Un richiamo alla pace, alla convivenza e alla responsabilità collettiva arriva dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che domenica 25 ottobre 2026 ha inviato un messaggio a Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, in occasione dell’incontro internazionale intitolato Pace Disarmata e Disarmante.
Il Capo dello Stato ha ricordato il quarantesimo anniversario dello storico incontro di preghiera promosso da Giovanni Paolo II ad Assisi nel 1986, quando rappresentanti di diverse religioni si riunirono per testimoniare il valore della fraternità. Un evento definito da Mattarella «profetico», perché fondato su un principio che conserva oggi tutta la sua importanza: «non si può uccidere, non si può sfruttare, non si può sottomettere in nome di Dio».
Dall’Ucraina a Gaza, il richiamo al rispetto della dignità umana
Nel suo intervento, Mattarella ha rivolto l’attenzione ai conflitti che continuano a provocare sofferenze tra le popolazioni civili, citando espressamente l’Ucraina, Gaza e la Palestina. Il Presidente ha ricordato anche le numerose comunità colpite da guerre e violenze le cui richieste di pace faticano a raggiungere l’opinione pubblica internazionale.
Da qui l’invito a recuperare il valore del diritto internazionale e a riconoscere nella dignità della persona un principio fondamentale per orientare le decisioni politiche e i comportamenti degli Stati. Il messaggio richiama la necessità di ricostruire condizioni di convivenza attraverso la cooperazione, superando le logiche di dominio che continuano ad alimentare divisioni e conflitti.
Il ruolo delle religioni: dialogo, solidarietà e rispetto delle differenze
Un passaggio centrale riguarda il contributo che le comunità religiose possono offrire alla costruzione della pace. Mattarella ha riconosciuto l’importanza dell’impegno portato avanti negli anni dalla Comunità di Sant’Egidio, capace di mantenere vivo lo spirito dell’incontro di Assisi attraverso iniziative internazionali dedicate al dialogo.
Secondo il Presidente, le religioni possono contribuire a contrastare la diffidenza e le contrapposizioni, promuovendo solidarietà, rispetto delle diversità e fiducia reciproca. Un impegno che assume particolare significato mentre Assisi si prepara alle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco.
Mattarella richiama governi e cittadini: «L’inerzia è ingiustificabile»
Il messaggio non si limita alle responsabilità delle istituzioni. Mattarella ha sottolineato che guerre, povertà, discriminazioni e sopraffazioni derivano da comportamenti umani e richiedono quindi un impegno concreto per essere contrastate.
«L’inerzia è ingiustificabile», ha affermato il Capo dello Stato, ricordando che la costruzione della pace riguarda certamente governi e organismi istituzionali, ma coinvolge anche ogni singolo cittadino.
Il Presidente invita così a superare i pregiudizi, ricostruire condizioni di giustizia e difendere le libertà dove sono state compromesse, attraverso scelte quotidiane improntate alla responsabilità.
Il messaggio di Mattarella riafferma un principio preciso: nessuna convinzione religiosa può giustificare violenza, sfruttamento o oppressione. La pace richiede il contributo delle istituzioni, delle comunità e dei cittadini, attraverso il rispetto della dignità umana e il rifiuto di ogni forma di sopraffazione.

