Cesare Cremonini, da Amateur al nuovo tour: “È un po’ un reiniziare per me. La scaletta? Farò canzoni che non ho fatto spesso in passato”

Cesare Cremonini si racconta a Radio Kiss Kiss: dal nuovo album AMATEUR alla sfida agli algoritmi, fino all'AMATOUR 2026. Il cantautore svela le novità della scaletta, la scelta di riportare la musica al centro dei concerti e le emozioni vissute dopo gli spettacoli negli stadi.

Cesare Cremonini torna a parlare di musica, emozioni e del suo nuovo album Amateur, il decimo di inediti, pubblicato il 23 ottobre 2026. Ospite di Lucilla e Paolo a Kiss Kiss Trend Zone, il cantautore bolognese si è collegato direttamente dal suo studio di registrazione, raccontando la nascita del disco, la passione per gli strumenti e il desiderio di ritrovare un modo di fare musica sempre meno presente nell’attuale panorama discografico. Spazio anche ai preparativi dell’AMATOUR, la tournée nei palasport che prenderà il via il 24 novembre da Ancona.

Le chitarre sognate da ragazzo e il ricordo di B.B. King

L’intervista si è aperta con una curiosità di Lucilla sulle numerose chitarre custodite nello studio bolognese. Cremonini ha raccontato di aver iniziato a collezionarle dopo il successo, ricordando quando da adolescente poteva soltanto ammirarle nelle vetrine dei negozi.

«Io ho iniziato a fare questo mestiere che avevo 18 anni, il mio primo disco l’ho pubblicato a 18 anni. Il sogno della chitarra, no? Quella che ti fa appannare la vetrina del negozio dove passi di pomeriggio, non puoi ancora permettertela. Chiunque suoni sa di cosa parlo, insomma».

Quando Lucilla ha citato Lucille, la celebre chitarra di B.B. King, il cantautore ha ricordato un desiderio particolarmente importante della sua adolescenza. «Quando avevo 16 anni la chitarra che io sognavo di possedere più di ogni altra era proprio quella di B.B. King, e quindi è un ricordo particolare».

Ogni strumento, oggi, conserva una storia legata ai luoghi visitati e ai momenti di creatività.

«Ogni chitarra ha una sua personalità, ma più che altro, più che un nome, ha un luogo dove la prendi e quindi ti ricorda magari quell’estate in quell’isola oppure in quella vacanza che hai fatto in America e spesso si compra una chitarra e poi si prova subito a scriversi una canzone. E per ogni chitarra più o meno uno scrive una canzone nuova».

Il sassofono protagonista del nuovo disco e del tour

Un ruolo fondamentale nella realizzazione di Amateur è stato quello del sassofono, strumento che Cremonini ha iniziato a studiare con particolare dedizione negli ultimi anni. «Il sassofono ha condizionato completamente la creazione di questo nuovo disco che è appena uscito».

Il cantautore ha spiegato che imparare qualcosa di nuovo rappresenta per lui un’esigenza che va oltre la professione: «Sono legato all’idea che continuare a studiare qualcosa faccia del bene a me come persona, al di là di me come cantante, come autore, come artista. E poi in questo caso particolare il sassofono ha creato un universo musicale al quale io ho fatto ruotare tutte le canzoni».

Lo strumento sarà protagonista anche della tournée, grazie alla presenza di una sezione fiati particolarmente importante.

«E infatti in tour, noi saremo presto in tour, saremo in tour dal 27 di novembre, avrà una sezione fiati molto importante, io stesso suonerò il sassofono, ci sarà con me Donny McCaslin, che è uno dei più grandi sassofonisti al mondo, quindi sono in buona compagnia per migliorare ancora un pochino».

Cesare Cremonini racconta Amateur: «Mi sento un po’ orfano della musica del passato»

Il decimo album di inediti nasce dal desiderio di recuperare un linguaggio musicale che Cremonini sente sempre meno presente nel panorama contemporaneo. Interrogato dai conduttori sulle influenze di artisti come Claudio Baglioni, David Bowie e Lucio Dalla, il cantante ha spiegato:

«Ma sono un po’ esplose, perché ne sento una mancanza in generale, nel senso che mi sento un po’ orfano. Sono di una generazione che ha ascoltato la musica del passato, che è cresciuta con la musica del passato, ed è entrata ovviamente per ragioni anagrafiche nel mondo attuale, nel mondo digitale, nel mondo più urban».

