Chiara Poggi, le parole dei genitori a Verissimo: “Ha diritto di riposare in pace. Se la giustizia ci darà un altro colpevole, ne prenderemo atto”

A Verissimo i genitori di Chiara Poggi hanno ricordato la figlia, ribadito la fiducia nelle sentenze e chiesto che, dopo 19 anni, la sua memoria possa finalmente trovare pace.

Dopo un lungo silenzio, Rita e Giuseppe Poggi, i genitori di Chiara, hanno scelto di parlare pubblicamente della figlia e delle nuove indagini sul delitto di Garlasco. Nell’intervista andata in onda a Verissimo il 4 ottobre 2026, i due hanno ricordato Chiara, raccontato il peso di quasi vent’anni trascorsi tra processi e attenzione mediatica e ribadito la propria fiducia nelle decisioni della giustizia.

«Per noi il colpevole è Alberto Stasi»

Sul tema più delicato, quello dell’autore dell’omicidio, la posizione della famiglia Poggi resta legata alla sentenza definitiva pronunciata nei confronti di Alberto Stasi.

“La giustizia ci ha dato un colpevole, per noi è Alberto Stasi. Se la giustizia ci darà un altro colpevole, ne prenderemo atto”, hanno spiegato i genitori di Chiara.

Giuseppe Poggi ha ricordato il lungo percorso giudiziario affrontato dalla famiglia: “Abbiamo fatto cinque processi in otto anni. Sono lunghi, ne abbiamo sentite tante. Non è facile cambiare idea”.

L’apertura a eventuali nuove conclusioni della giustizia

Rita e Giuseppe Poggi hanno però precisato di non voler escludere a priori eventuali nuovi sviluppi.

“Non siamo testardi, non vogliamo solo Stasi come colpevole. Prenderemo atto se ci sarà un altro colpevole, per il momento per noi rimane Stasi”, hanno chiarito.

Il padre di Chiara ha aggiunto che l’avvio di una nuova indagine, da solo, non può essere sufficiente per modificare una convinzione costruita dopo anni di processi e sentenze. La famiglia, dunque, attende eventuali nuove conclusioni giudiziarie prima di cambiare posizione.

«Hanno sporcato la memoria di Chiara»

Uno dei passaggi più dolorosi dell’intervista ha riguardato il modo in cui il caso è tornato al centro dell’attenzione pubblica.

I genitori hanno raccontato di aver vissuto con grande difficoltà l’ultimo anno e mezzo, segnato da una continua esposizione mediatica. “La prima inchiesta non è stata come questa, che è diventata un circo mediatico. È pesante. È un anno e mezzo che tutti i giorni siamo in televisione”, hanno spiegato.

Rita Poggi ha quindi pronunciato parole molto nette: “Hanno sporcato la memoria di Chiara”.

La richiesta: «Chiara ha diritto di riposare in pace»

La famiglia non si è detta contraria agli accertamenti che gli investigatori ritengono necessari. La richiesta principale è però quella di restituire finalmente tranquillità alla memoria della figlia.

“Non abbiamo nulla in contrario rispetto a tutti gli accertamenti: facessero tutto quello che è necessario, sono questioni tecniche che riguardano gli esperti”, hanno spiegato.

Poi l’appello: “Vorremmo solo che questa storia finisse dopo 19 anni, Chiara ha diritto di riposare in pace”.

Il ricordo dell’ultima volta che videro Chiara

Durante l’intervista c’è stato spazio soprattutto per il ricordo della ragazza, al di là delle indagini.

Giuseppe Poggi ha raccontato l’ultima volta in cui vide la figlia viva, prima di partire per le vacanze. Chiara era sul cancelletto di casa, in pigiama. Il padre le propose ancora una volta di preparare velocemente una valigia e partire insieme a loro, ma lei preferì restare a casa.

Era la prima volta che Chiara rimaneva da sola nell’abitazione di Garlasco. Pochi giorni dopo, il 13 agosto 2007, sarebbe stata uccisa.

Le parole su Andrea Sempio

Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta.

Rita Poggi ha ricordato che il ragazzo frequentava il figlio Marco e che le capitava di vederlo soprattutto durante quell’estate. Lo ha descritto come “un ragazzo normale”.

Giuseppe Poggi ha invece spiegato di non ricordare di averlo visto personalmente in casa, precisando però che questo non significa che non fosse mai stato presente, anche perché trascorreva gran parte della giornata fuori per lavoro.

Una famiglia che chiede soprattutto silenzio

A quasi vent’anni dal delitto, dalle parole di Rita e Giuseppe Poggi emerge soprattutto il desiderio di separare il ricordo della figlia dal clamore che continua a circondare il caso.

Le indagini possono proseguire e gli eventuali nuovi risultati saranno valutati dalla giustizia. Per i genitori, però, l’obiettivo resta uno: poter ricordare Chiara per ciò che era, senza che la sua memoria venga continuamente travolta da ipotesi, ricostruzioni e discussioni pubbliche.

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