A quasi nove mesi dalla finale disputata a Rabat, la Coppa d’Africa 2025 continua a non avere un verdetto definitivo. Giovedì 8 ottobre 2026 Senegal e Marocco si ritrovano davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna per l’udienza sul ricorso presentato dalla federazione senegalese contro l’assegnazione a tavolino del titolo ai marocchini.
Al centro della controversia c’è una delle finali più discusse nella storia della competizione: il Senegal aveva vinto sul campo per 1-0 dopo i tempi supplementari, ma successivamente il risultato era stato trasformato in un 3-0 a favore del Marocco.
Una finale decisa tra proteste e supplementari
La partita del 18 gennaio 2026 era arrivata sullo 0-0 fino agli ultimi minuti dei tempi regolamentari. Nel recupero il Marocco aveva ottenuto un calcio di rigore dopo l’intervento del VAR per un fallo su Brahim Diaz.
La decisione aveva provocato la dura reazione del Senegal. Il commissario tecnico Pape Bouna Thiaw aveva ordinato ai propri giocatori di lasciare il terreno di gioco e la gara era rimasta sospesa per circa 14 minuti. Era stato poi Sadio Mane a convincere i compagni a rientrare.
Una volta ripresa la partita, Brahim Diaz aveva fallito il rigore. Nei supplementari era quindi arrivato il gol decisivo di Pape Gueye, che al 94’ aveva firmato l’1-0 con il quale il Senegal aveva festeggiato sul campo il titolo continentale.
La decisione che ha ribaltato il risultato
Gli episodi della finale avevano successivamente aperto il fronte disciplinare. Il 28 gennaio erano state inflitte diverse sanzioni per quanto accaduto durante la partita, compresa una sospensione di cinque incontri ufficiali per il ct senegalese Pape Bouna Thiaw.
Il vero ribaltamento è arrivato però il 17 marzo. In seguito al ricorso del Marocco, la precedente decisione disciplinare è stata annullata e il comportamento della nazionale senegalese è stato ritenuto riconducibile agli articoli 82 e 84 del regolamento della Coppa d’Africa.
La conseguenza è stata pesantissima: Senegal dichiarato sconfitto per forfait e risultato della finale registrato come 3-0 per il Marocco. In questo modo il titolo conquistato sul terreno di gioco dai Leoni della Teranga è passato ufficialmente ai padroni di casa.
Il Senegal chiede di riavere il titolo
La federazione senegalese non ha accettato il verdetto. Il ricorso al TAS è stato registrato il 25 marzo e punta ad annullare la decisione del 17 marzo, con la richiesta di riconoscere nuovamente il Senegal come vincitore della Coppa d’Africa 2025.
La vicenda mette quindi di fronte due verdetti completamente opposti: quello del campo, che aveva visto il Senegal imporsi 1-0 dopo i supplementari, e quello successivo della giustizia sportiva africana, che ha invece assegnato il successo per 3-0 al Marocco.
Udienza a porte chiuse a Losanna
L’udienza dell’8 ottobre si svolge a porte chiuse nella sede del TAS a Losanna. Sono presenti i rappresentanti delle due federazioni, mentre l’organismo calcistico africano è rappresentato dai propri legali. I lavori sono iniziati alle 9:30 e sono destinati a proseguire nel corso della giornata.
Il collegio arbitrale è composto da tre membri: Gérald Simon, Luigi Fumagalli e Ulrich Haas. Dopo aver ascoltato le parti, i tre arbitri dovranno esaminare il ricorso e arrivare alla decisione definitiva.
Il verdetto non arriverà subito
Non è prevista una decisione nella giornata dell’udienza. Al momento non è stata indicata una data per la pubblicazione del verdetto e sarà quindi necessario attendere ancora per conoscere a chi verrà definitivamente riconosciuta la Coppa d’Africa 2025.
Il TAS dovrà stabilire se confermare il 3-0 a tavolino e quindi il titolo al Marocco oppure accogliere il ricorso del Senegal, restituendo valore al risultato maturato sul campo nella finale di Rabat. Una vicenda senza precedenti per la competizione africana, con un trofeo che, a distanza di mesi, resta ancora al centro di una battaglia giudiziaria.