Mia Ceran si racconta in un’intervista al Corriere della Sera, tra televisione, famiglia, lavoro e nuove passioni. Tornata alla conduzione di “Tv Talk” su Rai 3, la giornalista guarda con entusiasmo al futuro del piccolo schermo, convinta che continuerà a esistere pur cambiando forma e modalità di fruizione.
Tv Talk e il futuro della televisione
Alla domanda sulla possibilità di restare a lungo alla guida del programma, Ceran non ha dubbi: «Ci metterei la firma. Anche perché saranno vent’anni in cui la televisione cambierà ancora molto».
Per lei la tv continuerà comunque a mantenere una funzione collettiva, anche se oggi sono più rari i momenti capaci di riunire un pubblico vastissimo davanti allo stesso evento. Tra i programmi che apprezza cita anche “Temptation Island”, definendolo «un format perfetto».
Tra i grandi professionisti del mezzo indica Antonella Clerici e Maria De Filippi, arrivando a una considerazione netta: «La televisione è meritocratica».
Dagli Stati Uniti alla scelta dell’Italia
Ceran ricorda anche l’esperienza alla Cnn, iniziata quando era giovanissima. Dopo lo stage le era stato proposto di trasferirsi ad Atlanta per iniziare il percorso interno all’emittente, ma decise di restare in Italia.
Nata in Germania da madre bosniaca e padre tedesco, ha vissuto anche negli Stati Uniti prima di scegliere definitivamente il nostro Paese. «Sono estremamente grata di avere due figli nati qua. Non esiste un altro posto con questa densità culturale, con questa ricchezza, questa bellezza… ora sembro Farinetti».
«Sono una mamma severa»
Parlando dei figli, Ceran si definisce senza esitazioni una madre rigorosa: «Sono sicuramente la più severa di tutte le mie amiche, su questo non ho rivali nel mio gruppo. Ma sono infinitamente meno severa di come è stata mia madre, anche quando avevo cinque anni».
La sua idea di educazione passa anche attraverso regole precise: «Per me, ad esempio, non tutti i no vanno spiegati a un bimbo piccolo. Credo che un perimetro renda i bambini più sereni».
Federico Ferrari e la felicità da proteggere
Sul rapporto con il compagno Federico Ferrari, Ceran sceglie invece grande discrezione. «Fatico a parlare di felicità, la sento come una cosa talmente fragile che non va neanche detta. Sono un po’ scaramantica, voglio proteggere ciò che la vita mi ha donato».
La loro storia è nata quasi per caso a casa di Federico Russo. Ceran racconta di non aver inizialmente immaginato quanto quell’incontro sarebbe diventato importante: «Negli anni si è rivelato, per come sono io, uno splendido incastro. Il migliore stimolo che potessi avere nella vita».
Il surf scoperto quasi a 40 anni
Tra le sorprese più recenti della sua vita c’è il surf, passione arrivata alla soglia dei quarant’anni. «Nel surf mi sono lanciata senza nessun motivo di pensare che sarei stata brava».
Con il compagno organizza due o tre viaggi all’anno esclusivamente per surfare. Il luogo del cuore è Fuerteventura, mentre ora, con i figli più grandi, l’idea è quella di cominciare a portarli anche in viaggi più lontani.
Per Ceran il fascino del surf sta soprattutto nella possibilità di spogliarsi di ogni ruolo: «Sei in un posto in cui cadono le sovrastrutture: non sei nessuno, non vieni da una città che ti riconosce, da un lavoro in cui ti sei fatta un nome. Ci sei tu, da sola, in mare per ore».