Il frontman dei Pinguini Tattici Nucleari si racconta in un’intervista al Corriere della Sera, tra l’arrivo del figlio Alessandro, il rapporto con Max Pezzali e il nuovo progetto discografico. Il 4 dicembre uscirà “Replay”, anticipato dal singolo “Nella borsa di Anna”. Poi il ritorno nei club e il tour negli stadi nel 2027, con una tappa anche a Napoli.
Riccardo Zanotti e il nuovo album “Replay”: «Un disco tra passato, presente e futuro»
Un nuovo capitolo musicale, la paternità e una riflessione sul percorso che ha trasformato sei ragazzi bergamaschi in una delle band più amate della musica italiana. Per Riccardo Zanotti, voce dei Pinguini Tattici Nucleari, il 2026 è un anno di cambiamenti, personali e artistici, destinati a trovare spazio anche nelle nuove canzoni.
In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, il cantante ha raccontato la nascita di Replay, il nuovo album in uscita il prossimo 4 dicembre, anticipato da Nella borsa di Anna, singolo pubblicato ieri, venerdì 6 novembre.
Il progetto arriva dopo un periodo di grandi soddisfazioni per il gruppo, reduce anche dalla vittoria della decima edizione del Power Hits Estate di RTL 102.5 con Sorry Scusa Lo Siento. Ma, più che sui traguardi raggiunti, Zanotti ha scelto di soffermarsi sul significato delle nuove canzoni e sul modo in cui la sua vita sta cambiando.
A influenzare profondamente la scrittura è stata soprattutto la nascita del figlio Alessandro, avvenuta undici mesi fa. Un’esperienza che ha introdotto nella sua musica nuove domande sul tempo, sulle responsabilità e su ciò che ciascuno lascia alle persone che ama.
«Canto sempre della mia vita», ha spiegato Zanotti, «e siccome è stata sconvolta da questo evento, tutte le canzoni avranno a che fare con l’idea di lascito e di eredità. Il disco è tripartito fra passato, presente e futuro, ma in equilibrio fra le tre componenti. Un eccesso di passato scade in nostalgia, troppo presente diventa moda e un eccesso di futuro porta allo scientismo o a un cieco positivismo».
Pinguini Tattici Nucleari, Zanotti rivendica le origini: «Trovo bellissima la normalità se è inclusiva»
Il successo non ha cancellato le radici della band, cresciuta attraverso concerti nei contesti più diversi, lontano inizialmente dai grandi palcoscenici.
Dalle feste della birra agli oratori, passando per i centri sociali e i locali, i Pinguini Tattici Nucleari hanno costruito il proprio pubblico senza rinnegare quella dimensione popolare che, talvolta, è stata utilizzata per sminuire il loro percorso artistico.
Zanotti, però, non considera quelle definizioni un limite. Al contrario, ne rivendica il significato, respingendo l’idea che la qualità della musica debba essere giudicata anche in base ai luoghi nei quali viene proposta.
«Qualcuno ha usato quelle definizioni come insulto», ha dichiarato il cantante, «ma mi sembra che risponda a un’idea classista della musica che non ci appartiene. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di arrivare a più persone possibile e per farlo ci siamo sporcati le mani ovunque e ci siamo anche divertiti, dal centro sociale, all’oratorio all’aperitivo nel locale fighetto. Io trovo bellissima la normalità se è inclusiva, la normalità usata per escludere invece mi fa paura».
Una posizione che racconta anche la filosofia del gruppo: cercare un linguaggio capace di raggiungere pubblici differenti, senza considerare la popolarità un ostacolo alla propria identità musicale.
L’amicizia con Max Pezzali: «Ci invitò a casa sua per una pizza quando eravamo sconosciuti»
Tra i riferimenti che accompagnano da tempo la carriera dei Pinguini Tattici Nucleari c’è anche il confronto con gli 883, soprattutto per la capacità di raccontare esperienze quotidiane attraverso canzoni nelle quali generazioni diverse riescono a riconoscersi.
Zanotti, tuttavia, individua una distinzione nel modo di scrivere e interpretare la realtà rispetto a Max Pezzali.
«Nelle sue canzoni», ha osservato parlando di Pezzali, «c’è un modo di vedere la realtà diverso dal nostro: lui la racconta come una bellissima didascalia della sua vita, parla dello specifico; io tendo a essere più universale».
