22Simba: “Miria è l’album più importante della mia vita, ha il nome di mia nonna. Un onore collaborare con Guè e Marracash”

22Simba ospite di Paolo e Lucilla a Kiss Kiss Trend Zone racconta il nuovo album “Miria”, il legame con la nonna, gli inizi nella musica e il valore delle collaborazioni con Guè e Marracash.

22Simba è stato ospite di Radio Kiss Kiss per parlare del nuovo album “Miria”, uscito il 18 settembre, e dei concerti in partenza. Il rapper ha raccontato il momento che sta vivendo, senza nascondere la soddisfazione per un progetto molto personale.

Alla domanda se, questa volta, sia riuscito a dirsi finalmente “bravo”, la risposta è stata sincera.

“Quasi. Fortunatamente il fatto che questo album fosse legato a mia nonna ha fatto sì che da parte di mia madre si creasse una connessione incredibile con questo album. Quindi i ‘bravi’ suoi li ascolto perché è sempre stata restìa con i ‘bravo’”.

Un riconoscimento che assume un valore particolare dopo un percorso non sempre semplice.

“Venivamo da una situazione difficile”

22Simba ha ricordato anche le difficoltà iniziali, quando la scelta di dedicarsi alla musica non appariva ancora come una strada sicura.

“Venivamo da una situazione effettivamente difficile. Vedi tuo figlio che è l’unico che effettivamente poteva mettersi a lavorare e fare qualcosa, che si mette a fare musica, lo guardi e dici: ‘Bolide, ma vai…’”.

Oggi, però, il momento è diverso.

“In verità è un bel momento, sono contento. Siamo contenti”.

La prima canzone scritta a 13 anni

La scrittura accompagna 22Simba fin da giovanissimo. Il primo testo risale a quando aveva circa 13 anni.

“Avevo 13 anni circa. Con un ragazzo di Torino, ci eravamo incontrati in Liguria e io uscivo con questa compagnia di più grandi. Loro avevano circa 17-18 anni, io avevo 13 anni, ero il piccolo della compagnia”.

L’idea di scrivere una canzone arrivò quasi per caso, grazie a una ragazza del gruppo.

“Una ragazza una volta mi guarda e mi fa: ‘Senti, ascolta, io ti faccio compagnia stasera, che non ho voglia di andare in giro, però scrivi una canzone rap’. L’idea fu sua”.

Quel primo testo, però, è andato perduto.

“Quella canzone l’ho scritta in un foglio di carta che ho perso completamente”.

“Non penso di essere nato con un dono magico”

22Simba rifiuta l’idea di essere arrivato alla musica grazie esclusivamente a un talento naturale.

“Non mi reputo una persona che è nata con un dono magico. Penso di averci lavorato tanto, di averlo voluto tantissimo, molto probabilmente più di quanto ero destinato ad arrivarci”.

Poi una frase che riassume bene la sua determinazione: “Alla fine me lo sono preso un po’ con la forza”.

Cinquanta canzoni scritte per “Miria”

Per arrivare alle 18 tracce del nuovo album, l’artista ha lavorato su un materiale molto più ampio.

Per “Miria” sono state infatti scritte circa 50 canzoni, poi ridotte alle 18 che compongono il progetto definitivo.

“Lavoro sempre prima il concept. E lavorando prima il concept mi do un’idea di quello che l’album in generale deve raccontare”.

Questo rende difficile recuperare semplicemente i brani esclusi per un progetto successivo.

“Quelle 30 tracce scartate raccontano quello che effettivamente è raccontato in ‘Miria’. Secondo me con le 18 tracce migliori potevo farlo”.

Quando una vecchia idea viene recuperata, spesso subisce una trasformazione profonda.

“Solitamente quando poi andiamo a pescare una traccia la stravolgiamo completamente o magari tengo quattro-otto barre che sono le mie preferite e poi rifacciamo tutto il resto”.

Le tre anime di “Miria”

Il disco è costruito come un progetto in tre atti, attraverso anime differenti che rappresentano diverse sfaccettature dell’artista.

22Simba evita di definire filosofico il progetto con una battuta autoironica.

“Non uso la parola filosofica solo perché sono un ignorante con la terza media e quindi alzo le mani, a tutta questa grandissima cultura, porto rispetto”.

Il concetto, però, è preciso.

