Dai piccoli palchi alle grandi arene, senza perdere la propria identità. Il ritorno dei Fontaines D.C. a Bologna racconta meglio di qualsiasi classifica la crescita del gruppo nato a Dublino nel 2014. Dopo i concerti all’Arena Puccini nel 2022 e al Sequoie Music Park nel 2025, Grian Chatten e compagni sono approdati all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno per la loro più importante esibizione italiana, con circa 14mila spettatori e i biglietti esauriti.
Ad aprire la serata sono stati i Chalk, prima dell’ingresso sul palco dei cinque musicisti irlandesi, accolti da un pubblico pronto a seguire ogni passaggio di uno spettacolo costruito più sulla forza delle canzoni che sulle parole.
L’omaggio a Mina e l’inizio dello spettacolo
La sorpresa è arrivata ancora prima del primo brano. Nell’Arena sono risuonate le note di Se telefonando, nell’interpretazione di Mina, artista che ha influenzato il nuovo percorso creativo della band. Grian Chatten ha accompagnato il momento con un breve commento in italiano, «Bella voce», prima di dare inizio al concerto.
Dopo Tongue, Here’s the Thing e Nabokov, l’esecuzione di Boys in the Better Land ha impresso un’accelerazione alla serata. Il frontman, con una maglietta recante la scritta Dublin Vision, ha guidato la formazione attraverso un repertorio capace di alternare tensione, malinconia e improvvise esplosioni sonore.
La scaletta del concerto: i grandi successi e le nuove canzoni
Il concerto ha dato ampio spazio a Dopamine Chamber, quinto album dei Fontaines D.C., pubblicato il 16 ottobre. Accanto alle nuove composizioni non sono mancati brani come Jackie Down the Line, Roman Holiday, A Hero’s Death e In the Modern World, accolto con particolare partecipazione dal pubblico.
Uno dei momenti più delicati ha riguardato Happy for You, interrotta per un’emergenza medica tra gli spettatori e successivamente ripresa. La band ha poi proseguito con Big Shot, Death Kink, Mimesis, Bug e Favourite, prima di chiudere la parte principale dello spettacolo con Starburster.
Il messaggio di Grian Chatten e i cori del pubblico
La serata ha lasciato spazio anche a un momento di partecipazione collettiva. Durante il concerto Chatten ha pronunciato lo slogan «Free Palestine», ricevendo la risposta degli spettatori.
Prima del ritorno della band sul palco per i bis, dall’Arena si è levato il coro «Siamo tutti antifascisti». Un passaggio che ha accompagnato il finale, affidato a Japan, Six Shot Morning, I Love You e Where Is Gone?, con i colori della bandiera irlandese sullo sfondo.
Dal nuovo album al ritorno in Italia nel 2027
Il concerto bolognese ha mostrato anche la trasformazione musicale dei Fontaines D.C., sempre più lontani dai confini del post-punk degli esordi. Dopamine Chamber, registrato tra Londra, la campagna inglese e Palermo, porta avanti questa ricerca attraverso sonorità più articolate e suggestioni legate anche alla musica italiana degli anni Sessanta.
Il rapporto con Bologna si è esteso oltre l’esibizione: prima del concerto alcuni componenti del gruppo hanno trascorso del tempo in città, mentre dopo lo spettacolo era previsto un DJ set al Locomotiv Club.
Per il pubblico italiano, intanto, sono già fissati due nuovi appuntamenti: il 18 giugno 2027 a Rock in Roma e il 19 giugno all’Ippodromo Snai San Siro di Milano.
Dopo il tutto esaurito del 26 ottobre, i Fontaines D.C. lasciano Bologna con un’altra tappa importante della loro carriera: quella di una band capace di riempire un’Arena mantenendo al centro della scena, prima di tutto, la propria musica.
