Peste polmonare, bubbonica e setticemica: sintomi e differenze tra le forme della malattia

Peste bubbonica, setticemica e polmonare hanno la stessa origine ma colpiscono l’organismo in modo diverso: ecco sintomi, caratteristiche e differenze principali.

La peste non appartiene soltanto ai libri di storia. La malattia esiste ancora oggi ed è provocata dal batterio Yersinia pestis, presente soprattutto in piccoli mammiferi e nelle loro pulci. Le principali forme cliniche sono tre: bubbonica, setticemica e polmonare. Pur avendo la stessa origine, possono manifestarsi in maniera molto diversa e richiedono una diagnosi e un trattamento antibiotico tempestivi.

Peste bubbonica: i caratteristici bubboni

La peste bubbonica è la forma più comune. Generalmente compare dopo il morso di una pulce infetta: il batterio raggiunge il sistema linfatico e si moltiplica nel linfonodo più vicino al punto in cui è entrato nell’organismo.

Tra i sintomi possono comparire improvvisamente febbre, brividi, mal di testa, debolezza, nausea e dolori muscolari. L’elemento più caratteristico è però la comparsa di uno o più linfonodi gonfi, molto dolorosi e infiammati, chiamati bubboni.

Senza un trattamento adeguato, l’infezione può diffondersi nel sangue oppure raggiungere i polmoni, evolvendo nelle forme più gravi della malattia.

Peste setticemica: quando il batterio raggiunge il sangue

La peste setticemica si sviluppa quando Yersinia pestis si moltiplica nel circolo sanguigno. Può comparire come prima manifestazione dell’infezione oppure essere una complicazione della forma bubbonica non trattata.

Febbre, brividi, estrema debolezza, dolori addominali e shock sono tra i possibili sintomi. Possono verificarsi anche emorragie nella pelle e negli organi e gravi danni ai tessuti. Nei casi più severi alcune zone, soprattutto dita di mani e piedi o naso, possono andare incontro a necrosi e assumere una colorazione scura.

Peste polmonare: la forma che può trasmettersi tra persone

La peste polmonare interessa i polmoni ed è considerata la forma più aggressiva. Può comparire quando un’altra forma della peste si diffonde fino all’apparato respiratorio oppure attraverso l’inalazione di particelle respiratorie infette.

I sintomi possono svilupparsi rapidamente e comprendono febbre, debolezza, difficoltà respiratoria, dolore al petto e tosse, talvolta accompagnata da espettorato sanguinolento o acquoso.

A differenza della peste bubbonica, la forma polmonare può essere trasmessa direttamente da una persona all’altra attraverso le particelle respiratorie emesse da un malato.

Quali sono le principali differenze

A distinguere le tre forme è soprattutto la zona dell’organismo maggiormente coinvolta. Nella peste bubbonica l’infezione interessa principalmente il sistema linfatico e provoca i caratteristici bubboni; nella setticemica il batterio prolifera nel sangue; nella polmonare vengono invece coinvolti i polmoni.

Anche la modalità di trasmissione cambia. La peste bubbonica è generalmente collegata al morso di pulci infette o al contatto con animali infetti, mentre la polmonare è l’unica delle forme principali in grado di passare direttamente da persona a persona attraverso particelle respiratorie.

Una malattia curabile se trattata rapidamente

Nonostante la gravità che ha caratterizzato le grandi epidemie del passato, oggi la peste può essere curata con antibiotici. La rapidità resta però fondamentale, soprattutto nelle forme polmonare e setticemica, che possono peggiorare molto velocemente se non trattate.

In presenza di sintomi compatibili associati a una possibile esposizione al batterio è quindi necessario rivolgersi immediatamente ai sanitari. La diagnosi viene confermata attraverso specifici esami di laboratorio su campioni come sangue, materiale proveniente dai linfonodi o secrezioni respiratorie.

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