Cristiano Ronaldo ha rivelato di aver pensato al ritiro dal calcio internazionale dopo i Mondiali del 2026. L’attaccante dell’Al-Nassr ha spiegato in un’intervista alla BBC che la decisione di proseguire è arrivata dopo una riflessione personale e un confronto con il presidente della federazione e il nuovo commissario tecnico Jorge Jesus. Ronaldo ha detto di credere ancora di poter aiutare la nazionale portoghese e di voler inseguire il traguardo personale delle 1.000 reti in carriera.
Ronaldo e la riflessione sul futuro
“Sì, ci ho pensato”, ha dichiarato Ronaldo a proposito della possibilità di lasciare la nazionale dopo il Mondiale. “Penso sempre alle mie decisioni, al mio futuro e anche al presente. Sono uno che riflette, bisogna pensare”. L’attaccante ha raccontato che la scelta di continuare è stata influenzata anche dal confronto con i vertici della federazione e con il nuovo allenatore. “Credo ancora di poter aiutare la nazionale a raggiungere i propri obiettivi”, ha spiegato. Ronaldo ha sottolineato che il suo contributo non si limita ai gol, ma riguarda anche l’esperienza che può mettere a disposizione di una squadra in cambiamento.
L’obiettivo delle 1.000 reti
Tra le motivazioni che hanno spinto Ronaldo a proseguire la carriera internazionale c’è anche il desiderio di raggiungere il traguardo delle 1.000 reti. Secondo quanto dichiarato, a Ronaldo mancano 21 gol per arrivare a questa cifra. “Entrambi sono importanti”, ha detto, riferendosi all’ambizione personale e alla possibilità di vincere ancora la Nations League, già conquistata dal Portogallo nel 2019 e nel 2025.
Il rapporto con la nuova generazione
Ronaldo ha parlato anche del rapporto con i giovani della nazionale, tra cui Fabio Silva, Renato Veiga, Nuno Mendes, João Neves e Francisco Conceição. Ha spiegato che anche questo aspetto ha avuto un peso nella sua decisione di continuare. “La cosa più importante per me è essere in campo, segnare gol e aiutare la squadra a vincere”, ha detto. Alla domanda su quanto ancora possa giocare, ha risposto scherzando: “Anche quando sarò in pensione… tra dieci anni!”. Poi ha aggiunto: “Sono felice di me stesso. Non importa se gioco domani o se riposo nella prossima partita. La cosa più importante è sentirmi bene”.

