Lucio Corsi: «La solitudine mi è sempre servita tanto per scrivere. Mantenere la popolarità a tutti i costi mi porterebbe a fare delle cavolate»

Lucio Corsi si racconta in un'intervista a Tgcom24, tra il nuovo singolo Napoleone Buonanotte, il rapporto con la solitudine, l'amore e il successo dopo Sanremo. Il cantautore parla anche della libertà creativa e dei prossimi concerti nei palasport.

La solitudine come rifugio creativo, il valore dell’immaginazione e il desiderio di continuare a fare musica senza inseguire continuamente il successo. Lucio Corsi si racconta in un’intervista rilasciata a Tgcom24, pubblicata il 2 novembre 2026, in occasione dell’uscita del nuovo singolo Napoleone Buonanotte. Il cantautore toscano riflette sul proprio modo di scrivere canzoni, sulle difficoltà di conciliare la vita privata con il lavoro e sulle conseguenze della popolarità conquistata dopo Sanremo. Tra i temi affrontati anche il rapporto con l’attualità, la paura di ciò che è diverso e i prossimi concerti nei palasport, un traguardo che non intende trasformare in un motivo per allontanarsi dai piccoli locali nei quali è cresciuto artisticamente.

Lucio Corsi presenta Napoleone Buonanotte: «Una canzone d’amore per la solitudine»

Pubblicato venerdì 30 ottobre, Napoleone Buonanotte è il nuovo singolo scritto e prodotto da Lucio Corsi insieme a Tommaso Ottomano. Il brano racconta la storia di un personaggio che cerca di sottrarsi agli impegni quotidiani e che, dopo essersi innamorato, decide di abbandonare la propria tranquillità per conoscere il mondo. L’esperienza, però, finisce per riportarlo al punto di partenza, dopo averlo costretto a confrontarsi con la perdita delle proprie illusioni.

Corsi definisce il brano «una canzone d’amore per la solitudine», spiegando quanto sia importante imparare a convivere con i momenti trascorsi lontano dagli altri. «È bene saperci stare insieme alla solitudine. Come il silenzio, come il non farsi vedere per forza», osserva nell’intervista, collegando questa riflessione alla figura di Napoleone e al tema della sconfitta.

«Siamo tutti un po’ perdenti con la vittoria in tasca, no? Napoleone è una figura bella, romantica», aggiunge il cantautore, che continua a trovare nei personaggi imperfetti e nelle storie apparentemente marginali una fonte importante di ispirazione.

Il rapporto con l’amore e la necessità di stare da solo per scrivere

La solitudine non è soltanto il tema del nuovo singolo, ma anche una condizione che accompagna da sempre il lavoro di Lucio Corsi. Per concentrarsi sulla scrittura, il musicista sente il bisogno di isolarsi e dedicare completamente la propria attenzione alle canzoni, anche quando questa scelta diventa difficile da conciliare con i rapporti personali.

«La solitudine mi è sempre servita tanto per scrivere, per dedicarmi alle canzoni, perché serve la testa totalmente concentrata in quello che deve essere quasi un’ossessione», racconta a Tgcom24.

Quando il discorso si sposta sulle relazioni sentimentali e sugli insegnamenti ricevuti da un amore finito, Corsi risponde senza cercare spiegazioni elaborate: «Non ci ho capito niente io, dell’amore a oggi». La musica continua infatti a occupare uno spazio predominante nella sua quotidianità, tanto da fargli avvertire un disagio quando deve dedicarsi ad altro.

«Sento proprio una mancanza quando devo usare del tempo non per la musica», ammette, riconoscendo che questa dedizione assoluta può rappresentare anche una difficoltà. «È anche un problema. Però… mi piace troppo questo problema».

«Una canzone sul vento, sulle onde, per me è una canzone di protesta»

Nell’intervista Lucio Corsi affronta anche il rapporto tra musica e impegno sociale, spiegando perché non ritenga necessario trasformare ogni canzone in una dichiarazione esplicita sugli avvenimenti contemporanei. Il confronto con l’attualità, sottolinea, avviene anche attraverso gli incontri personali e le conversazioni quotidiane.

«Con le persone che incontro, parlo di quello che accade e cerco, sono incuriosito da quello che pensano gli altri e di dire anche la mia», spiega.

La dimensione artistica resta invece uno spazio nel quale utilizzare liberamente la fantasia, anche per raccontare temi che sembrano lontani dalla politica. «Una canzone sul vento, sulle onde, per me è una canzone di protesta vera e propria», afferma, attribuendo all’immaginazione la capacità di offrire prospettive differenti sulla realtà.

Per il cantautore, il punto centrale è «Non aver paura di ciò che è strano, diverso, di ciò che è immaginabile. È un po’ lì la questione». Tra i suoi riferimenti cita Randy Newman, apprezzato per la capacità di raccontare anche punti di vista lontani dal proprio, mettendone in evidenza le contraddizioni.