“Quello che doveva raccontare era che io non riesco a fare una caricatura di me stesso. Ho mille sfaccettature, ho mille idee, ho tre anime che hanno chiaramente un nucleo diverso l’una dall’altra”.

Anime che possono anche entrare in conflitto.

“Si scontrano anche tra di loro, sono anche opposte tranquillamente. Come mi piace dire ultimamente, mi sento tranquillamente un ossimoro di idee”.

Il ricordo della nonna e della cedrata

Tra gli aspetti più intimi del racconto emerge anche il rapporto con la nonna, alla quale “Miria” è profondamente legato.

Uno dei ricordi più teneri riguarda la cedrata che lei gli faceva trovare sempre in frigorifero.

Alla domanda su cosa sia riuscito a comprare con i propri soldi capace di dargli una felicità simile, 22Simba ha indicato il suo cane.

“Adesso ti dico una cosa che però poi è brutta, mi farà odiare, però te lo dico lo stesso: è il mio cane”.

La scelta nasce anche da un ricordo dell’infanzia.

“Io ero cresciuto in casa che avevo un golden retriever. Appena nato avevo un golden retriever e appena ho potuto ho fatto lo stesso ‘gioco’”.

Il rapporto con il suo cane è diventato ormai parte della vita quotidiana: “Letteralmente è come mio figlio”.

Le collaborazioni con Guè e Marracash

Uno dei passaggi più significativi riguarda il rapporto con due figure fondamentali del rap italiano come Guè e Marracash.

22Simba appartiene a una generazione molto più giovane rispetto ai due artisti e considera la possibilità di lavorare con loro un privilegio.

“Per me è un onore e, in verità, è anche una cosa stra piacevole e stra utile proprio a livello artistico”.

Il valore di queste collaborazioni, secondo lui, va ben oltre il semplice featuring.

“Per l’artista che sono, per l’artista che posso diventare è una mano incredibile”.

“Loro non avevano una generazione prima a cui chiedere”

22Simba sottolinea anche la differenza tra la propria generazione e quella che ha costruito le fondamenta del rap italiano.

“Loro venivano da una situazione in cui non avevano una generazione prima di artisti a cui chiedere. C’era qualcosa che arrivava prima di loro, però non era una vera e propria cultura, era l’inizio dell’inizio dell’inizio”.

Oggi, invece, i più giovani possono confrontarsi direttamente con chi ha già attraversato determinate esperienze.

“Crescere come giovane e avere delle figure del genere che possono darti una mano a crescere nella tua struttura, nelle tue idee, nelle tue scelte, in quello che puoi pensare, è una cosa incredibile”.

La conclusione è netta: “Sono stra onorato di poter collaborare con loro”.

L’ansia prima dell’uscita di “Miria”

Parlando dei consigli ricevuti durante il proprio percorso, 22Simba non ha individuato una singola frase rimasta impressa, ma ha raccontato un aspetto personale che accompagna ogni nuova uscita.

“Io sono una persona stra ansiosa e stra nervosa prima di uscire coi progetti, nel senso che ci tengo tantissimo alla mia musica”.

L’attesa per “Miria” è stata ancora più delicata, proprio per il significato personale del disco.

“Ero nervoso prima che uscisse questo album, poi sapevo che fosse un album così importante, a prescindere da poi come sarebbe andato”.

“È l’album più importante della mia vita”

Il valore di “Miria”, per 22Simba, non dipende soltanto dai risultati ottenuti.

“Era l’album più importante della mia vita, anche solo perché ha il nome di mia nonna”.

Una scelta che ha fatto sentire ancora di più il peso emotivo del progetto.

“Per forza di cose dovevo portargli rispetto”.

Il disco rappresenta quindi un passaggio particolare nel percorso dell’artista: non soltanto una nuova uscita discografica, ma un lavoro legato direttamente alla propria storia familiare.

Tutti i concerti verso il sold out

L’intervista si è chiusa parlando anche dei concerti in partenza. Le date di Milano, Roma, Firenze e Torino risultano già sold out, mentre restano ancora dei biglietti per il concerto del 20 novembre a Padova.

Un segnale dell’attenzione che sta accompagnando questa nuova fase di 22Simba, tra un album fortemente personale e un tour pronto a portare dal vivo le canzoni di “Miria”.

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