Francesco Facchinetti racconta senza filtri alcuni momenti della sua vita privata e professionale. Ospite di Nunzia De Girolamo nella prima puntata della nuova stagione di Ciao Maschio, in onda sabato 3 ottobre alle 17.10 su Rai 1, il conduttore e manager ripercorre la relazione con Alessia Marcuzzi, parla delle difficoltà attraversate nel matrimonio con Wilma Helena Faissol e rivela alcuni episodi della sua carriera, tra cui gli incontri con Silvio Berlusconi e Luciano Pavarotti.
Francesco Facchinetti e Alessia Marcuzzi: «È una donna che ho amato tantissimo»
Il legame con Alessia Marcuzzi occupa un posto importante nei ricordi di Francesco Facchinetti. La loro relazione si è conclusa, ma l’affetto nei confronti dell’ex compagna, dalla quale ha avuto la sua prima figlia, non è mai venuto meno.
Interrogato da Nunzia De Girolamo sulla possibilità che un amore possa durare per sempre, Facchinetti risponde senza esitazioni: «Assolutissimamente sì. Io sono una persona presente per tutti».
Parlando della Marcuzzi, il manager aggiunge: «È una donna che ho amato tantissimo. È una donna con cui ho avuto la mia prima figlia. Se lei dovesse chiamarmi stanotte alle 5 di mattina per andare a prenderla a piedi sul K2 dall’altra parte del mondo, io parto. Non ci penso neanche».
Un’affermazione che testimonia la disponibilità a esserci ancora per l’ex compagna. Quando la conduttrice gli domanda se abbia mai ricevuto realmente una richiesta d’aiuto nel cuore della notte, Facchinetti conferma: «Sì, è successo. Ma non solo con lei, anche con altre persone».
La crisi matrimoniale con Wilma Helena Faissol: «Ho pensato che fosse finita»
Dalla relazione passata al matrimonio attuale. Facchinetti affronta anche il tema delle difficoltà vissute con la moglie Wilma Helena Faissol, parlando della terapia di coppia e dei momenti in cui ha temuto che il loro rapporto fosse arrivato alla conclusione.
Alla domanda se abbia mai pensato seriamente alla separazione, il conduttore risponde: «Sì, l’ho pensato. Poi è una cosa normale pensare che è veramente finita. Anche nel nostro Dna italiano c’è un po’ di sceneggiata in amore».
Per Facchinetti, attraversare periodi complicati può rappresentare anche un’occasione per comprendere meglio il valore della relazione e della persona che si ha accanto.
«Secondo me ogni tanto bisogna andare all’inferno. L’inferno è creativo. Ti aiuta a capire, a dare importanza alle cose che hai, a dare importanza a quello che sta succedendo nel rispetto della persona che hai davanti».
Una riflessione accompagnata da una precisazione: «Ovviamente bisogna sempre mantenere un confine».
Il manager ammette, inoltre, che l’ipotesi di una rottura è emersa più di una volta nel corso del matrimonio: «Lo penso tante volte, mia moglie forse più di me. Mia moglie lo pensa più di me. Io magari sono un po’ più leggero».
Il divorzio dei genitori: «Non ho mai voluto sapere perché si sono separati»
Nel corso dell’intervista emerge anche un aspetto della storia familiare di Facchinetti. Il conduttore racconta di non aver mai chiesto ai genitori le ragioni che li portarono alla separazione.
«Non ho mai chiesto a mia mamma e a mio padre perché si sono divorziati. È una delle cose che non ho mai voluto sapere».
Una scelta legata alla volontà di non soffrire ulteriormente e di evitare di dover prendere posizione nei confronti di uno dei due genitori.
Con il passare degli anni, però, riesce ad affrontare l’argomento anche con una certa ironia, tanto da rivolgere loro un invito: «Fatemi sapere perché. Mandatemi un messaggio vocale».
Tra i ricordi dell’infanzia trova spazio anche un episodio curioso: «Io sono stato cacciato dalla Montessori. Immaginate che tipo di maschietto ero io».
L’incontro con Silvio Berlusconi e la proposta economica
La conversazione si sposta successivamente sul lavoro e sulle esperienze che hanno segnato il percorso professionale di Facchinetti.
Tra queste figura un incontro ad Arcore con Silvio Berlusconi, durante il quale il manager aveva presentato un progetto legato alla gestione dei canali social.
Ripensando alla trattativa, Facchinetti racconta di aver formulato una richiesta economica particolarmente elevata, suscitando la sorpresa dei suoi stessi collaboratori, che avrebbero accettato l’incarico anche gratuitamente.
Quando Nunzia De Girolamo gli domanda se si sia pentito della cifra proposta, replica: «No, ne avevo richiesti di più».
Dietro quella scelta c’era una precisa convinzione: «Berlusconi ti pesa per quanto vali».
L’accordo non si concretizzò, ma Facchinetti conserva un ricordo positivo dell’incontro e della proposta presentata: «L’offerta gli è piaciuta».
Il rapporto con il successo: «Ho cercato di farlo terminare più di una volta»
Un altro argomento affrontato durante l’intervista riguarda la popolarità e il modo in cui Facchinetti ha gestito i risultati raggiunti nel corso della sua carriera.
Alla domanda se abbia mai avuto paura di perdere il successo, la sua risposta è sorprendente: «No, ho cercato di farlo terminare più di una volta. Sono una persona che tende a costruire le cose e poi a trovare il modo di distruggerle».
Un atteggiamento che il conduttore descrive come una continua ricerca di nuove sfide.
«È una sorta di esercizio di stile. Cerco di costruire la macchina perfetta e poi cerco di trovare il modo di sabotarla per cercare di ricostruirla».
La nascita dei figli, tuttavia, lo ha portato a riconsiderare questo modo di affrontare la vita professionale.
«Quando sono diventato padre mi sono detto che forse questo metodo era un po’ sbagliato se vuoi essere un genitore».
La paternità ha quindi rappresentato un cambiamento importante, spingendolo a riflettere sulle conseguenze delle proprie scelte e sulla necessità di trovare maggiore stabilità.
Luciano Pavarotti e quella proposta diventata realtà
Tra gli episodi ricordati da Facchinetti figura anche la collaborazione con Luciano Pavarotti, nata da un’idea lanciata durante una riunione discografica.
Il conduttore racconta di aver proposto quasi per provocazione di realizzare un brano con il celebre tenore, senza immaginare che quel progetto sarebbe effettivamente diventato realtà.
«Facciamo un pezzo con Pavarotti», aveva suggerito durante l’incontro. Un’ipotesi apparentemente irrealizzabile che, invece, si concretizzò.
Quell’esperienza gli permise di presentarsi in maniera decisamente originale anche all’estero. Ricordando le serate trascorse nei locali di New York, Facchinetti racconta: «Nelle discoteche di New York, quando mi chiedevano cosa facessi, rispondevo: “Io ho fatto un pezzo con Pavarotti”».
Un aneddoto che chiude il racconto di una carriera caratterizzata da esperienze molto diverse, progetti ambiziosi e continui cambiamenti, sia sul piano personale sia su quello professionale.