La storia di San Carlo Acutis arriva in prima serata con Il mio nome è Carlo, il film tv diretto da Giacomo Campiotti e dedicato al ragazzo milanese diventato uno dei simboli più riconoscibili del rapporto tra fede e nuove tecnologie. Il titolo va in onda domenica 27 settembre su Canale 5 ed è disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity.
Il mio nome è Carlo, la storia del film
Il film ripercorre la vita di Carlo Acutis attraverso tre età differenti: l’infanzia a sei anni, il periodo degli undici anni e infine l’adolescenza, quando Carlo ha quindici anni e frequenta il primo anno di liceo.
Il racconto parte dalla sua quotidianità, mostrando un ragazzo legato alla famiglia e agli amici, appassionato di calcio, videogiochi e informatica, ma allo stesso tempo caratterizzato fin da piccolo da una forte sensibilità spirituale. Crescendo, Carlo continua a vivere le esperienze tipiche dei suoi coetanei, tra scuola, amicizie e passioni, affiancandole all’impegno religioso e all’attenzione verso le persone più fragili.
Il rapporto di Carlo Acutis con Internet
Una parte centrale della storia riguarda il rapporto di Carlo con la tecnologia. Il giovane comprende presto le possibilità offerte dalla rete e decide di utilizzare Internet anche come mezzo per comunicare la propria fede.
L’informatica non viene quindi raccontata soltanto come una passione personale, ma come uno degli strumenti attraverso cui Carlo prova a trasmettere agli altri ciò in cui crede, anticipando quella dimensione che negli anni lo avrebbe fatto conoscere come il primo santo dell’era digitale.
La malattia e gli ultimi giorni
L’ultima parte del film affronta il momento più drammatico della sua vita. A quindici anni Carlo viene colpito da una forma acuta di leucemia che conduce alla sua morte in pochi giorni.
Acutis morì il 12 ottobre 2006, a soli quindici anni. Quasi vent’anni più tardi, il 7 settembre 2025, è stato proclamato santo in piazza San Pietro da Papa Leone XIV.
Samuele Carrino interpreta Carlo Acutis
A dare il volto a Carlo adolescente è Samuele Carrino, già protagonista de Il ragazzo dai pantaloni rosa.
La vita del protagonista viene però raccontata in più momenti: Nicolò Caruz Jaramillo interpreta Carlo quando ha sei anni, mentre Edoardo Vitalone veste i suoi panni all’età di undici anni. Carrino entra invece in scena nella fase dei quindici anni, quella che accompagna il ragazzo fino agli ultimi giorni della sua vita.
Lucia Mascino e Flavio Parenti sono i genitori di Carlo
Nel cast ci sono anche Lucia Mascino, che interpreta la madre Antonia Salzano, e Flavio Parenti, nel ruolo del padre Andrea Acutis.
Accanto alla famiglia trova spazio anche Rajesh, giovane accolto in casa Acutis e vicino a Carlo fin dall’infanzia, interpretato da Brayan Palliyagoda.
Il resto del cast di Il mio nome è Carlo
Tra gli altri interpreti compare Maurizio Donadoni nel ruolo del parroco.
Gli amici di Carlo sono invece affidati a Nicky Passarella, Niccolò Festini Mira e Stefano Massari, che interpretano rispettivamente Sofia, Alessio e Nick. Nel cast figura inoltre Paolo Rozzi.
Giacomo Campiotti alla regia
Il mio nome è Carlo è diretto da Giacomo Campiotti, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Carlo Mazzotta.
Il film è liberamente e parzialmente ispirato alla vita di San Carlo Acutis e a fatti realmente accaduti, con episodi rielaborati per esigenze narrative. Anche i genitori di Carlo hanno contribuito alla realizzazione del progetto attraverso la loro testimonianza.
Dove è stato girato Il mio nome è Carlo
Le riprese hanno interessato soprattutto Milano, città nella quale Carlo è cresciuto. Alcune scene sono state realizzate in luoghi realmente legati alla sua vita, tra cui l’istituto delle Marcelline, il Leone XIII, la chiesa di Santa Maria Segreta e l’ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio.
Il set si è spostato anche ad Assisi, città particolarmente importante nel percorso spirituale di Acutis e nel suo legame con San Francesco.
Quando vedere Il mio nome è Carlo
Il mio nome è Carlo va in onda domenica 27 settembre 2026 in prima serata su Canale 5.
Il film tv può essere seguito contemporaneamente anche in streaming su Mediaset Infinity. Il progetto arriva a vent’anni dalla morte di Carlo Acutis e a poco più di un anno dalla sua canonizzazione.