Dietro il paragone artistico si nasconde anche un rapporto personale nato quando la band bergamasca era ancora lontana dalla notorietà.
Il cantante ha ricordato un episodio significativo, legato proprio agli anni dei piccoli concerti e alla curiosità che la loro musica aveva suscitato nell’ex leader degli 883.
«C’è vera amicizia. Ci aveva intercettati quando eravamo degli sconosciuti: suo nipote era venuto a vederci a una festa della birra dalle sue parti, gli ha parlato di noi e ci ha invitati a casa sua a cena la sera dopo per una pizza».
Un incontro avvenuto dunque prima dei grandi successi, che rende ancora più particolare il legame tra due protagonisti di stagioni differenti del pop italiano.
“Nella borsa di Anna”, il nuovo singolo racconta una separazione attraverso gli oggetti
Pubblicato il 6 novembre 2026, Nella borsa di Anna rappresenta il primo passo verso l’uscita di Replay. Il brano affronta la conclusione di una relazione importante, ma sceglie una prospettiva narrativa insolita per raccontare ciò che rimane dopo la fine di un amore.
L’ispirazione arriva da una vicenda realmente accaduta a un amico comune dei componenti della band. Una storia privata, trasformata in una ballad che osserva la separazione attraverso gli oggetti e i ricordi custoditi nella borsa della protagonista.
Zanotti ha definito il brano una «storia vera che nasce dalla consapevolezza dell’avere un figlio», precisando che si tratta di una canzone «che parla delle cose che restano anche quando tutto attorno finisce».
La scelta di raccontare una relazione attraverso ciò che una persona porta quotidianamente con sé permette di affrontare il tema della perdita partendo da dettagli apparentemente ordinari.
«Nella borsa di Anna racchiude la vicenda di due vite», ha spiegato Zanotti, «che prima si sono intrecciate e poi si sono slegate, come fanno tante. Il tutto, però, si delinea da una prospettiva particolare: l’interno di una borsa. Dato che la realtà è una bestia stizzosa e irascibile, alcuni dettagli sono stati modificati, in parte come forma di rispetto e in parte per paura della bestia. In sintesi…cerca, in modo semplice, di raccontare una delle storie più difficili al mondo».
Pinguini Tattici Nucleari, quattro concerti nei club prima del nuovo album: tutte le date
Prima della pubblicazione di Replay, prevista per il 4 dicembre, i Pinguini Tattici Nucleari torneranno a esibirsi in alcuni locali che richiamano la dimensione più raccolta dei loro primi anni di attività.
Quattro appuntamenti nel mese di novembre, tutti già sold-out, offriranno al gruppo l’occasione di ritrovare un contatto ravvicinato con il pubblico.
Il calendario prevede il 18 novembre al Monk di Roma, il 19 novembre al Covo di Bologna, il 24 novembre allo Spazio 211 di Torino e il 25 novembre ai Magazzini Generali di Milano.
Un ritorno nei club che precede il nuovo disco e che riporta la band, almeno per qualche serata, in contesti molto diversi dai grandi stadi ai quali è ormai abituata.
Tour Stadi 2027, da Bibione a Roma: il 27 giugno i Pinguini Tattici Nucleari saranno a Napoli
Dopo i concerti nei club e l’uscita del nuovo album, il percorso live proseguirà nell’estate del 2027 con un tour negli stadi italiani.
La partenza è fissata per il 4 giugno 2027 a Bibione, seguita dall’appuntamento dell’8 giugno a Bologna. Il calendario proseguirà con una doppia data a Torino, il 12 e 13 giugno, e due concerti a Milano, il 17 e 18 giugno.
Successivamente, la band farà tappa a Padova il 21 giugno e a Bari il 24 giugno, prima dell’atteso concerto di Napoli, in programma il 27 giugno 2027.
A luglio sono invece previsti gli appuntamenti di Messina, il 3 luglio, e Roma, l’8 luglio, ultima data annunciata del tour.
Dai piccoli palchi ai grandi impianti, passando per un album che guarda contemporaneamente al passato e al futuro: per i Pinguini Tattici Nucleari si apre una nuova fase della carriera. E nelle parole di Riccardo Zanotti emerge soprattutto la volontà di continuare a raccontare storie comuni, senza perdere quel legame con la normalità che ha accompagnato la band fin dagli inizi.