Kasia Smutniak e il ricordo di Pietro Taricone: il gesto della figlia Sophie che l’ha emozionata

Il documentario Mustang, presentato il 19 ottobre alla Festa del Cinema di Roma, esplora il legame di Kasia Smutniak e la figlia Sophie con il Nepal di Mustang, nella memoria di Pietro Taricone: un’opera che unisce ricordi, promesse e un primo viaggio in solitaria.

Un viaggio iniziato più di vent’anni fa, una promessa mantenuta e una figlia che sceglie autonomamente come avvicinarsi alla memoria del padre. Kasia Smutniak ha presentato alla Festa del Cinema di Roma Mustang, il documentario che intreccia la sua storia con Pietro Taricone e il legame costruito nel tempo con una piccola comunità del Nepal. Al centro del racconto c’è anche Sophie, figlia dell’attrice e dell’ex concorrente del Grande Fratello, scomparso nel 2010 in un incidente di paracadutismo.

Kasia Smutniak e il ricordo di Pietro Taricone

La storia comincia nel 2003, quando Kasia e Pietro raggiungono la regione del Mustang, sull’Himalaya, portando con sé una videocamera per documentare il viaggio. Un’esperienza destinata a trasformarsi in un progetto concreto: la costruzione di una scuola per i bambini del villaggio di Ghami, inaugurata nel 2016.

Nel documentario, presentato il 19 ottobre, le immagini private della coppia si alternano a quelle della comunità, oggi alle prese con lo spopolamento e con le difficoltà che minacciano il futuro della scuola.

Sophie e la videocamera del padre: «Non volevo darle questa responsabilità»

Smutniak ha raccontato a La Repubblica di aver lavorato per anni al progetto senza trovare la prospettiva giusta, proprio perché non voleva affidare alla figlia il peso di una storia tanto personale.

La svolta è arrivata quando Sophie, ormai diciannovenne, ha deciso di partire da sola per il Nepal e ha chiesto alla madre dove fosse la vecchia telecamera di Pietro.

«Nel momento in cui mi ha chiesto “Dov’è la telecamera di papà?” ho capito che quella sarebbe stata la chiave del racconto», ha spiegato l’attrice.

La ragazza ha utilizzato quello stesso strumento durante il viaggio ed è diventata la voce narrante del documentario, costruendo un rapporto personale con i luoghi conosciuti dai genitori.

«Volevo trasmetterle la libertà di scegliere»

Per Kasia, la partecipazione di Sophie non doveva essere un obbligo, ma una decisione maturata liberamente. Prima della partenza le aveva lasciato la possibilità di filmare oppure no, senza imporle alcuna responsabilità.

L’attrice ha spiegato di aver sempre desiderato trasmettere ai figli «l’idea della libertà di scelta, di essere se stessi, di seguire la propria strada qualsiasi cosa accada».

Un principio che attraversa anche Mustang, dove la memoria di Pietro Taricone non diventa soltanto il racconto di una perdita, ma parte di un percorso che continua attraverso nuove generazioni.

Mustang, quando arriva al cinema

Diretto da Kasia Smutniak e prodotto da Fandango con Luce Cinecittà, Mustang arriverà nelle sale italiane il 23 novembre 2026.

Il documentario attraversa ventitré anni di vita e racconta anche i cambiamenti del territorio nepalese, dove la scuola nata dalla promessa di Kasia e Pietro rischia oggi di chiudere.

È una storia di affetti e trasformazioni nella quale Smutniak sceglie di non imporre alla figlia il proprio modo di ricordare, lasciandole la libertà di trovare il suo.

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