hanno un po’ perso la sensazione di chi sono e da dove vengono, proprio la storia del cinema di Hollywood. Credo che negli ultimi anni stiano cercando di parare i colpi dei vari movimenti “woke” anche da un punto di vista di narrazione. Stanno cercando di ristrutturare un altro tipo di protagonisti, quindi i premi degli ultimi anni sono sorprendenti.»

Anche qui in redazione si parla molto bene di “The Whale”, mentre per “Everything Everywhere All At Once” si parla di un buon film, ma non si capisce come mai abbia vinto così tanti premi.

«È quello che trovo strano. I premi degli ultimi anni sono a film non da Hollywood. Ad esempio, The Whale fino a quindici anni fa era un film che sarebbe andato al Sundance, un festival di cinema indipendente che premiava film di questo tipo, e forse anche come Everything Everywhere All At Once. Anche se vediamo la lista di film candidati c’è una grande differenza rispetto a qualche decennio fa.»

andrea di stefano

Sono necessità nate con i movimenti per l’inclusione?

«È stato anche positivo allargare la prospettiva dei protagonisti nel cinema americano. Credo sia un problema più profondo di narrativa. Negli Stati Uniti il cinema è diventato un linguaggio con cui fanno la propria politica. Creativamente stanno diventando più deboli.»

È uscito “L’ultima notte di Amore”, il tuo ultimo film con Pierfrancesco Favino. Si penserebbe a un film romantico, invece è proprio ipnotico. Vuoi commentarlo?

«Il film è un bel viaggio divertente, di intrattenimento e avventuroso. Molti lo chiamano film noir, però credo gli dia un peso che non racconta quanto il film possa intrattenere il pubblico. Volevo raccontare un personaggio che, anche se possiede un distintivo, avesse dei problemi comuni a tutti, tra cui quello di arrivare a fine mese. Da poliziotto, accetta un secondo lavoro, che è una prassi comune.»

Grazie ad Andrea Di Stefano per essere stato con noi!

«Grazie a voi!»

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