Stefano De Martino svela il suo Sanremo 2027: “Mi ispiro a Pippo Baudo”

Stefano De Martino racconta alla festa di Fanpage il suo Sanremo 2027: un Festival «popolare, non populista», ispirato a Pippo Baudo, con più spazio al pubblico e libertà di espressione.

Stefano De Martino comincia a delineare il suo primo Festival di Sanremo da conduttore e direttore artistico. Intervenuto al Rumore Festival di Roma, il volto di Affari Tuoi ha spiegato la filosofia con cui intende affrontare l’edizione 2027, in programma dal 16 al 20 febbraio. Un Sanremo che vuole essere «popolare, non populista», con la musica al centro, maggiore spazio al pubblico e un riferimento dichiarato: Pippo Baudo.

De Martino racconta perché ha accettato Sanremo

Per De Martino, la conduzione del Festival rappresenta la naturale evoluzione di un percorso costruito negli anni.

«Ogni volta che mi proponevano un traguardo lo vedevo come un obiettivo da raggiungere. Poi, quando si è presentata l’opportunità per Sanremo, ho capito che poteva essere la prossima grande sfida», ha raccontato.

A convincerlo è stata anche la compattezza mostrata dalla Rai nei suoi confronti: «Quando vedi l’azienda con un parere unanime e persone più grandi di te che dicono “crediamo in te”, ti senti di dire sì».

Nella decisione ha avuto un peso anche un momento personale particolarmente difficile, legato alla morte del padre.

«Nella mia vita è successo qualcosa che ti fa capire che non sempre abbiamo il tempo di fare una cosa. E allora mi sono detto: ma cosa sto aspettando? Forse era solo il timore di non essere all’altezza».

«Sanremo sarà popolare, non populista»

Il conduttore ha chiarito subito quale sarà il principio alla base della sua edizione.

«Sanremo populista? No, popolare. Il nostro lavoro deve essere popolare perché siamo giudicati dagli ascolti, dai biglietti e dagli streaming».

L’obiettivo sarà quindi costruire un Festival capace di incontrare realmente il pubblico, senza inseguirne semplicemente i gusti.

De Martino ha spiegato che il sistema di voto crea durante la settimana sanremese una sorta di filtro formato da stampa, radio e pubblico, mentre una volta terminato il Festival il successo degli artisti viene misurato soprattutto attraverso streaming e biglietti venduti.

Per questo motivo, uno degli obiettivi sarà rendere il risultato finale il più possibile vicino a quello che accadrà nelle classifiche nelle settimane successive.

Più spazio al pubblico e una nuova serata performance

Tra le novità regolamentari del Festival 2027 ci sarà un maggiore coinvolgimento del pubblico nel voto, anche attraverso strumenti online.

De Martino ha inoltre confermato l’introduzione di una nuova serata performance, pensata per variare ulteriormente il ritmo della gara.

«La serata delle cover è sempre molto attesa perché spezza la routine, così offriremo un’ulteriore variazione».

Il nuovo meccanismo potrebbe anche produrre due vincitori differenti: quello della serata performance, destinato all’Eurovision Song Contest, e quello del Festival vero e proprio.

«Potrebbe accadere che si determinino due vincitori diversi, ed è divertente che si esprimano cose differenti nelle due gare».

Pippo Baudo è il modello: «Fai il tuo Sanremo e divertiti»

Il riferimento principale di Stefano De Martino resta Pippo Baudo.

«Per me l’ideale massimo è Pippo Baudo. Dal suo Sanremo capivi esattamente in che anno ti trovavi, perché non aveva timore di raccontare la contemporaneità e segnare il proprio tempo».

De Martino ne apprezza soprattutto la capacità di costruire un Festival personale senza cercare di accontentare tutti.

«Baudo era molto popolare e poco populista. Non devi intercettare il gusto del pubblico, devi fare ciò che ti piace e sperare che incontri il gusto della gente».

Una filosofia che il conduttore sintetizza così: «Metodo Baudo: fai il tuo Sanremo e divertiti».

Sanremo 2027 e politica: «Il palco sarà aperto a tutti»

L’edizione 2027 cadrà in un periodo politicamente delicato, ma De Martino non intende trasformare il Festival in un’arena di propaganda.

«Tutto è politica ed è giusto che anche un palco come Sanremo venga giudicato per quello che si dice».

Il conduttore ha però ribadito la volontà di garantire pluralismo e libertà di espressione: «Le opinioni diverse e contrastanti sono un valore. La politica migliore si fa anche attraverso l’arte e la musica».

In caso di campagna elettorale, il principio sarà quello della par condicio, con il palco dell’Ariston disponibile per sensibilità differenti.

«Sono fan delle opinioni, non sarà tutto bianco o nero. Cercherò il più possibile di garantire la libertà di espressione per tutti».

«Sanremo è una gara di canzoni, non si decide della vita di nessuno»

De Martino ha infine provato a ridimensionare la pressione che inevitabilmente accompagna il Festival.

«La difficoltà è dribblare chi ti dice che sia una cosa decisiva per il mondo. Con tutta la serietà e il rispetto, non si decide della vita e della morte di nessuno: se volevo responsabilità grandi facevo il cardiochirurgo».

Per il conduttore, Sanremo resta soprattutto «una gara di canzoni all’interno di un rito collettivo unico», capace di fermare il Paese per cinque serate attorno alla musica.

Guardando oltre il Festival, De Martino immagina inoltre un futuro non necessariamente legato per sempre alla conduzione televisiva: «Non mi vedo in tv a 50 anni. La cosa che mi affascina di più è immaginarmi sempre in ruoli e forme diverse».

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