Una scelta che nasce soprattutto dalla volontà di ascoltare nuovamente canzoni costruite attorno agli strumenti e al piacere di suonare insieme.

«Mi accorgevo che ogni volta che mettevo la radio mi fermavo solo quando sentivo quel tipo di musica. Era una necessità personale anche. Spero di incontrare la necessità anche di tanti ascoltatori di musica che magari, come me, sentono un po’ la mancanza di quel tipo di canzoni, di strumenti, di intensità e anche di gioia di suonare insieme. E quindi ho fatto quello che sentivo, ed è stato esplosivo proprio perché forse mi mancava da un po’ di tempo».

La provocazione sul fallimento: «Questo disco l’algoritmo non lo può comprendere»

Durante la conversazione è tornata anche una dichiarazione rilasciata da Cremonini in occasione della presentazione dell’album, quando aveva parlato della possibilità che il nuovo lavoro rappresentasse un fallimento discografico. Un’espressione provocatoria, legata alla difficoltà di conciliare la libertà artistica con le logiche del mercato.

«La mia battuta sul fallimento è una battuta che condivido ancora, nel senso che oggi per poter dire che una cosa è importante, che è completa, che è un lavoro che ha un senso, un significato, che esce dalla tua carriera, cerca di avere un significato anche per la strada che la musica italiana deve fare e sta facendo, l’unico modo per descriverlo è il fallimento nel senso che non c’è più spazio in un mondo algoritmico come quello di oggi di cambiare i risultati di un album».

Il cantante ha poi spiegato perché ritiene il concerto uno spazio ancora capace di misurare il rapporto autentico tra un artista e il suo pubblico.

«Quello che possiamo fare è portarlo dal vivo e lì contano ancora le cose che sono sempre contate, cioè ogni biglietto è una persona, ogni persona che parla di un concerto a qualcun’altra la invoglia a comprare un biglietto, ad andarci e viceversa ovviamente».

Per Cremonini, Amateur rappresenta proprio il tentativo di uscire da un sistema nel quale il valore della musica rischia di essere identificato esclusivamente con i numeri.

«Quindi il mio era un modo per dire che questo disco l’algoritmo non lo riesce nemmeno a percepire, non lo può comprendere, non lo può sposare. Lo dico con grande serenità, con grande gioia anche, perché l’ho fatto anche per questo, l’ho fatto anche per uscire da quel territorio. Quindi se dovesse funzionare mi dovrei porre delle domande».

L’emozione di ascoltare le nuove canzoni in radio

Durante l’intervista sono stati trasmessi anche alcuni brani del nuovo album, tra cui Non lo diciamo a nessuno e Cose molto piccole. Cremonini ha raccontato l’emozione di ascoltare per la prima volta quelle registrazioni in radio, ripensando ai momenti trascorsi in studio.

«Mi stavo godendo per la prima volta una canzone del nuovo disco in radio, perché è sempre emozionante. Le ascolto per la prima volta in radio e mi tornano in mente tutti i momenti che ho vissuto nel realizzarlo. Quindi ogni assolo di chitarra, ogni suono mi ricorda i momenti in cui è stato realizzato, i momenti in cui ho cantato con Malika. Per chi fa questo mestiere sentire una canzone è un pieno di sensazioni, perché quella canzone si porta dentro di sé una fase creativa molto lunga, molto articolata, di tentativi e di amore verso quello che fai».

AMATOUR 2026, Cremonini cambia i concerti: «È un po’ un reiniziare per me»

Parlando degli spettacoli in preparazione, Cremonini ha anticipato l’intenzione di ridurre la componente scenografica che ha caratterizzato i precedenti tour negli stadi, per concentrare maggiormente l’attenzione sull’esecuzione musicale.

