Concordato preventivo biennale: cos’è e quale impatto avrà sulle partite Iva?

Il concordato preventivo biennale è un meccanismo che permette agli imprenditori in stato di crisi o insolvenza di evitare la liquidazione giudiziale grazie ad un piano che consenta di soddisfare i creditori.

Oggi in Good Morning Kiss Kiss abbiamo avuto in diretta con noi Domenico Posca, presidente dell’Unione Italiana Commercialisti, per discutere con lui del concordato preventivo biennale.

Stiamo parlando di concordato preventivo biennale, una minirivoluzione positiva, almeno sulla carta. Questo strumento riguarda le partite Iva. Oggi in diretta con noi il presidente Domenico Posca. Buongiorno presidente, bentornato!

Buongiorno a voi.

Grazie di essere qui con noi. La prima domanda è che cos’è il concordato preventivo per le partite Iva?

In sintesi si tratta di un accordo con il fisco che permette per il biennio successivo di pagare le tasse non in base a quanto effettivamente guadagnato, ma in base a quanto preventivato dall’Agenzia delle Entrate. Aderendo alla proposta si determina in via preventiva il reddito.

Questa predeterminazione viene fatta con dei software giusto?

Dal 15 giugno è stato reso disponibile il software per calcolare il proprio Indice Sintetico di Affidabilità fiscale, il cosiddetto ISA. Una volta compilato il software, l’Agenzia invierà la proposta al contribuente a seguito della domanda fatta. C’è da dire però una cosa. Si parla di concordato, ma di concordato c’è ben poco. L’Agenzia fa la proposta. O si accetta o non si accetta, quindi non si concorda nulla. Altra cosa importante da specificare è che non si tratta di un condono perché il condono si fa su redditi già guadagnati e su annualità precedenti, ma non è neanche una minaccia alla quale sottostare. L’Agenzia non ti costringe ad aderire. Anche la diceria secondo cui l’Agenzia aumenterà i controlli se non si aderisce è falsa.

Un’altra domanda è quanto costa l’aggiornamento del software? A carico di chi è?

Il software è gratuito ed è pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Tutti i gestionali delle varie software house alle quali si rivolgono i commercialisti per gli adempimenti dichiarativi e contabilità lo hanno già inserito all’interno del pacchetto. Una cosa importante da dire è che la procedura non è a costo zero per il contribuente. Il commercialista che deve calcolare la convenienza o meno dell’adesione e poi deve fare anche gli adempimenti, dovrà essere pagato.

Poiché si tratta di un sistema premiale, quali sono i requisiti che bisogna avere per accedere a questo concordato?

I requisiti sono abbastanza semplici. Non avere debiti fiscali e cartelle esattoriali oltre i 5.000 euro. Bisogna avere presentato la dichiarazione dei redditi e non bisogna avere subito condanne per reati fiscali. Prima delle ultime modifiche chi aveva un punteggio ISEE inferiore all’8 non poteva aderire. Invece adesso hanno sbloccato la possibilità di potervi aderire anche per chi aveva un valore inferiore all’8, ma con un costo maggiore.

Vedremo quando andrà a regime quale saranno le falle o i punti di forza. Grazie presidente e buon lavoro.

Grazie a voi. Kiss kiss a tutti!

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