Napoli, Pedullà: “È ancora presto per giudicare il mercato, pesano le scelte del passato”

Alfredo Pedullà analizza il mercato degli svincolati, le scelte di club come Udinese, Cagliari e Frosinone e le prospettive del Napoli a gennaio, in un'intervista esclusiva su Radio Kiss Kiss.

Alfredo Pedullà è stato ospite di Radio Kiss Kiss per parlare delle ultime novità di mercato, con particolare attenzione agli svincolati di lusso, alle strategie delle squadre italiane e alle prospettive future del Napoli. Ecco cosa è emerso dalla sua intervista.

Mercato svincolati: la nuova realtà secondo Pedullà

Alfredo Pedullà ha subito sottolineato come il mercato degli svincolati sia profondamente cambiato rispetto al passato.

«Non ci sono più gli svincolati di una volta. Il mercato è cambiato in modo sostanziale. Una volta a marzo conoscevamo già la destinazione dei parametri zero di giugno. Adesso siamo a settembre, quasi a ottobre, e parliamo ancora di svincolati. Questo per dire che il mercato è sostanzialmente cambiato ed è stato ribaltato».

Pedullà ha poi fatto riferimento al caso di Mauro Icardi e alle scelte legate agli equilibri delle rose:

«Icardi ha fatto una scelta. La Lazio ha tutelato gli equilibri. Io capisco anche la scelta di Gattuso perché, se prendi Pinamonti cinque minuti prima, non puoi prendere Icardi cinque minuti dopo. Dovresti dire a Pinamonti di preparare le valigie. Quindi loro hanno fatto una scelta figlia degli equilibri interni che hanno trovato. Hanno fatto un mercato intelligente a saldo zero e non vogliono fare altre scelte diverse rispetto a una logica e a una coerenza».

Pedullà ha spiegato che molti svincolati di nome, come Sancho, Pogba, Darmian, Carvajal, Cavani, Albiol e Acerbi, potrebbero avere difficoltà a trovare una nuova squadra.

«Bisogna vedere da quanto tempo hai la macchina in garage, perché devi rimetterla in moto. Certe volte preferisci andare con l’usato sicuro, con tutto il rispetto per chi ha 36, 37 o 38 anni e ha scritto pagine indelebili nella storia del calcio italiano ed europeo».

Secondo il giornalista, per alcuni di questi giocatori servono almeno due o tre mesi per ritrovare una condizione adeguata, motivo per cui le società oggi tendono a essere più prudenti rispetto al passato.

Udinese, Cagliari e Frosinone: le strategie che convincono Pedullà

Pedullà ha elogiato l’Udinese per la capacità di anticipare le mosse degli altri club e di agire rapidamente.

«L’Udinese è davanti a tutti come idee. Mentre gli altri pensano se sia opportuno o meno prendere Alaba e valutano le condizioni fisiche, loro vanno operativi. È un’operazione che, se ti restituisce anche solo il 40-60% del giocatore che conosciamo, può diventare molto importante».

Parlando delle squadre che hanno lavorato meglio sul mercato, Pedullà ha citato anche il Cagliari:

«Mi piace molto il Cagliari per la filosofia che ha attuato. Poi noi siamo bravi, dopo quattro giornate, a pensare che Romano sia Pirlo, ma Romano non può essere Pirlo. Spero che non ci sia, come purtroppo ho letto, un fuoco incrociato nei riguardi di un ragazzo che secondo me è stato mandato un po’ all’avventura. Il problema della Nazionale sicuramente non è Romano».

Poi ha aggiunto:

«Dico il Cagliari semplicemente perché ha fatto delle scelte intelligenti, sta valorizzando dei giovani e ha completato tutti i reparti».

Anche il Frosinone ha ricevuto i complimenti di Pedullà:

«Per la prima volta nella sua storia ha fatto un mercato investendo tanto. Stirpe è un grande imprenditore, ha fatto sempre un mercato moderato, in linea con quelli che erano i problemi di bilancio da tutelare sempre. Quest’anno hanno alzato l’asticella».

Pedullà ha poi segnalato un nome in particolare:

«Mi permetto di segnalare Palmisani, non per le parate che ha fatto contro il Como, ma perché è un ragazzo che non trovava spazio e tra qualche mese sarà sicuramente un nome di mercato».

Il futuro del Napoli e il nodo De Bruyne

Sul Napoli, Pedullà ha espresso alcune perplessità legate soprattutto al rendimento di alcuni giocatori e alla gestione tecnica.

«Se De Bruyne è quello di ieri o il cugino che vediamo al Napoli, io questo ancora non l’ho capito. Posso rispondere a questa domanda quando capirò effettivamente. Se guardi Fiorentina-Napoli e Italia-Belgio, sembrano De Bruyne e il suo cugino che non ha mai giocato a calcio».

Secondo Pedullà, però, il valore del centrocampista non è in discussione:

«Io penso che Allegri debba recuperarlo. Credo che ci sia anche una questione di filosofia e di tattica, perché De Bruyne non può essere diventato un brocco all’improvviso. L’ha dimostrato ieri sera».

«Il Napoli paga ancora la gestione Conte»

Pedullà ha poi spostato l’attenzione sulle scelte fatte nel recente passato dal Napoli.

«Il Napoli ha pagato che cosa? Le richieste di Conte. Se tu pensi che tra due mesi dovremo trovare una sistemazione a Noa Lang e Lucca, che sono stati il pomo della discordia perché li ha voluti a tutti i costi Conte e sono costati oltre 70 milioni entrambi, dopo due mesi Conte aveva deciso che dovevano andare in parcheggio».

Una situazione che, secondo Pedullà, continua a incidere

magazine Attualità