«Ci ho lavorato anche stamattina presto, presto, perché il mio team di lavoro con cui creiamo lo spettacolo inizia a farmi pressione, giustamente. Però è un tour questo che ha bisogno di un lavoro particolare, perché è un po’ un reiniziare per me».

Il cantante vuole proporre un’esperienza diversa, nella quale siano soprattutto gli strumenti e le canzoni a guidare lo spettacolo.

«Nel senso che voglio importare nel mondo del live italiano un modo di fare spettacoli che non ho mai fatto, che è ovviamente in riduzione rispetto ai precedenti show in cui la parte diciamo di produzione cercava di essere sempre molto spettacolare. Vorrei che fosse proprio la musica e il suonare la cosa che trasmetto con più verità e quindi la scaletta deve tornare anche utile a questo».

La scelta riguarderà anche il repertorio, con la possibilità di ascoltare canzoni meno presenti nei concerti degli ultimi anni.

«Quindi farò delle canzoni che magari non ho fatto spesso in passato, magari forse anche meno conosciute, ma che hanno tanta musica dentro».

Dopo i concerti arriva il vuoto: «È come se finisse il sogno»

Paolo e Lucilla hanno poi ricordato alcune immagini dello speciale televisivo della Rai dedicato al tour estivo, soffermandosi sul momento in cui Cremonini lascia lo stadio dopo aver salutato il pubblico.

Il cantante ha raccontato le emozioni che accompagnano il ritorno alla normalità dopo uno spettacolo.

«Quando esci dal concerto sei adrenalinico, quindi praticamente sei in paradiso, ti senti grato per quello che hai dato, per quello che sei riuscito a ricevere, perché comunque l’amore che ti chiede il pubblico lo devi portare e lo devi creare dentro di te perché ci sia».

L’adrenalina, però, non dura per sempre e nelle ore successive possono emergere sensazioni contrastanti.

«Quando vai a letto invece poi cala l’adrenalina e quindi magari hai anche dei momenti in cui non sei nemmeno troppo felice, non so perché. È come se finisse il sogno».

Il giorno dopo rappresenta invece il momento in cui tutto ciò che è accaduto acquista un significato più profondo.

«E invece il giorno dopo è il momento più bello, perché cominci a razionalizzare ciò che ti è successo e la tua felicità diventa concreta. Non è più adrenalinica, ma è proprio qualcosa che diventa il bagaglio della tua vita».

Gli auguri di Cremonini a Radio Kiss Kiss per i 50 anni

Prima dei saluti, Cesare Cremonini ha voluto rivolgere un augurio speciale a Radio Kiss Kiss, che quest’anno celebra i 50 anni.

«È bello sapere che c’è una radio così importante che continua negli anni a essere molto credibile, molto felice di avere un rapporto col pubblico così attaccato, e questo io lo so perché ovviamente facendo questo mestiere conosco molte cose, di retroscena del mondo dello spettacolo e Radio Kiss Kiss è veramente una delle radio più amate in Italia e ha un pubblico di affezionati speciali, un pubblico molto bello che spero di vedere presto».

Cesare Cremonini, tutte le date dell’AMATOUR 2026

Il nuovo tour nei palasport partirà il 24 novembre 2026 con la data zero di Ancona, mentre dal 27 novembre prenderanno il via gli appuntamenti di Bologna. Dopo le tappe nel capoluogo emiliano, Cremonini raggiungerà Torino e Milano, dove concluderà la tournée il 21 dicembre.

Il calendario dei sedici concerti:

  • 24 novembre: Ancona, PalaPrometeo
  • 27, 28 e 30 novembre: Bologna, Unipol Arena
  • 2, 4, 5 e 6 dicembre: Bologna, Unipol Arena
  • 9, 10 e 12 dicembre: Torino, Inalpi Arena
  • 15, 16, 18, 19 e 21 dicembre: Milano, Unipol Forum

L’AMATOUR porterà così sul palco le canzoni del nuovo disco insieme a una selezione del repertorio di Cremonini, con una formazione arricchita dai fiati e uno spettacolo pensato per dare maggiore spazio alla musica dal vivo.

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