Lucio Corsi: «La musica è trasparente, non si vede, non c’è»

La riflessione sul valore dell’immaginazione conduce Corsi a una definizione particolarmente suggestiva della musica, che considera qualcosa di immateriale e proprio per questo capace di assumere un significato poetico.

«La musica è trasparente, non si vede, non c’è. È una cosa, ma è poetica per quello, proprio per la sua assenza. È un fantasma», dichiara durante la conversazione.

Una concezione che permette di comprendere anche il suo rapporto con le aspettative esterne. Corsi non sente il bisogno di intervenire continuamente attraverso i social o di trasformare la propria visibilità in uno strumento per commentare ogni avvenimento. Preferisce affidare alle canzoni e ai rapporti diretti con le persone il compito di esprimere il proprio punto di vista.

«Prendo posizione facendo canzoni e parlando con le persone che incontro», chiarisce, ribadendo una scelta che mette al centro l’autonomia artistica.

Dopo Sanremo ed Eurovision: «Mantenere la popolarità a tutti i costi mi porterebbe a fare delle cavolate»

Il successo ottenuto con Volevo essere un duro, secondo classificato al Festival di Sanremo 2025 e vincitore del Premio della Critica Mia Martini, ha portato Lucio Corsi a raggiungere un pubblico molto più ampio. La successiva partecipazione all’Eurovision Song Contest, conclusa al quinto posto, ha rafforzato ulteriormente la sua popolarità, senza però modificare l’idea che il cantante ha del proprio percorso.

Corsi riconosce l’importanza dell’affetto ricevuto, ma non vuole che la necessità di conservare il successo condizioni le sue decisioni artistiche. «La parabola è naturale, sarà sempre così per tutti noi, la vita va su e giù e non deve essere un peso, deve essere anzi una consapevolezza», osserva.

Il rischio, secondo lui, sarebbe quello di cominciare a prendere decisioni soltanto per rimanere al centro dell’attenzione. «Il fatto di cercare di mantenere la popolarità a tutti i costi mi porterebbe a fare delle cavolate», spiega, aggiungendo che la conseguenza che lo preoccuperebbe maggiormente sarebbe avere meno occasioni per esibirsi dal vivo.

«La cosa che mi preoccuperebbe è magari poter fare meno concerti», confessa, confermando quanto il rapporto con il pubblico continui a rappresentare una parte essenziale del suo lavoro.

Il nuovo studio con Tommaso Ottomano e la libertà di creare senza orari

Un’altra novità importante nella vita professionale del cantautore riguarda lo studio di registrazione condiviso con Tommaso Ottomano, inaugurato nel maggio 2026. Si tratta di uno spazio che conserva l’aspetto di un vecchio studio jazz degli anni Settanta, con arredi e dettagli rimasti sostanzialmente intatti.

La scelta di avere un luogo nel quale lavorare liberamente nasce dall’esigenza di non dipendere dagli orari di una struttura tradizionale e di poter registrare un’idea nel momento in cui prende forma. «Volevamo trovare un modo per catturare quel tipo di momenti», racconta Corsi, spiegando quanto sia importante assecondare le intuizioni creative senza dover interrompere continuamente il lavoro.

Il musicista è particolarmente affezionato all’atmosfera del locale. «È un miracolo che sia rimasto intatto, c’è sempre meno di luoghi rimasti con quel tipo di… Si vede che hanno avuto cura di mantenere il luogo com’era. Ora è il nostro covo», afferma.

Proprio in questo studio è stato registrato Napoleone Buonanotte, il primo brano realizzato nella nuova sede.

Lucio Corsi nei palasport: Firenze, Roma e Milano tra novembre e dicembre

La pubblicazione del singolo anticipa anche una nuova esperienza dal vivo. Per la prima volta Lucio Corsi si esibirà nei palasport, con tre concerti in programma tra novembre e dicembre 2026: il 27 novembre al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 5 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma e l’11 dicembre all’Unipol Forum di Milano.

Nonostante il passaggio a strutture più grandi, l’artista non vuole rinunciare alle dimensioni ridotte dei locali nei quali ha suonato per molti anni. Prima dei concerti continuerà infatti a esibirsi in contesti più raccolti, anche per provare i brani insieme alla band e preparare lo spettacolo.

«Ogni palco ha la sua dignità pari», sottolinea, ricordando il valore delle esperienze precedenti. «Non perché facciamo tre palazzetti dobbiamo smettere di poterci andare a suonare».

Durante i prossimi appuntamenti presenterà anche alcune canzoni inedite, ancora in fase di lavorazione, mentre per il nuovo album non intende imporsi scadenze. «Mi piglio il tempo che mi serve per fare un disco di cui essere soddisfatto al 100% e poi mi muoverò quando avrò tutte le cose pronte», conclude.

magazine Attualità