La Formula 1 tornerà ufficialmente a correre in Africa. Il Ruanda ospiterà un nuovo Gran Premio con un accordo della durata di dieci anni, a partire dall’inizio degli anni Trenta. La gara si disputerà su un circuito completamente nuovo, in costruzione a Bugesera, circa 40 chilometri a sud di Kigali. Non è stata ancora comunicata la stagione esatta del debutto.
La Formula 1 torna in Africa dopo oltre trent’anni
L’ultima gara disputata nel continente africano risale al 14 marzo 1993, quando il Mondiale fece tappa a Kyalami, in Sudafrica.
Quella corsa venne vinta da Alain Prost davanti ad Ayrton Senna. Da allora l’Africa è rimasta fuori dal calendario della Formula 1, nonostante negli ultimi anni si fosse parlato più volte di un possibile ritorno.
Tra le soluzioni prese in considerazione c’erano il Sudafrica, il Marocco e il Ruanda. Alla fine è stata scelta proprio quest’ultima destinazione.
Un contratto di dieci anni per il Gran Premio d’Africa
L’accordo prevede la presenza del Gran Premio d’Africa nel calendario per dieci stagioni.
La prima gara verrà organizzata soltanto quando sarà completato il nuovo circuito di Bugesera, la cui apertura è prevista all’inizio del prossimo decennio.
Non è stato ancora indicato l’anno esatto della prima edizione. Anche i dettagli relativi allo sviluppo dell’impianto e all’organizzazione del weekend di gara verranno annunciati successivamente.
Il nuovo circuito sorgerà a Bugesera
Il tracciato sarà costruito a circa 40 chilometri a sud di Kigali e vicino al nuovo Aeroporto Internazionale della capitale.
Il progetto punta a integrare il circuito nel paesaggio naturale della zona, sfruttando anche i cambi di elevazione per creare una pista impegnativa per i piloti e spettacolare per il pubblico.
L’impianto non verrà utilizzato esclusivamente dalla Formula 1. L’obiettivo è trasformarlo in una struttura attiva durante tutto l’anno, capace di ospitare gare internazionali, grandi eventi, congressi e spettacoli.
Un progetto pensato anche per il territorio
Il ritorno della Formula 1 in Africa viene presentato come parte di un piano molto più ampio.
L’intenzione è utilizzare il Gran Premio come strumento per favorire lo sviluppo del turismo, delle infrastrutture e degli investimenti in Ruanda.
Il progetto punta anche alla creazione di posti di lavoro, allo sviluppo delle competenze locali e alla nascita di nuove opportunità per imprese e comunità.
Il desiderio di Lewis Hamilton diventa realtà
Lewis Hamilton aveva chiesto più volte il ritorno della Formula 1 nel continente africano.
Già nel 2020 aveva sottolineato l’importanza di organizzare una gara capace non soltanto di generare ricavi, ma anche di lasciare qualcosa di concreto alle comunità locali.
«La Formula 1 deve diventare uno sport che va in un posto e lascia qualcosa che possa davvero aiutare le comunità», aveva spiegato.
L’anno successivo aveva ribadito il concetto: «Per avere un campionato del mondo completo, dovremmo tornare a correre in Africa».
Più di 100 milioni di tifosi nel continente
La Formula 1 considera l’Africa uno dei mercati con il maggiore potenziale di crescita.
Nel continente ci sarebbero già oltre 100 milioni di appassionati, mentre nei principali mercati dell’Africa subsahariana quasi il 60% dei tifosi avrebbe meno di 35 anni.
Il ritorno del Mondiale punta quindi anche ad avvicinare nuove generazioni e a favorire la crescita dell’automobilismo africano.
Paul Kagame: «Un investimento nel futuro del Ruanda»
Il presidente ruandese Paul Kagame ha sottolineato come il progetto non sia stato pensato soltanto per ospitare un fine settimana di Formula 1.
«Questa partnership di dieci anni è anche un investimento nel futuro del Ruanda. Il circuito di Bugesera, insieme al nuovo aeroporto internazionale, creerà lavoro, competenze, turismo e nuove opportunità imprenditoriali».
L’obiettivo dichiarato è quindi lasciare benefici che possano durare molto più a lungo rispetto al singolo evento sportivo.
Ben Sulayem: «Creare un’eredità duratura»
Anche il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem ha evidenziato l’importanza del progetto per il futuro del motorsport.
«Questo accordo vuole creare un’eredità duratura, ispirare le nuove generazioni, sviluppare talenti e aprire nuove opportunità per l’automobilismo in Africa e oltre».
L’accessibilità e l’espansione verso nuove comunità vengono considerate elementi centrali della strategia futura.
Domenicali: «Molto più di un Gran Premio»
Stefano Domenicali ha ribadito che l’accordo con il Ruanda va oltre l’organizzazione di una semplice gara.
«Questo va molto oltre l’organizzazione di un Gran Premio. Insieme possiamo generare benefici economici e sociali duraturi attraverso turismo, investimenti, sviluppo delle competizioni professionali e crescita delle imprese locali».
Dopo l’ultima gara africana del 1993, la Formula 1 si prepara così a riaprire un capitolo rimasto fermo per decenni, con il Ruanda destinato a diventare una nuova tappa stabile del Mondiale.