Mauro Repetto sugli 883: “Io e Max Pezzali non abbiamo mai litigato. Se viene fuori qualcosa fra noi non è mai a tavolino”

Mauro Repetto si racconta al Corriere della Sera tra il rapporto con Max Pezzali, gli 883, il nuovo romanzo e i progetti tra musica e teatro.

Mauro Repetto torna a raccontarsi e lo fa in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale ripercorre il rapporto con Max Pezzali, gli anni degli 883 e i nuovi progetti che lo vedono impegnato tra musica, teatro e narrativa. A 57 anni, l’ex componente del duo continua infatti a muoversi tra linguaggi diversi, mantenendo un legame costante con la cultura pop.

Il prossimo appuntamento è con “Election Day 2067”, il suo primo romanzo, in uscita il 6 novembre per Acheron Books. Intanto la storia degli 883 torna anche sul piccolo schermo con la seconda stagione della serie “Nord Sud Ovest Est”, disponibile dal 9 ottobre su Sky e Now.

Il primo romanzo e il confronto tra uomo e algoritmo

Nel corso dell’intervista, Repetto spiega il punto di partenza del suo debutto nella narrativa:

«Parto da una crisi politica ed economica in cui le lobby del potere decidono di replicare i grandi personaggi del passato per risolverla — racconta —, e parlo di AI integrata, una specie di pilota automatico che è in realtà una schiavitù. Su uno sfondo geopolitico molto attuale traccio una lotta fra algoritmo e imprevedibilità, fra reale e fake».

Il romanzo si muove quindi in un futuro segnato dalla tecnologia, dall’intelligenza artificiale e da nuovi meccanismi di controllo, mettendo al centro il contrasto tra programmazione e imprevedibilità umana.

«Sono un pentatleta del pop»

Repetto definisce se stesso un «pentatleta del pop», espressione che sintetizza il suo interesse per mondi diversi ma collegati tra loro.

«L’ho sempre amata a 360 gradi, dai fumetti alle canzoni, dalle serie tv al cinema fino ai romanzi».

La narrativa è soltanto uno dei nuovi terreni su cui sta lavorando. Tornerà infatti anche a teatro con “Uno, nessuno… e Joker”, mentre il 16 ottobre pubblicherà il singolo “Generazione”.

«È un brano che fa i conti con il passato, ma è anche proiettato sul futuro. Oggi quelli della mia generazione sono padri di famiglia, ma abbiamo anche cose che ci accomunano ai giovani».

La nostalgia del liceo e la musica di oggi

Nel rapporto con il passato, Repetto ammette di sentire soprattutto la mancanza della leggerezza degli anni di scuola, senza però considerarsi distante dalle nuove generazioni.

«Mi manca la spensieratezza del liceo, ma mi sento in sintonia con quello che ascoltano i miei figli. Anna Pepe mi gasa, ad esempio. Ai tempi io e Max Pezzali usavamo il campionatore come i rapper e adesso se avessi 18 anni userei l’autotune».

Un modo per sottolineare come, secondo lui, i linguaggi cambino ma alcuni meccanismi creativi restino simili.

Il paragone con i Pinguini Tattici Nucleari

Tra i temi affrontati nell’intervista al Corriere della Sera c’è anche il paragone tra gli 883 e i Pinguini Tattici Nucleari, spesso indicati come uno dei gruppi capaci oggi di raccontare la quotidianità di una generazione.

Repetto riconosce alcuni punti di contatto:

«Ci sono cose che ci accomunano, anche perché mi ritrovo a urlare sotto la doccia “mi ricordi una mi ricordi Dua”».

Poi torna a ciò che rese particolare il percorso degli 883:

«Ma io e Pezzali eravamo due normaloni che però nell’essere così nerd hanno trovato 60 milioni di simili».

Il rapporto con Max Pezzali

Uno dei passaggi più significativi riguarda inevitabilmente Max Pezzali. I due si sono recentemente ritrovati pubblicamente alla presentazione della serie e hanno registrato anche una conversazione sui primi due album degli 883, destinata ai box celebrativi dei dischi.

Repetto descrive così quelle occasioni:

«Quando incontro Max torna sempre l’emozione di rivedere un amico con hai passato gli anni più importanti della tua vita — dice Repetto —. E poi parte subito la voglia di ridere, abbiamo iniziato a fare battute anche sul palco, mentre Sydney Sibilia parlava della serie».

Sulle voci relative a possibili tensioni del passato, la risposta è netta:

«Ma non c’è stato nessuno screzio e non abbiamo mai litigato».

Le loro vite hanno semplicemente preso direzioni differenti, senza cancellare il rapporto costruito negli anni.

«Non ci cerchiamo perché non siamo mai stati e mai saremo due colleghi, ma sempre due amici che ora non sono più compagni di banco. Se viene fuori qualcosa fra noi non è mai a tavolino, non abbiamo bisogno di marketing».

Il suo ritratto nella serie sugli 883

Repetto parla anche del modo in cui è stato rappresentato nella serie televisiva, dove il suo personaggio è interpretato da Matteo Oscar Giuggioli.

Racconta di aver assistito alle riprese di una scena ambientata a Los Angeles e di essere rimasto colpito dalla capacità dell’attore di restituire alcuni aspetti della sua personalità.

«Ho assistito alle riprese di una scena in cui parlavo con un produttore a Los Angeles e mi ha sorpreso che ci fosse proprio il mio dna».

Poi aggiunge:

«Giuggioli è riuscito a rendere la mia attitudine da provinciale pavese all’estero, fedele fino al midollo, in quel mix di energia e facciatosta, di Johnny Depp e Fantozzi».

Una storia che parla anche ai più giovani

Per Repetto, la serie dedicata agli 883 non rappresenta soltanto un viaggio nella nostalgia degli anni Novanta. Il suo valore sta anche nella possibilità di parlare a chi quella stagione non l’ha vissuta.

«Anche le nuove generazioni possono riconoscersi in questi due ragazzotti che hanno fatto i fuochi d’artificio partendo da un sogno».

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